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Risultati Elettorali ...
Di Loredana Morandi (del 15/04/2008 @ 01:37:00, in Politica, linkato 2353 volte)
BERLUSCONI: GRANDE RESPONSABILITA', GOVERNERO' 5 ANNI

"Sono commosso per il risultato elettorale che si profila e per la prova di fiducia che mi è giunta da tanti cittadini che desidero ringraziare con tutto il cuore" Inizia così il messaggio scritto da Silvio Berlusconi e letto dallo stesso leader del Pdl in diretta a 'Porta a Porta' e a 'Matrix'. Il Cavaliere ha concluso inviando un "abbraccio affettuoso a tutti gli italiani, con tutto il cuore".

Berlusconi ha parlato di grande responsabilita' e ha descritto i prossimi cinque anni come 'decisivi' per ammodernare il Paese: 'abbiamo avanti mesi difficili, richiederanno grande forza. Noi siamo pronti a lavorare insieme con l'opposizione sulle riforme - ha aggiunto Berlusconi - noi siamo sempre stati aperti, nei confronti dell'opposizione a lavorare insieme e ad accettare il loro voto laddove loro vedessero i nostri provvedimenti come provvedimenti nell'interesse di tutti gli italiani e quindi del Paese. Quindi non cambieremo assolutamente nulla di questo nostro atteggiamento, che è sempre stato un atteggiamento aperto e dialogante ed assolutamente poco dialettico",

"Avvieremo da subito la riforma della giustizia, l'applicazione della riforma della scuola e la modernizzazione della sanità", ha continuato il leader del Pdl, impegnandosi a risolvere subito l'emergenza rifiuti e il nodo Alitalia. "Ridurremo il debito pubblico attraverso la cessione di cespiti del patrimonio dello Stato", ha detto ancora.

'PRONTI A USUFRUIRE CAPACITA' ESPONENTI OPPOSIZIONE' - "Là dove ci sono delle capacità e queste capacità possono essere utili al Paese, noi siamo e saremmo lieti di poterne usufruire". Così Silvio Berlusconi, leader del Pdl, ha risposto al direttore del 'Corriere della Sera' Paolo Mieli che, nel corso di 'Matrix', gli chiedeva se fosse disposto a seguire l'esempio di Nicolas Sarkozy che in Francia ha aperto l'esperienza di governo all'ispirazione di esponenti dell'altra parte politica. "Noi abbiamo già invitato esponenti importanti della sinistra a collaborare con noi, anche nominandoli in istituzioni europee a rappresentare l'Italia tutta come facemmo ad esempio con il presidente Amato", ha aggiunto Berlusconi, probabilmente riferendosi al ruolo dell'attuale ministro dell'Interno nella Convenzione Ue. Insomma, ha concluso il Cavaliere, "non abbiamo nessuna difficoltà a farlo"

VELTRONI: HO TELEFONATO A BERLUSCONI, DANDOGLI ATTO DELLA VITTORIA

'Come e' prassi in tutte le democrazie occidentali, ho telefonato a Berlusconi per dargli atto della vittoria ed esprimergli l'augurio di un buon lavoro''. Sono le prime parole del leader del Pd Walter Veltroni per commentare l'esito del voto.

"Ora si apre una stagione di opposizione nei confronti di una maggioranza che avrà difficoltà a tenere insieme ciò che è. Non sappiamo quanto durerà, perché le differenze programmatiche permangono", ha aggiunto il leader del Pd. "Penso che il Pdl - aggiunge Veltroni - sia chiamato a sciogliere la contraddizione se è una alleanza elettorale o un partito"

"La nostra sarà un'opposizione sul programma di una grande forza riformista ma rinnoviamo sin da subito la piena disponibilità ad affrontare immediatamente le riforme istituzionali necessarie di cui il Paese ha bisogno", ha aggiunto Veltroni sottolineando: "noi siamo partiti da un distacco a settembre di 22 punti e progressivamente sono stati recuperati in quella che continuo a definire una grande rimonta politica ed elettorale che ci consente oggi di portare in Parlamento e di insediare nel paese la più grande forza riformista che l'Italia abbia mai avuto".

Commentando poi i dati sull'affluenza alle urne, Veltroni ha preso le distanze da chi ha stigmatizzato il calo dei votanti: "Il Paese ha ribadito con forza il proprio rapporto con la democrazia e le istituzioni". "Non condivido - ha aggiunto Veltroni - i toni usati da alcuni sull'affluenza alle urne. Anche se c'é stato un calo del 3% si sono comunque recati alle urne l'80% dei cittadini"

BIPOLARISMO ACCELERA VERSO BIPARTITISMO/IL PUNTO ALLE 19.50

Il sistema bipolare esce irrobustito dal voto e accelera verso un sistema bipartitico: sembra essere questo il primo risultato leggibile dai dati elettorali. Alla Camera, secondo le ultime proiezioni di Consortium per la Rai, il Pdl, con il 38,1% dei consensi e il Pd, che ha ricevuto il 33,7% delle preferenze, ottengono infatti insieme il 71,8%. Vale a dire che 7 italiani su 10 si riconoscono in due partiti. Il voto utile invocato da Berlusconi e da Veltroni ha trovato ascolto nell'elettorato. In entrambi gli schieramenti ci sono due alleati di peso, soprattutto nel Pdl: la Lega Nord, proiettata verso il 6% dei consensi e l'Italia dei Valori ben al di sopra del 5%. Fuori dagli schieramenti hanno vita difficile l'Udc, che aveva abbandonato il Pdl alla vigilia del voto, che supera a fatica il 5% e si ritrova con una pattuglia ridottissima di parlamentari. E La Destra di Storace, priva di senatori, e sotto il 3%. Esce decisamente ammaccata dal voto la Sinistra l'Arcobaleno che candidava Fausto Bertinotti. Le proiezioni alla Camera accreditano questa formazione del 3,6% dei consensi, con la quasi certezza di non avere senatori e un numero ridotto di deputati. Percentuali da prefisso telefonico per le altre formazioni, alcune, come i socialisti di Boselli, con una storia gloriosa alle spalle, che si ferma allo 0,9%.
 
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I "big" che lasciano il Parlamento


Quasi uno tsunami elettorale quello prodotto dal voto, che ha scalzato dal seggio tanti leader e personalità che hanno segnato le ultime legislature. Addio al Parlamento del veterano Fausto Bertinotti, che dopo aver guidato Montecitorio è stato tagliato fuori due volte. Saltano una legislatura anche gli altri big della sinistra italiana, i leader de La Destra Daniela Santanchè e Francesco Storace e l'ex Dc Ciriaco De Mita.

L'operazione ghigliottina, condotta dalla soglia di sbarramento, ha fatto cadere le teste di tutti e quattro i leader dei partiti della sinistra che avevano dato vita alla sinistra Arcobaleno. Anzi tre, visto che Oliviero Diliberto, segretario del Pdci aveva gia' deciso di lasciare il suo seggio ad un operaio della Tyssenkrupp, Ciro Argentino, che pero', dato l'esito elettorale, non approdera'a Montecitorio, rendendo nullo il sacrificio di Diliberto. Restano fuori anche il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio e Fabio Mussi, il 'capo' della Sinistra Democratica. 'Silurati' anche Enrico Boselli, leader e candidato-premier del Partito Socialista, e Franco Grillini, presidente onorario dell'Arcigay.

Seggi preclusi anche per il 'trio' della Destra: Daniela Santanchè, Francesco Storace e Teodoro Buontempo. Non varcheranno i portoni del Parlamento (almeno per questa sedicesima legislatura) neanche gli antagonisti del Pd, Willer Bordon e Roberto Manzione che avevano dato vita all'Unione Democratica dei consumatori. Stop alle goliardate e alle provocazioni di Francesco Caruso: il no global che aveva fatto il suo esordio alla Camera 'traghettato' dal Prc questa volta e' rimasto al palo insieme alla pattuglia della Sinistra Arcobaleno. Stesso destino per Luxuria, la prima transgender in Parlamento che proprio per il suo "status" era stata presa di mira dall'azzurra Elisabetta Gardini che voleva imporre alla collega l'utilizzo della toilette destinata agli uomini.

Anche Ciriaco De Mita non andrà a Palazzo Madama. Uscito dal Pd, dopo la decisione di Walter Veltroni di non candidarlo, e approdato all'Udc di Pier Ferdinando Casini, De Mita, candidato al Senato, si trova in un Udc che non è riuscita a far scattare il seggio al Senato in Campania.
 
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Flop della sinistra-arcobaleno che sparisce dal parlamento
Vince il Pdl, la Lega a valanga
La coalizione di Berlusconi ottiene una netta maggioranza alla Camera e al Senato

MILANO - Una vittoria netta. La coalizione guidata da Silvio Berlusconi si aggiudica le elezioni con un ampio margine, tanto che il Popolo della Libertà (assieme a Lega Nord e Movimento per l'autonomia) avrà una larga maggioranza alla Camera e una maggioranza comunque netta al Senato. L'alleanza di centrodestra (quando sono state scrutinate oltre 58 mila sezioni su 60 mila) ottiene infatti il 47,2% dei voti per Palazzo Madama contro il 38,1% ottenuto da Partito democratico e Italia dei valori. Smentiti clamorosamente i primi exit poll diffusi subito dopo la chiusura delle urne che indicavano una differenza di soli due o tre punti percentuali tra Pdl-Lega-Mpa e Pd-Idv. Alla Camera il vantaggio è altrettanto inequivocabile: l'alleanza guidata dal Popolo della libertà ottiene (quando sono state scrutinate 56.511 sezioni su 61.062) il 46,6% dei voti, quella del Partito democratico il 37,7%. Un distacco che fin dalle prime proiezioni è sembrato subito incolmabile, tanto che in serata è lo stesso Veltroni a riconoscere la vittoria dell'avversario: «Ho telefonato a Berlusconi - annuncia il leader del Pd - per augurargli buon lavoro».

BERLUSCONI «COMMOSSO» - Grande soddisfazione da parte di Pdl e Lega. Berlusconi si dice «commosso» e annuncia di avere già in mente la squadra di governo, di cui faranno parte «almeno quattro donne». Annuncia inoltre di essere aperto al dialogo con chiunque voglia lavorare con il Pdl alla guida del Paese. Anche Umberto Bossi esulta: «Siamo forti, il nostro boom era atteso». Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, promette dal canto suo «un'opposizione costruttiva». Da segnalare la buona performance della Lega e il flop della Sinistra-Arcobaleno, che appare destinata a sparire dal Parlamento (tanto che il candidato premier, Fausto Bertinotti, si è dimesso da tutti gli incarichi dirigenziali).

SENATO - Entrando più nel dettaglio, alle elezioni per il Senato la coalizione di centrodestra si attesta circa otto punti sopra l'alleanza guidata da Veltroni. Quando sono state scrutinate per il Senato oltre 54mila sezioni su 60.048, il Pdl-Lega-Mpa ottiene il 47,2 % contro il 38,19% di Pdv-Idv. Il Popolo della libertà è al 37,9%, la Lega all'8,1%, l'Mpa all'1%; il Pd al 33,8%, l'Idv al 4,3%. Gli altri: Udc al 5,6, Sinistra-Arcobaleno al 3,2%, la Destra al 2%, il Partito socialista allo 0,8% (dopo questo risultato il segretario, Enrico Boselli, si è dimesso). A Palazzo Madama la coalizione del centrodestra, secondo le elaborazioni dei primi scrutini, avrebbe a 167 seggi contro i 137 di Pd e Italia dei valori. Sono esclusi i 6 seggi della Circoscrizione Estero. Il calcolo, per il Senato, avviene su base regionale e da questo punto di vista il Pdl (assieme a Lega e Mpa) conquista (stando alle proiezioni) 12 Regioni, strappandone 5 a Pd+Idv (Sardegna, Campania, Liguria, Abruzzo e Calabria) e lasciandone dunque agli avversari soltanto 6. In particolare a Berlusconi andrebbero: l'Abruzzo, la Campania, il Friuli-Venezia Giulia, il Lazio, la Lombardia, il Piemonte, la Puglia, la Sicilia, la Calabria e la Liguria. Al centrosinistra di Veltroni vanno la Basilicata, l'Emilia-Romagna, le Marche, il Molise, la Toscana e l'Umbria.

CAMERA - Netta vittoria per il Cavaliere anche alla Camera. A spoglio non ancora ultimato, l'alleanza guidata dal Popolo della libertà ottiene infatti il 46,6% dei voti, quella del Partito democratico il 37,7%. Nel dettaglio il Pdl è al 36,9%, la Lega all'8,6% e l'Mpa all'1%. Di contro il Pd è al 33,3% e l'Idv al 4,3%. Tra i partiti minori l'Udc è al 5,5%, la Sinistra-Arcobaleno crolla al 3%, la Destra racimola il 2,4% e i socialisti lo 0,9%. L'alleanza guidata dal Cavaliere otterrebbe 340 seggi, quella guidata da Veltroni 241.

SICILIA - Diffuse anche le prime proiezioni sulla Sicilia dove si vota per le Regionali. Anna Finocchiaro, candidato del centrosinistra, è al 36,2%; Raffaele Lombardo, candidato del centrodestra, è al 58,2%. Per quest'ultimo, dunque, si profila un successo schiacciante.