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Affinché il nostro desiderio infinito di giustizia possa essere colmato, occorre un giudice che adempia a queste tre condizioni: essere il signore della Storia; conoscere il segreto dei cuori; e operare per la riconciliazione e non per la distruzione.

Fabrice Hadjadj
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Melania Rea: Parolisi resta in carcere
Di Loredana Morandi (del 24/08/2011 @ 05:07:15, in Osservatorio Famiglia, linkato 2425 volte)

Delitto Melania, Parolisi resta in carcere

I giudici del riesame respingono il ricorso del caporalmaggiore: "Quadro indiziario immutato"


http://www.giustiziaquotidiana.it/public/melania_rea_sorridente.jpg

17:29 - Il tribunale del riesame dell'Aquila ha respinto l'istanza di scarcerazione di Salvatore Parolisi. Il caporalmaggiore dell'esercito era stato arrestato il 20 luglio perché ritenuto l'assassino della giovane moglie Melania Rea, scomparsa il 18 aprile da Folignano (Ascoli Piceno), dove vivevano, e trovata morta, con 32 coltellate, il 20 aprile in un boschetto di Ripe di Civitella del Tronto (Teramo).
Il quadro indiziario è rimasto immutato, nonostante quanto sostenuto dalla difesa. Questo il motivo che ha indotto il Tribunale a respingere l'istanza di scarcerazione. Lo ha detto ai giornalisti il presidente del tribunale, Giuseppe Romano Gargarella. Il magistrato non ha aggiunto altro.

Legali Parolisi: "Andremo in Cassazione"
Gli avvocati di Salvatore Parolisi faranno ricorso alla Corte di Cassazione. Lo ha annunciato l'avvocato Nicodemo Gentile che, assieme al collega Valter Biscotti, difende il caporalmaggiore dell'esercito. "Prendiamo atto del rigetto. Rispettiamo la decisione del Tribunale e attendiamo di conoscere le motivazioni, che esamineremo con attenzione. Ci dispiace constatare che il Tribunale, nonostante i dai tecnici, le testimonianze e i dati di fatto, abbia dimostrato poco coraggio facendo finta di non vedere. Sapevamo - ha concluso Gentile, - che la nostra sarebbe stata una battaglia difficile. Faremo ricorso alla Corte di Cassazione confidando nell'accoglimento delle nostre richieste".

Lunedì Parolisi aveva ribadito con forza di non aver ucciso la moglie Melania. I suoi avvocati, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, si erano detti "soddisfati di come sono andate le cose".

Soddisfatti i parenti di Melania
"Siamo molto soddisfatti". Così Gennaro e Michele Rea, padre e fratello della vittima, intervistati da News Mediaset. "Ce l'aspettavamo, evidentemente Parolisi è coinvolto nel delitto. Siamo pronti a tutto purché venga fuori la verità".

La memoria difensiva 
Tre i punti chiave della memoria difensiva da 150 pagine presentata da Salvatore Parolisi e riguarderebbero l'ora della morte, le tracce del Dna e le celle telefoniche.

L'ora della morte
Tra gli altri punti cardine della difesa, in particolare, sarebbero contestati i risultati dell'autopsia sul corpo di Melania soprattutto per quanto riguarda l'ora della morte, giudicata dai legali di Parolisi troppo ritagliata sulle tesi dell'accusa, le tracce di dna di Salvatore rilevate sulla becca di Melania, che secondo la consulenza del genetista Emiliano Giardina non sarebbero dirimenti, in quanto potrebbero risalire anche a orep rima dell'omicidio.

L'esame del Dna
Il punto qualificante della difesa riguarda il Dna. Secondo i legali tutti gli sforzi degli inquirenti si sono concentrati solo sul profilo di Parolisi mentre sono state trascurate altre tracce, delle quali non si è mai sentito parlare. Sul corpo di Melania sono state trovate tracce biologiche riconducibili a sei profili maschili, mai approfonditi, e altre tracce miste. Inoltre, secondo la difesa, non è stato analizzato fino in fondo il Dna femminile trovato sotto l’unghia.

Le celle telefoniche
Il terzo interrogativo riguarda le celle telefoniche. Secondo gli avvocati non si può affermare con certezza assoluta che il telefono di Melania prendesse solo in corrispondenza del monumento dei caduti di Colle San Marco, così come sostiene l’accusa per collocare con precisione la donna. Inoltre, sempre secondo la difesa, è strano che per un presunto guasto tecnico la procura sostenga che non è possibile tracciare l’utenza in uso a Parolisi nell’ora presunta dell’omicidio. Se si fosse indagato di più si sarebbe scoperto che il telefono di Parolisi era nella zona di Parco di Colle San Marco, come da lui sempre sostenuto.

Tra i periti della difesa il medico che scagionò Stasi
Il collegio della difesa di Parolisi si avvale di tre esperti. Tra di loro c'è anche il medico legale Lorenzo Varrete, consulente del gip di Vigevano per l'omicidio di Chiara Poggi. L'esperto nel 2009 smontò la superperizia della Procura demolendo l'impianto accusatorio contro Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara Poggi considerato l'assassino della ragazza
 
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/abruzzo/articoli/1019274/delitto-melania-parolisi-resta-in-carcere.shtml

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/melania.jpg

Melania, nessuna prova diretta
ma tutti gli indizi portano a Parolisi

Il Tribunale del Riesame ha detto no alla scarcerazione del caporal maggiore. Ecco le motivazioni

15:45 - Salvatore Parolisi deve restare in carcere: potrebbe uccidere ancora e inquinare il quadro probatorio. Il Tribunale del Riesame dell’Aquila ha rigettato la richiesta dei difensori del caporal maggiore, accusato di aver ucciso la moglie Melania Rea. I giudici, pur affermando l’inesistenza di una “prova diretta che comprovi la responsabilità dell’indagato”, confermano la validità dell’impianto accusatorio.

Movente da ricercare nella relazione con Ludovica
Il quadro indiziario inchioda Parolisi. E’ quanto emerge dalle 23 pagine di motivazioni depositate dagli stessi giudici, i quali ipotizzano anche il movente dell’uxoricidio: “Parolisi appare come l’autore dell’omicidio della moglie, per cause legate al deflagare della sua situazione familiare e sentimentale in relazione al rapporto con Ludovica Perrone”.

Melania conosceva bene il suo assassino
Secondo i magistrati non può che essere stato Parolisi ad uccidere Melania Rea: “Il suo assassino era persona da lei ben conosciuta – si legge nelle motivazioni – e con la quale aveva un rapporto di estrema confidenza”. La donna è stata ritrovata con gli slip abbassati e, per gli inquirenti, l’abbassamento degli stessi è stato “opera spontanea”, “non essendovi stata trovata traccia alcuna dell’opera di terzi”. L’assassinio di Melania aveva dunque un rapporto molto intimo con lei. Dalle indagini, però, emerge chiaramente come la donna non avesse alcuna relazione extraconiugale.

Tracce del DNA di Parolisi in bocca
Anche la modalità dell’omicidio fanno pensare a Parolisi. Tracce del suo Dna sono state ritrovate nella regione labiale e dell’arcata dentaria della moglie. Il contatto deve risalire a pochissimo prima della morte altrimenti cibo, bevande o la deglutizione avrebbe fatto sparire tali tracce. Secondo il Tribunale, queste tracce potrebbero svelare il gesto con cui “l’assassino metteva la mano sulla bocca della vittima all’atto di colpirla con il coltello alla gola”.

Non rilevante il Dna femminile sotto l'unghia 
Uno dei punti chiave della memoria difensiva di Parolisi riguarda il ritrovamento di Dna femminile sotto l'unghia di Melania. I giudici, però, non ritengono influente questo aspetto: "Non sembra avere particolare rilevanza la presenza di Dna femminile sotto l'unghia dell'anulare sinistro della Rea, che potrebbe dipendere da molteplici fattori. A differenza del Dna nella regione labiale, la presenza sotto l'unghia potrebbe risalire a diverso tempo prima rispetto all'omicidio".

Modalità tipiche del delitto passionale
Inoltre “l’omicida la colpisce numerosissime volte, e ciò è tipico di chi è stato legato da un rapporto di amore-odio con la vittima”. In più “la Rea viene lasciata agonizzante e senza infliggerle il colpo di grazia”. Secondo i giudici, “un terzo estraneo non si sarebbe così comportato”.

Depistaggio non immediato
A complicare la posizione di Parolisi sono anche le modalità di depistaggio, avvenute solo in un secondo momento: “Anche questo è segno presumibile del fatto che , nel momento dell’azione criminosa, l’omicida non ebbe la lucidità immediata di porre in essere la macabra messa in scena sul cadavere, poi realizzata dopo, solo a mente fredda”.

Il movente economico
I magistrati si dicono convinti del fatto che, tra Salvatore e Melania, la situazione sentimentale fosse difficile. Proprio qui andrebbe cercato il movente: “La Perrone lo aspettava affinché passasse le vacanze di Pasqua con lei mentre la moglie nulla immaginava di tutto questo, e si preparava a passare il periodo pasquale con il marito”. L’albergo già prenotato ad Amalfi e l’organizzazione dell’incontro con i genitori di Ludovica fa pensare a qualcosa di più importante di una semplice scappatella. Parolisi, sempre secondo il Tribunale del Riesame, “non intravedeva una razionale via di uscita”. La separazione da Melania, infatti, avrebbe avuto conseguenze economiche importanti per l’uomo: “La separazione dalla moglie, casalinga senza attività lavorativa, e con una figlia piccola da mantenere, avrebbe comportato per lui una situazione economica estremamente difficile”.

http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/1019291/melania-nessuna-prova-diretta-ma-tutti-gli-indizi-portano-a-parolisi.shtml
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