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Giustizia Firenze: Interventi e Interviste, rassegna AdnKronos
Di Loredana Morandi (del 31/01/2009 @ 09:57:47, in Magistratura, linkato 2068 volte)
 Apertura dell'anno giudiziario nel distretto della Toscana

Giustizia, presidente Corte Appello Firenze Drago: "Chiasso mediatico non giova a magistratura"

Il presidente del Tribunale di Firenze, Enrico Ognibene: "Aumenta durata processi civili: si unifichino riti e si riducano norme"

Firenze, 31 gen. (Adnkronos) - "Anche nel 2008 il ripetersi del chiasso mediatico di alcune vicende giudiziarie non ha certo giovato all'immagine della magistratura". Lo ha detto il presidente della Corte d'Appello di Firenze, Fabio Massimo Drago, in un passaggio della sua relazione all'apertura dell'anno giudiziario nel distretto della Toscana.

Un fattore questo che provoca "l'inesorabile venir meno della fiducia dei cittadini nell'amministrazione della giustizia, immediatamente ma erroneamente identificata con la magistratura -ha sottolineato Drago- Un fenomeno attuale e in progressivo aumento, alla cui diffusione contribuiscono in misura non indifferente talune intemperanze dei mezzi di informazione o le cadute di stile di alcuni magistrati nell'esternazione pubblica delle proprie convinzioni, in riferimento a vicende processuali che li avevano coinvolti sul piano personale o in ragione delle loro funzioni".

"Nel settore civile risultano ancora pendenti circa 400 fascicoli con data di iscrizione anteriore al 1998. Le ragioni del complessivo trend di aumento della durata media sono da addebitare, da un lato, all'insufficienza delle risorse disponibili, materiali e umane rispetto alla sempre forte domanda giudiziaria, e dall'altro al sistema normativo". Lo ha detto il presidente del Tribunale di Firenze, Enrico Ognibene, in un passaggio della sua relazione alla cerimonia di apertura dell'anno giudiziario nel capoluogo toscano.

"Si conferma -ha proseguito- il riscontro negativo alla domanda che si poneva nelle precedenti relazioni, ovvero se il nuovo processo civile formato con la novella del 2006 avrebbe portato un cospicuo abbattimento dei tempi di definizione. Anche i successivi interventi riformatori nel campo penale e in quello civile si sono rivelati disorganici e ispirati alla contingenza: in particolare nel settore civile hanno portato alla moltiplicazione di riti e delle procedure. Insomma, l'esatto contrario degli obiettivi che, in una situazione di difficolta' come quella che caratterizza l'andamento della giustizia, dovevano essere la semplificazione e l'accelerazione".

"Si deve quindi auspicare -ha aggiunto il presidente del Tribunale ordinario di Firenze- un intervento del legislatore che unifichi la miriade di riti, individuandone uno o al massimo due, chiaro e semplice e teso ad evitare lungaggini spesso causate dall'applicazione di cavilli, legittimi ma defatiganti, unito ad una generale riduzione delle norme ".