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Una sorpresa con gli occhi a mandorla per la Befana ...
Di Loredana Morandi (del 06/01/2009 @ 10:03:40, in Indagini, linkato 1831 volte)
Il governo cinese lancia campagna contro la pornografia online

Google e altri motori ricerca rischiano la chiusura

PECHINO Le autorità cinesi hanno lanciato una campagna morale contro i contenuti volgari e pornografici che si trovano su internet. Pechino ha già pubblicato una lista con i nomi di 19 siti, tra cui motori di ricerca famosi come Google, Baidu, Sohu e Sina, che avendo finora ignorato i richiami - la pornografia è vietata in Cina - rischiano di essere chiusi se non cancelleranno tutto il materiale disdicevole.

La Cctv, emittente televisiva che ha dato la notizia, ha spiegato che il ministero della Pubblica sicurezza e altri sei «uffici governativi» si sono riuniti per mettere a punto la campagna. Nella riunione si è deciso di «lanciare una campagna in tutto il Paese per eliminare da internet le tendenze volgari». Inoltre, ha aggiunto l’ emittente, sono stati «fatti i nomi» di siti che hanno «violato la legge, minando così la salute mentale della gioventù» cinese.

Non è chiaro cosa il governo intenda fare contro questi siti e se intenda in qualche modo intervenire sui motori di ricerca. Nessuno dei siti chiamati in causa ha finora commentato la notizia. Baidu è il motore di ricerca più usato dagli utenti cinesi e si ritiene che controlli due terzi del mercato della pubblicità online. Cai Mingzhao, vicedirettore dell’Ufficio per l’informazione del governo, ha detto che «alcuni siti web hanno sfruttato le imprecisioni delle leggi e dei regolamenti» per diffondere sulla rete «materiale di bassa lega, rozzo e anche volgare, danneggiando gravemente la moralità su internet».

Nelle scorse settimane, una serie di siti di informazione che erano stati sbloccati nel corso delle Olimpiadi di Pechino sono stati nuovamente resi inaccessibili dai poliziotti addetti a controllare la rete. I frequenti interventi dei censori, che in genere usano un sistema di parole-chiave che spesso colpiscono dei siti innocenti, rendono spesso lenta e macchinosa la navigazione su internet ai circa 300 milioni di utenti registrati nel Paese.

La Stampa

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Nota del 6 gennaio 2009

Questa è una buona notizia. Infatti, dopo Londra, anche la Cina intraprende una campagna per moderare il rampantismo del mercato pornografico. Si tratta di una battaglia per la civiltà, perché se fosse per le donnette simili a quella che clona il mio nome Tutte Noi Donne ci ritroveremmo a far da scendiletto ad uomini, che ci insulterebbero chiamandoci "Puttane". Povera figlia (la mia mitomane da passeggio) in fondo la capisco. Perché lei un uomo, così brutta, non lo trova.

La poveretta si affanna, ma lo fa a suo stesso discapito. Sto infatti scrivendo al forum della Nintendo per chiedere la rimozione della mia foto, perché contenente insulti a me rivolti, nonostante l'utenza si sia addirittura dichiarata d'accordo e cauta sugli argomenti trattati dalla mia posizione verso Azzurra. Gli admin di Newsboard io non li ho mai contattati, ma hanno assunto autonomamente l'iniziativa di cancellare la mia fotografia. Ovviamente questi forum, istigati da gente adulta interessata a "soldi", hanno male interpretato il mio pensiero: su Azzurra.org hanno fatto una propaganda ipocrita ai miei danni ben sapendo di avere le mani sporche di un reato di peculato ai danni dello Stato Italiano.

Prendere una cosa che non ti appartiene: vuol dire rubare.
PVF invece è un organizzazione che vende materiale pedopornografico.

Segnalerò alla Polizia Postale il sito dove si maneggiano gli
Hentai. Perché? Perché tutti coloro che si occupano di contrastare il fenomeno della pedofilia sanno che su questi siti sono sempre parecchi i pedofili e coloro che fanno scambio di materiale pedopornografico. E se lo utilizzano e lo frequentano personcine come la barese Nina e i suoi amichetti del porno, allora i pedofili ci sono già approdati.

Si tratta di veri e propri bacini di utenza giovanile, dedita alla militanza onalistica. Gente criminale come quelli del sito di Selargius, con annesso pedofilo clone del presidente della Prometeo Onlus (l'autoreferenzialissimo pedofilo ideologo) e con il clone femminile della portavoce nazionale di Artists Against War (cioè io), sono sempre pronti a fagocitare interi gruppi e forum come hanno fatto con Yumeshima (sito che militava di suo all'adescamento) nel corso dell'estate.

Quanto alla mailing list del Linux Club, che ha ospitato una edizione di Artists Against War, e con i quali io non ho nessun problema, se fossi in "loro" non la citerei neppure. L'unica cosa che si vede bene infatti è la voluta ipocrisia e la deriva morale assunta da almeno 1 persona in diretta relazione (e/o associazione) con l'attuale reggenza dei Giuristi Telematici. E questo non depone affatto a loro favore, perché pur di scrivere gratuità e vere falsità "sono scoperti nei loro difetti".

E' mia opinione consolidata da anni, opinione confermata anche dai più recenti fatti, che al mondo del file sharing e dell'open source si accosti fin troppa gente attirata dal "soldo subito". Tra questi, purtroppo, ci sono schiere di avvocatucci di periferia scaltri e delinquenti a tal punto, ad esempio, da attaccare Giustizia Quotidiana, la storia della Magistratura Italiana degli ultimi anni, pur di accreditarsi presso la malavita o, contestualmente alla difesa del colosso Pirate Bay, capaci di torturare a sangue comunità del file sharing su Torrent gestite da persone oneste, procacciandosi lavoro presso le Major.

Il livello della decadenza morale, deontologica e professionale ha così raggiunto l'orlo dell'abisso. Grazie alle nuove leggi ed al pacchetto sicurezza in tema pedopornografia, finalmente, potremo vedere sequestri e perquisizioni anche presso gli studi legali, che favoriscono i pedofili o che censurano gli operatori dell'anti pedofilia a suon di pesanti e volgari minacce. Qualcuno arriva a compiere veri reati di inquinamento probatorio.
Io ne conosco uno ...


Loredana Morandi