\\ Home Page : Articolo : Stampa
Giustizia: Corte dei Conti e Intercettazioni - rassegna
Di Loredana Morandi (del 04/02/2009 @ 11:36:49, in Politica, linkato 1097 volte)
Ddl Brunetta: Pd, è un attacco ad indipendenza Corte dei Conti

Ferranti: non sia anticamera per riforma Csm

"Il gruppo del Pd della commissione Giustizia della Camera ha rimarcato la gravità della metodologia utilizzata dalla maggioranza a proposito dell'inserimento nella ddl Brunetta di riforme delle funzioni della Corte dei conti". Lo dichiarano in una nota la capogruppo del Pd in commissione, Donatella Ferranti, il ministro Ombra della Giustizia, Lanfranco Tenaglia, e i deputati Capano, Cavallaro, Ciriello, Concia, Cuperlo, Farina, Mantini, Melis, Rossomando, Samperi, Tidei e Vaccaro.

"L'articolo 9 del provvedimento - proseguono i democratici -, di cui abbiamo chiesto la soppressione, stravolge la coerenza del sistema costituzionale
dei controlli e le funzioni della Corte dei conti quale organo di controllo esterno (con la previsione di controlli 'a richiesta del consiglio dei Ministri), incidendo pesantemente sulle funzioni di controllo e svilendone la funzione magistratuale, che deve essere caratterizzata da indipendenza ed autonomia dal potere politico. Il potenziamento dei poteri del presidente della Corte - primus inter pares - mina il principio costituzionale che governa i rapporti tra magistrati, distinti solo per  diversità di funzioni e rappresenta una lesione del principio costituzionale di indipendenza (interna) della magistratura".

"Non vorremmo - concludono - che questo modo di procedere rappresentasse l'anticamera per riformare anche l'organo di autogoverno della  magistratura, il Csm". Roma, 4 febbraio 2009


Intercettazioni, Pd: voteremo contro ddl 'ammazza indagini'

Ferranti: dal Pd 20 subemendamenti per modificare radicalmente l' impianto del governo

"Il Partito democratico è fortemente contrario al ddl intercettazioni che giudica un provvedimento 'ammazza indagini' ed un vero e proprio attacco alla sicurezza dei cittadini". Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, spiega la posizione del partito sul testo governativo di riforma della legislazione in materia di intercettazioni. "Oggi - prosegue Ferranti - abbiamo presentato una ventina di subemendamenti per modificare radicalmente l'impianto del testo governo e ridare dignità ad uno strumento fondamentale per le indagini e per la ricerca della prova".

"Nel merito - spiega - i nostri emendamenti prevedono: l'eliminazione del presupposto dei 'gravi indizi di colpevolezza' e la reintroduzione dei 'gravi indizi di reato' per l'autorizzazione delle intercettazioni; il ritorno al  giudice competente per le autorizzazioni e l'eliminazione dell'organo collegiale; l' eliminazione del termine complessivo di 60 giorni e la rimozione  del limite massimo di proroghe all'intercettazione; il ripristino della disciplina delle intercettazioni ambientali prevista dal codice di procedura penale; una disciplina delle videoriprese rispettosa dei diritti fondamentali; l'eliminazione della necessità della richiesta della persona offesa per poter effettuare intercettazioni nei procedimenti contro ignoti; l'estensione della sfera di operatività delle regole speciali destinate alla criminalità organizzata ai cosiddetti 'reati satelliti' (omicidio, sequestro, estorsione, violenza sessuale, usura, corruzione e concussione) che sono la prima dimostrazione della presenza nel territorio di reti criminali organizzate".

"Domani in commissione vedremo quale sarà la linea prevalente della maggioranza, che, come dimostrano gli ulteriori emendamenti presentanti, è ancora molto divisa al suo interno, ma se non vi sarà una drastica e radicale modifica del testo voteremo contro". Roma, 4 febbraio 2009