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Eluana: indagato l'anestesista per aver scattato delle foto
Di Loredana Morandi (del 25/02/2009 @ 04:17:43, in Politica, linkato 1105 volte)
In merito alle foto di Eluana mi sono già espressa. Gli Englaro sono anni che guadagnano diritti da quelle foto e, anche in punto di morte, han tutelato il loro diritto.  La  possibile divulgazione delle foto è ciò, che a mio avviso, ha indotto ad anticipare "la mano di Dio" ed il trapasso della giovane. E ogni altra responsabilità è a "La Quiete"..

La procura della Repubblica di Udine ipotizza il reato di inosservanza
del protocollo stabilito dal tribunale, che vietava la ripresa di immagini

Eluana, l'anestesista indagato
per le foto scattate nella clinica di Udine

Ma gli scatti, precisa il legale del medico, servono per testimoniare
proprio la stretta osservanza delle regole stabilite dalla Corte d'Appello

UDINE - L'anestesista Amato De Monte è indagato dalla procura della Repubblica di Udine in relazione ad alcune foto scattate ad Eluana Englaro durante la permanenza nella clinica 'La Quiete' di Udine, dove la donna è morta il 9 febbraio scorso. Nei riguardi di De Monte - riferisce il Messaggero Veneto - la Procura ipotizza il reato di inosservanza dei provvedimenti dell'autorità.

A De Monte, che ha guidato l'equipe per l'attuazione del decreto della Corte di Appello di Milano che autorizzava l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione della donna in stato vegetativo persistente da 17 anni, i carabinieri hanno notificato un'informazione di garanzia emessa dalla Procura.

Secondo l'ipotesi degli investigatori, De Monte avrebbe scattato alcune fotografie a Eluana nonostante il divieto stabilito nel protocollo legale definito per l'attuazione del decreto dei giudici milanesi, che vietava l'uso di macchine fotografiche o apparecchi di ripresa nella stanza dove si trovava la donna.

Il legale di De Monte, Giuseppe Campeis, ha spiegato che le foto, di carattere clinico, sono state scattate per testimoniare l'attuazione del protocollo e che le regole sulla privacy sono state introdotte dalla famiglia Englaro nello stesso protocollo per tutelare la donna rispetto a terzi.

(25 febbraio 2009)