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Anno Zero e PM: rassegna politica e sindacale
Di Loredana Morandi (del 05/10/2007 @ 17:48:34, in Politica, linkato 2276 volte)

Giustizia: ciò che è avvenuto ieri non è normale

Dichiarazione dell’on. Paolo Gambescia (Ulivo), commissione Giustizia

Non è in discussione la libertà di stampa, Santoro come qualsiasi altro giornalista fa trasmissioni come vuole e sa fare. Che sia cattivo o buon giornalismo lo decidono gli ascoltatori. Il problema si riassume in una domanda: può un magistrato andare in televisione esprimere giudizi, dare solidarietà a colleghi, emettere sentenze mediatiche? In quale altro paese tutto questo sarebbe ritenuto normale?

Ma l'aspetto che più preoccupa è l'accusa generica che ieri è stata lanciata, contro la politica e i politici in generale fatti apparire come aggressori di magistrati "che vogliono fare pulizia".

Se si dice che questo o quel giudice, questo o quel pubblico ministero è stato intimidito da esponenti delle istituzioni e da poteri forti, si ha il dovere di fare nomi e cognomi e raccontare fatti e circostanze. Altrimenti è un gioco al massacro dal quale esce sconfitto il sistema democratico e perde il paese.

I giudici devono parlare con i loro atti, provvedimenti e sentenze, secondo le regole della

giurisdizione. L 'ho detto quindici anni fa e lo ripeto ora.

Il Csm ha tutta l’autorevolezza e gli elementi per esaminare il caso e decidere.

Il CdA Rai per quello che gli compete farà le sue valutazioni. Anche questo è rispetto delle regole.

Roma, 5 ottobre 2007

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Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 5 ottobre 2007  - Prot. n. 154


Il Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Paolo Serventi Longhi, ha dichiarato:


“L’attacco di una parte del mondo politico all’informazione è ormai diventato insopportabile. E’ quindi necessaria una seria riflessione, ma anche una vera mobilitazione, dei giornalisti contro tutti gli episodi di insofferenza da parte di chi detiene il potere politico ed economico nei confronti di chi esercita correttamente il diritto-dovere di informare. La violenta requisitoria del Ministro della Giustizia nei confronti di giornalisti come Michele Santoro e Giovanni Floris, colpevoli di fornire un’informazione veritiera, fatta di testimonianze dirette e di fatti comprovati, rappresenta uno dei più gravi atti contro la libertà dell’informazione. Le interviste ai magistrati Forleo e De Magistris hanno consentito di conoscere in maniera diretta le loro posizioni sulle vicende di cui sono protagonisti. Raccogliere le opinioni di alcuni magistrati è non solo legittimo ma doveroso per un giornalista.
Ricordo le esternazioni bulgare dell’allora Presidente del Consiglio Berlusconi contro Santoro e Luttazzi e le censure contro Sabina Guzzanti ed altre donne e  uomini di spettacolo, giornaliste e giornalisti. E’singolare che Mastella, ministro di un Governo che avrebbe dovuto riformare le leggi sulla comunicazione varate dall’esecutivo Berlusconi, usi strumenti analoghi di intimidazione chiedendo addirittura di sfiduciare il Consiglio di Amministrazione della Rai e insultando la professionalità di colleghe e colleghi giornalisti. Più volte Michele Santoro ha apertamente criticato il nostro Sindacato; non eravamo d’accordo ma non per questo abbiamo fatto inutili polemiche. Ma oggi respingiamo l’offensiva di pezzi importanti del Governo e dell’opposizione, difendiamo il diritto di cronaca contro leggi pericolose come quella sulle intercettazioni. Cerchiamo il confronto, il dialogo con tutti coloro che criticano, i nostri organi di autogoverno deontologico vigilano anche sugli errori, sempre possibili, dei giornalisti,  ma chiediamo rispetto per la nostra professione. Non siamo i figli dell’antipolitica ma sosteniamo una informazione che con coraggio, in televisione, alla radio, nei giornali, nel web, sia capace di denunciare le responsabilità della cattiva politica.” 

DE MAGISTRIS, FALOMI (RC-SE): PERSA L’OCCASIONE PER FARE CHIAREZZA

Il sottosegretario Li Gotti risponde a interpellanza del Prc-SE

Sul trasferimento del magistrato del Magistris c’era la necessità di diradare il sospetto che sia voluto silurare un magistrato scomodo che indagava su uomini potenti. Dal ministero però non è venuta alcuna risposta. Antonello Falomi, vice presidente dei deputati di Rifondazione comunista-SE, esprime la sua insoddisfazione per la risposta del sottosegretario al ministero della Giustizia, ad una interpellanza sulla richiesta di trasferimento avanzata dal ministro Mastella.

Si chiedeva di rendere pubblica la relazione degli ispettori e tutti gli atti che hanno provocato l’avvio delle ispezioni- lamenta Falomi -  e ci è stato risposto negativamente adducendo non meglio precisate ragioni di “non ostensibilità”. Ho chiesto inoltre di chiarire i criteri e le priorità in base ai quali il ministero sceglie, tra le tante richieste, di attivare le ispezioni e anche in questo caso non ho avuto  nessuna risposta. Chiedevamo spiegazioni sulle ragioni di un provvedimento di urgenza come quello del trasferimento del dott. de Magistris, preso ben sette mesi dopo il deposito della relazione degli ispettori, e anche qui non ho avuto soddisfazione.

In sostanza – conclude - è rimasta insoddisfatta l’esigenza posta dal nostro gruppo di fare il massimo di chiarezza e offrire il  massimo di trasparenza sull’intera vicenda, come unico antidoto per diradare il sospetto che sia voluto togliere di mezzo un magistrato scomodo che indagava su uomini potenti.

Roma, 4 ottobre 2007