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Giustizia il grido di allarme dei Procuratori!
Di Loredana Morandi (del 31/01/2009 @ 10:09:52, in Magistratura, linkato 2202 volte)
Sullo sfondo la riforma e la questione intercettazioni

Giustizia, il grido d'allarme dei procuratori.

Alfano: ''Arrivare a un processo giusto e rapido''

Apertura dell'anno giudiziario presso le Corti d'Appello di tutta Italia. Negli interventi un'analisi dello stato del sistema giudiziario: dalla lentezza dei processi alla scarsità di risorse. Il Guardasigilli a Napoli. Mancino (Csm): ''Dovere della maggioranza trovare il dialogo ''. All'Italia la maglia nera. ''Peggio di Angola e Gabon''

Roma, 31 gen. (Adnkronos/Ign) - Dalla lentezza dei processi alla scarsità di organici e fondi: in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario, dalle Corti d'Appello in tutta Italia arriva l'allarme di presidenti e procuratori sulla situazione della giustizia in Italia mentre la politica discute di riforma e intercettazioni.

MILANO, GRECHI: NECESSARIO CORRIDOIO ALTA VELOCITA'

Anche per la giustizia è necessario "un corridoio di alta velocità" perché altrimenti "lo sviluppo viaggerà altrove". Così nella sua relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario milanese il presidente della Corte Appello, Giuseppe Grechi. "Per limitarci al primo grado di giudizio - ha detto - abbiamo un 'debito pubblico' di cause civili pendenti che è quasi il doppio della Germania, più del triplo della Francia, più del quadruplo della Spagna. Come numero di nuovi affari civili contenziosi per abitante siamo al terzo posto assoluto in Europa. Siamo invece in coda quanto a capacità di smaltimento". Quanto alla durata, infine, "siamo sestultimi, precedendo solo Bosnia Erzegovina, Cipro, Andorra, Croazia e Slovenia".

INTERCETTAZIONI, A MILANO QUASI DIMEZZATE NEL 2008

Le intercettazioni telefoniche disposte dall'Autorità Giudiziaria milanese nel 2008 sono quasi la metà rispetto a quelle eseguite nel 2007. E' quanto emerge dalla relazione del procuratore della Repubblica Manlio Minale, nell'ambito dell'inaugurazione dell'anno giudiziario milanese. "Le intercettazioni telefoniche - si legge nella relazione - sono in netta diminuzione", nel 2008 rispetto al 2007 "atteso che mentre si registrano 3.447 decreti al 15 ottobre 2008, risultano registrati 6.355 decreti nel 2007 e 5.652 nel 2006". Le intercettazioni ambientali, invece, sono rimaste "sostanzialmente stabili".

TORINO, NOVITA': RIFORMA NON VELOCIZZERA' DURATA PROCESSI

La riforma della giustizia "non contribuirà a velocizzare nemmeno di un giorno la durata dei processi e lascerà la giustizia italiana nella situazione comatosa in cui si trova". Ad affermarlo è stato il presidente della Corte d'Appello di Torino Francesco Novità nella sua relazione per l'apertura dell'anno giudiziario che, ha osservato, "inizia mentre è in corso un vivace dibattito nel paese sulla riforma della giustizia preannunciata dal governo". "Ci si sarebbe aspettato - ha proseguito il presidente - che la situazione di continua emergenza in cui versano gli uffici giudiziari avrebbe spinto i nostri governanti a considerare prioritarie e ad apprestare le misure necessarie per bloccare il cancro che attanaglia la nostra giustizia e cioè l'incapacità, principalmente per la carenza o la irrazionale distribuzione delle risorse materiali e soprattutto personali, di celebrare i processi in tempi ragionevoli". Secondo Novità, invece, "per quel che risulta, gli interventi preannunciati non riguardano questi problemi, che sono, credo, quelli che stanno più a cuore ai cittadini, ma altre questioni che, quali che siano le soluzioni che saranno adottate, non contribuiranno a velocizzare nemmeno di un giorno la durata dei processi e lasceranno la giustizia italiana nella situazione comatosa in cui si trova".

INTERCETTAZIONI, CASELLI: BLOCCANDOLE SI BUTTA A MARE SICUREZZA DEI CITTADINI

"Escluso il perimetro mafia-terrorismo, bloccando di fatto le intercettazioni in tutti gli altri casi si butta a mare la sicurezza dei cittadini, la possibilità stessa di difenderli efficacemente dalle aggressioni di ogni sorta di pericolosa delinquenza". E' quanto ha sottolineato, intervenendo all'inaugurazione dell'anno giudiziario, il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli che riferendosi agli emendamenti presentati due giorni fa dal governo ha detto che questi "rischiano di essere un siluro sotto la linea di galleggiamento delle intercettazioni". In particolare Caselli ha criticato la necessità posta, per le intercettazioni per i reati che non siano mafia e terrorismo, dei gravi indizi di colpevolezza. "Vale a dire - ha spiegato - che si possono disporre intercettazioni solo se si sono già accertati i colpevoli, il che significa che l'inchiesta deve già essere arrivata ad un punto tale che di solito comporta la richiesta di misure cautelari o addirittura la chiusura di esse".

BOLOGNA, LUCENTINI: PER VIOLENZE SESSUALI +19%

In Emilia Romagna sono in aumento, tra gli altri reati, le violenze sessuali che hanno fatto segnare un +19%. E' quanto emerge dalla relazione letta in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario dal presidente della Corte d'Appello di Bologna, Giuliano Lucentini. "Alla pur leggera flessione registrata nelle sopravvenienze, che è un dato sicuramente positivo, sembra tuttavia fare riscontro una recrudrescenza di taluni reati di maggiore allarme sociale quali le rapine, aumentate del 3%, le estorsioni del 4%, i furti dell'1,4%, i reati contro la pubblica amministrazione del 14%, le violenze sessuali del 19%, i reati di pedofilia del 10% e gli omicidi colposi del 9%''.

FIRENZE, DRAGO: POCHI FONDI E ORGANICI SCARSI

Nel distretto della Toscana permangono "tutte le cause di crisi a suo tempo messe in evidenza: dalla scopertura degli organici di magistratura e degli organici del personale amministrativo, all'insufficienza delle stesse piante organiche; dalla lentezza dei dispositivi e delle procedure per la copertura dei posti vacanti, alla insufficienza di fondi per il corretto funzionamento dell'organizzazione giudiziaria; dalla molteplicità e complessità dei riti processuali all'insufficienza dei rimedi legislativi via via adottati per farvi fronte". Lo ha detto il presidente della Corte d'Appello di Firenze, Fabio Massimo Drago, alla cerimonia di apertura dell'Anno giudiziario nel distretto della Toscana.

Drago ha anche evidenziato come "anche nel 2008 il ripetersi del chiasso mediatico di alcune vicende giudiziarie non ha certo giovato all'immagine della magistratura". Un fattore questo che provoca "l'inesorabile venir meno della fiducia dei cittadini nell'amministrazione della giustizia, immediatamente ma erroneamente identificata con la magistratura".

ABRUZZO, DELLA PORTA: CARENZE DI ORGANICO E CARICHI DI LAVORO PESANTI

In Abruzzo nonostante la carenza di magistrati si è registrata la più alta produzione di sentenze con 4.145 decisioni fra le Corti territoriali italiane con una produzione di 207 sentenze pro capite. Lo ha detto oggi il presidente della Corte d'Appello d'Abruzzo, Mario Della Porta, in occasione dell'inaugurazione dell'Anno giudiziario. "Ciononostante - ha proseguito - è impossibile nei settori civile e penale fronteggiare e smaltire le sopravvivenze. Nel settore penale c'è stato un incremento addirittura del 10,65% di carico di lavoro che in taluni casi è sostanzialmente pari a quello di alcune città come Firenze, Genova, Catania e Venezia che dispongono di più sezioni penali mentre quella abruzzese conta otto magistrati. Al riguardo ho già sollecitato il rafforzamento dell'organico per istituire una seconda sezione penale".

ROMA, SANTACROCE: CALO STRISCIANTE SENSO ETICA E CULTURA DOVERI

"Il nostro paese sta vivendo ormai da qualche anno un abbassamento strisciante del senso dell'etica e della cultura dei doveri, a livello individuale e a livello collettivo". E' questa l'introduzione al discorso con il quale il presidente della Corte d'Appello di Roma Giorgio Santacroce ha inaugurato l'Anno giudiziario nel distretto di Roma.

Nella parte introduttiva del suo intervento, Santacroce si è anche occupato dei rapporti tra magistrati e il potere legislativo e il potere esecutivo. "E' senza dubbio espressione di una legalità difficile l'atteggiamento mentale della magistratura e della politica di sospettarsi a vicenda - ha affermato Santacroce - la difficoltà a coltivare un sereno dibattito che determina l'incapacità di riuscire a trovare una intesa concreta sui temi, come quelli della giustizia, sui quali dovrebbe essere più che naturale che si delinei un'ampia convergenza di consensi".

"La crisi della giustizia è grave e allarmante come mai in passato. Ma il giudice italiano - ha continuato Santacroce - non può continuare a vivere il suo rapporto con la politica in modo perennemente teso e conflittuale".

CATANZARO, SOLIDARIETA' A NAPOLITANO

E' iniziato con un applauso di solidarietà al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l'inaugurazione dell'Anno giudiziario a Catanzaro. Il presidente della Corte d'Appello Pietro Antonio Sirena ha fatto riferimento alle "gravi e inequivocabili offese" subite dal presidente della Repubblica da parte di "un politico nazionale". Sirena ha difeso il capo dello Stato apprezzandone "il grande equilibrio dimostrato" ed esaltandone il ruolo di rappresentante dell'unità nazionale e garante della Costituzione".

CATANZARO, SIRENA: NECESSARIO CONTROLLO SU PM

"E' necessario un attento controllo sull'operato dei pm con nuove norme giuridiche che sta al Parlamento sovrano individuare". Lo ha detto il presidente della Corte d'Appello di Catanzaro Pietro Antonio Sirena nella cerimonia di inaugurazione dell'Anno giudiziario. Il magistrato ha parlato come di un "fatto grave" lo scontro tra la Procura di Salerno e di Catanzaro.

INTERCETTAZIONI, JANNELLI: BEN VENGANO NORME PIU' RIGOROSE

"Ben vengano norme più rigorose sulle intercettazioni telefoniche. Finora ne hanno abusato tutti, magistrati e giornalisti". Lo ha detto il procuratore generale dei Catanzaro, Enzo Jannelli, all'inaugurazione dell'anno giudiziario. "Occorre trovare un punto di equilibrio - ha continuato - garantendo l'utilizzabilità solo di quelle che non hanno rilevanza penale". Jannelli ha quindi invitato a "riscoprire una cultura delle indagini che si è troppo appiattita sulle intercettazioni".

PALERMO, INGROIA: NON SIAMO ALLA BANCAROTTA MA SIAMO CERTO MESSI MALE

"Non siamo alla bancarotta ma siamo messi abbastanza male". E' il grido d'allarme lanciato dal neo procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, sulla situazione della giustizia a Palermo. "Paghiamo di tasca nostra i trasferimenti -ha aggiunto Ingroia- e dobbiamo economizzare sulla carta, sulla stampa dei documenti e non ci sono fondi per gli straordinari. Ricordo che dopo le stragi di mafia in cui morirono Falcone e Borsellino nel pomeriggio gli uffici erano sempre pieni di personale, adesso sono vuoti e i magistrati devono fare tutto da soli. Insomma, occorrono più uomini e più mezzi".

PALERMO, AUMENTANO OMICIDI MA NON DI MAFIA IN CRESCITA ESTORSIONI E RICICLAGGIO

La mafia preferisce ancora la strategia della sommersione e solo nei "casi più gravi" ricorre agli omicidi per risolvere le questioni interne all'organizzazione. A sostenerlo nella sua relazione di apertura dell'anno giudiziario è Armando D'Agati, presidente della Corte d'appello di Palermo, che sottolinea come nonostante nell'ultimo anno si sia registrato un aumento degli omicidi (+5%), "solo alcuni sono di matrice mafiosa", mentre per la maggior parte si tratta di eventi riconducibili alla criminalità comune. In netto aumento, invece, sono i reati da cui Cosa nostra trae i propri profitti. In primo luogo il riciclaggio, che ha fatto registrare un +12%, e poi le estorsioni che si attestano a +7%. In flessione, invece, il dato che riguarda l'usura (-14%), i casi denunciati sono passati da 76 a 65.

AdnKronos