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Pio La Torre commemorato alla Camera
Di Loredana Morandi (del 30/04/2009 @ 11:00:22, in Politica, linkato 3205 volte)
Mafia/ Napolitano e Fini commemorano Pio La Torre alla Camera

Scoperta una targa in memoria del parlamentare ucciso nel 1982

Roma, 30 apr. (Apcom) - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e quello della Camera, Gianfranco Fini, hanno commemorato insieme il deputato siciliano Pio La Torre, ucciso dalla mafia a Palermo nel 1982. I due presidenti, durante una breve cerimonia, hanno scoperto una targa commemorativa all'ingresso di Montecitorio. Alla breve cerimonia hanno partecipato, oltre a una folta rappresentanza di parlamentari, anche la vedova di La Torre, Giuseppina Zacco, e i due figli. In rappresentanza del governo c'era invece il ministro dell'Interno Roberto Maroni.


MAFIA: LUMIA, LA TORRE HA TRACCIATO STRADA MA FU CAPITO TROPPO TARDI

"Pio La Torre e Rosario Di Salvo: due storie esemplari di un'Italia che vuole liberarsi dalle mafie e dalla cattiva e mediocre politica". Lo afferma il senatore del Pd Giuseppe Lumia della commissione Antimafia ricordando la scomparsa delle due vittime di mafia.
"Sono stati uccisi - prosegue - mentre stavano avviando un percorso senza precedenti di legalità, sviluppo e rinnovamento della politica. Ricordo bene, allora io giovane impegnato nel mondo associativo e del volontariato, il grande entusiasmo che Pio La Torre aveva suscitato nel dire chiaramente che bisognava liberarsi dalla mafia. Organizzò una raccolta firme per risolvere il problema dell'acqua in Sicilia, ma soprattutto organizzò una mobilitazione popolare contro la base missilistica voluta dagli USA a Comiso".

"La Torre aveva un progetto, delle proposte - aggiunge -  Sapeva costruire alleanze, alimentare alte idealità e tradurle in cittadinanza concreta. La mafia capì che bisognava eliminarlo e così fece. Purtroppo allora la politica non capì sino in fondo il valore della testimonianza di Pio La Torre che proponeva con una legge l'introduzione del reato di associazione mafiosa, il 416 bis, come reato che finalmente riconosceva la mafia come un male in sé. Inoltre proponeva misure normative per colpire i patrimoni mafiosi".
"Ebbene - sottolinea Lumia - la legge da lui proposta non fu approvata neanche dopo la sua morte. È dovuto cadere il prefetto generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, suo grande amico conosciuto a Corleone quando alla fine degli anni 40 si ritrovarono il primo come sindacalista, il secondo come capitano dei carabinieri per combattere la mafia di Luciano Liggio e dei rampanti Totò Riina e Bernardo Provenzano. Dalla Chiesa fu assassinato il 3 settembre 1982. La legge, ad entrambi così cara, fu approvata solo il 12 settembre".
"Da allora - conclude il senatore del Pd - il Paese ha fatto molti passi in avanti. Siamo diventati bravi nell'antimafia del giorno dopo. Dobbiamo arrivare all'antimafia del giorno prima. Pio La Torre ha tracciato una strada per un'antimafia moderna che sappia legare insieme legalità e sviluppo e cambiare la politica e la società tutta".

30 aprile 2009