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PD: Gravissimo Errore sulle Norme Anti-Racket
Di Loredana Morandi (del 30/04/2009 @ 11:04:55, in Politica, linkato 2309 volte)
Sicurezza: Minniti (Pd), “gravissimo errore su norme antiracket”


Dichiarazione di Marco Minniti, responsabile Sicurezza del Partito democratico. Sarebbe un gravissimo errore sopprimere di fatto le norme antiracket dal DDL “sicurezza” come voluto dalla maggioranza ed avallato dai relatori e dal governo in commissione.
Il principio contenuto nel testo licenziato dal Senato era ed è in sintonia con le iniziative fatte in questi mesi dalle associazioni antiracket e dalla stessa Confindustria ed era frutto anche del lavoro del PD. L’obiettivo era ed è di rafforzare il sostegno a quegli imprenditori che non intendono soggiacere alle prepotenze del racket e delle mafie.
Il testo del Senato poteva e può essere migliorato, come da noi proposto in Commissione alla Camera. L’emendamento della maggioranza esprime invece un netto segnale di arretramento ed insieme di isolamento per quegli imprenditori che si sono impegnati in prima fila in una grande battaglia per
la libertà d’impresa e per un mercato aperto e concorrenziale.
Ci batteremo nella discussione in aula affinché le misure di contrasto al racket vengano reinserite.
Mi auguro che la maggioranza sia consapevole che su questo tema si gioca una partita fondamentale nella lotta contro la mafia.

Roma, 30 aprile 2009


Sicurezza: Ferranti (Pd), lavoreremo in aula per migliorare norme antiracket

In merito alle norme antiracket  del Ddl sicurezza, la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti dichiara:

“Avremmo voluto migliorare il testo del Senato, salvaguardando l’obiettivo di favorire le denunce degli imprenditori nei confronti dei loro estorsori, ma lavoreremo in aula con lo stesso obiettivo sperando che il governo sia più collaborativo di quanto non sia stato in commissione, costringendoci ad abbandonare i lavori dopo che tutte le nostre proposte per correggere le assurde norme sull’immigrazione contenute nel provvedimento sono state respinte. Le nuove norme sugli appalti - prosegue Ferranti - dovranno essere uno strumento perché gli imprenditori possano uscire dall’omertà e, nello stesso tempo, fare in modo che non possano diventare vittime di strumentalizzazioni della stessa criminalità organizzata”.

Roma, 30 aprile 2009


DDL SICUREZZA: LUMIA, CENTRODESTRA DISTRUGGE LE NORME ANTIMAFIA

"Alla Camera franano le norme antimafia. Non è possibile, cose da non crederci". Lo dice stupito il senatore del Pd della commissione Antimafia Giuseppe Lumia spiegando che nel ddl Sicurezza "al Senato, tra mille difficoltà, avevamo raggiunto in commissione e in aula alcuni importanti punti fermi per fare passi in avanti nella lotta alle mafie. Alla Camera tutto rischia di franare".
"Vengono colpiti innanzitutto - aggiunge - i maggiori poteri introdotti per la Procura nazionale antimafia in modo da colpire meglio le attività economiche e di riciclaggio. Si parla di colpire la potenza economica delle mafie ma poi in Parlamento non si è avuto il coraggio di proseguire sulla strada che Falcone aveva indicato con l'istituzione della Procura nazionale. Altro disastro riguarda l'antiracket. Il Pd continuerà a proporre la denuncia obbligatoria per tutti gli operatori economici per scatenare una reazione di milioni di imprese contro le organizzazioni mafiose che fanno del racket la loro prima ragione di vita per controllare il territorio, distruggere la libertà di mercato e autofinanziarsi".
"Al Senato - prosegue Lumia - si era giunti a una mediazione. Al Senato il centrodestra si era limitato ad accettare la proposta che riguarda la denuncia per le imprese che operano negli appalti pubblici. Alla Camera il governo si è diviso dando due pareri diversi da parte del ministro dell'Interno e di quello della Giustizia. Il risultato finale è un danno clamoroso per la lotta alla mafia".
"Infine - insiste - ancora una volta sui testimoni di giustizia la maggioranza ha fatto quadrato bloccando la nostra proposta che aiuta alcuni di loro, che sono onesti e che hanno avuto il coraggio di stravolgere la propria vita per combattere la mafia, a reinserirsi nel mondo della lavoro senza correre rischi. Addirittura questa proposta è stata dichiarata inammissibile nelle Commissioni".
"Insomma, come la mettiamo? - conclude Lumia - Che idea ci siamo fatti dell'unità della lotta alla mafia? Adesso chiediamo pubblicamente che si torni al  testo approvato al Senato e semmai si abbia il coraggio di migliorarlo e non di distruggerlo".

30 aprile 2009