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Rignano Flaminio: Chiuse le Indagini Preliminari
Di Loredana Morandi (del 14/01/2009 @ 11:22:39, in Osservatorio Famiglia, linkato 1171 volte)

Per tre maestre e un autore tv potrebbe scattare il rinvio a giudizio
Disposta l'archiviazione per le altre tre persone coinvolte nell'inchiesta

Rignano, quattro rischiano il processo
Il pm: "Sevizie e minacce, anche ai genitori"

L'accusa: "Narcotici e violenze per costringerli a giochi erotici".

I difensori: "Fatti già smentiti da Riesame e Cassazione"

ROMA - Si va verso il processo per la vicenda degli abusi sessuali ai danni di 21 bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio. Oggi la Procura di Tivoli ha notificato la chiusura delle indagini, e si profila una richiesta di rinvio a giudizio per quattro persone coinvolte nelle indagini mentre per altre tre è stata disposta l'archiviazione. E dalla deposizione del pm emergono particolari agghiaccianti.

A rischiare di finire in aula sono le tre maestre, Patrizia Del Meglio, Silvana Magalotti e Marisa Pucci, e l'autore tv Gianfranco Scancarello, marito di Del Meglio, ai cui avvocati è giunta la notifica. Archiviata invece ogni ipotesi di reato per la maestra Assunta Pisani, la bidella Cristina Lunerti e il benzinaio cingalese Kelum Weramuni Da Silva. La decisione spetta comunque al giudice, che dovrà esprimersi nelle prossime ore. Pesanti i reati contestati dal pm Marco Mansi ai quattro indagati: atti osceni, maltrattamenti verso minori, sottrazione di persona incapace, sequestro di persona, violenza sessuale aggravata dalla minore età delle vittime, corruzione di minori, atti contrari alla pubblica decenza.

Le sevizie. I bambini erano sottoposti "ad atti di sevizie e crudeltà", scrive il pm. Anche con l'uso di siringhe, prelievi di sangue o inoculazione di sostanze come narcotici, stupefacenti e altre contenenti Benzodiazepine. Sempre secondo l'accusa "li terrorizzavano o li traumatizzavano, vestendosi da diavolo o coniglio nero o altro ancora con uso di cappucci e mostrandosi ai medesimi completamente o parzialmente nudi".

Le minacce, anche ai genitori. Gli indagati, assieme ai quali erano presenti "soggetti non identificati in numero di cinque o più", minacciavano gli alunni "con l'uso della violenza o minacce di morte rivolte anche ai rispettivi genitori", sostiene il pm, per indurli "a praticare atti di esplicita natura sessuale anche con l'uso di strumenti (vibratore, penna, pezzi di vetro, e altro non precisato) con l'inserimento di questi strumenti nei genitali femminili delle bambine e con uso lesivo degli stessi strumenti in danno dei minori di sesso maschile". I minori inoltre venivano sottoposti, si legge nell'accusa, a giochi a sfondo sessuale, quali 'il gioco della puntura' e 'il gioco del pisello'.

Un'inchiesta lunga e controversa. L'inchiesta giudiziaria, partita sulla base di alcune denunce dei genitori di bambini, prende in esame fatti cominciati nel 2001, per una bambina, e proseguiti per gli altri 20 alunni tra il 2005 ed il 2006. Con un iter a dir poco frastagliato, si chiudono così una delle indagini tra le più controverse degli ultimi tempi. Dopo una fase di stallo, l'inchiesta ha ripreso una nuova spinta con il ritrovamento, a giudizio del pm, del casale dove sarebbero stati perpetrati gli abusi.

La difesa: "Proposti fatti già smentiti". Gli indagati hanno sempre respinto le accuse e i loro difensori, che hanno ora 20 giorni di tempo per chiedere l'audizione dei loro assistiti o per depositare note e memorie, sostengono che i fatti proposti dall'accusa sono già stati smentiti. "Si tratta di fatti - ha affermato Roberto Borgogno, difensore di Patrizia Del Meglio e di Gianfranco Scancarello - che sono stati già ritenuti infondati dal tribunale del Riesame di Roma, dalla Cassazione e che non hanno trovato riscontro neanche nelle dichiarazioni fatte dai bambini". "E' un'ostinata difesa dell'errore iniziale fatto dalla procura - ha detto l'avvocato Giosuè Bruno Naso, legale di Silvana Magalotti. "Un'inchiesta - ha aggiunto - fatta con grande dispiego di mezzi e nella quale non si è tenuto conto ad esempio dell'esito delle analisi del Ris che non hanno trovato nulla sia nelle macchine, sia nelle abitazioni".

(13 gennaio 2009)

Noticina: l'avvocato è un fanfarone perché il riesame al massimo esprime pareri, ma non è competente in giudizio sugli elementi di indagine. La Cassazione giunge come terza ed ultima sede di giudizio. Peccato che le redazioni mandino ragazzini di vent'anni a fare il servizio su questi temi, perché la giustizia che pure ha avuto i suoi "Pm ragazzini" avrebbe bisogno di voci giornalistiche adulte.
Su questo caso io sto con il pubblico ministero. Perché questa faccenda è stata fin troppo monopolizzata e strumentalizzata politicamente. Una vergogna le fiaccolate per le maestre. Ed a mio avviso non depone a favore dell'innocenza il fatto, che ci sia tra gli indagati un regista Rai. Perché in Rai (si vedano le indagini del pm di Potenza) ci entrano solo corrotti e/o raccomandati.

A buon intenditor poche parole politicamente bastano. E mi riferisco proprio ai troppi Ugo, giustiziere, maxfassi e altro genere di vergogna propagandistica pro pedo via weblog. La vergogna di questo caso, infatti, e le buffonate associazionistiche per la difesa di 4 probabili corrotti ha sporcato il web in modo inaudito, rendendosi subito punto di raccolta per pedofili di ogni razza e ubicazione. Ed il rampantismo di certi studi legali, che guadagnano con questo target di clienti, è da frenare, non da stimolare.