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Arresti G8 - le dichiarazioni del Procuratore Caselli
Di Loredana Morandi (del 06/07/2009 @ 21:39:37, in Redazionale, linkato 2795 volte)
In nessun luogo d'Italia è impedito agli studenti di manifestare. Coloro che devono essere fermati sono i violenti, dietro i quali serpeggiano le truppe cammellate di certi partiti.
Il Lodo dell'immunità parlamentare è finito. Sia lode al voto degli italiani, Amen.
E un sentito grazie al dott. Caselli, perché i partiti di questi violenti sono esattamente quel che ha spezzato le ossa al movimento pacifista nonviolento in Italia, lottizzando associazioni, mobbizzando attivisti, sostituendo persone in ruoli politico sociali rilevanti o durante le campagne elettorali, ed infine anche privando del Lavoro o sfruttando alcune delle forze migliori per la Pace.

Loredana Morandi
Portavoce nazionale del Forum contro la Guerra all'Iraq presso la Magistratura Italiana
15 febbraio 2003 - 3 milioni di manifestanti a Roma

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Gli scontri si sono verificati il 19 maggio scorso

Scontri al G8 Università di maggio, 21 arresti.
L'Onda occupa gli atenei.

ultimo aggiornamento: 06 luglio, ore 18:33

Torino - (Adnkronos) - I reati contestati sono violenza, resistenza, lesioni, danneggiamenti in concorso aggravato. Occupato il rettorato della Federico II di Napoli, irruzione alla Statale di Milano.

Il procuratore capo di Torino, Caselli: "Operazione in difesa della libertà di pensiero"

Torino, 6 lug. (Adnkronos) - Sono 21 gli arresti eseguiti a Torino, Padova, Bologna e Napoli per i disordini accaduti scorso maggio nel capoluogo piemontese in occasione del G8 dell'università. Le misure cautelari, 16 in carcere e 5 ai domiciliari, riguardano esponenti di movimenti legati all'area cosidetta antagonista che si sarebbero resi responsabili delle violenze. Dodici gli arresti a Torino.

Intanto, proprio per gli arresti, gli studenti dell'Onda protestano a Venezia davanti allo Iuav e occupano il rettorato dell'universita' Federico II di Napoli, al corso Umberto I. Altri hanno fatto irruzione nel pomeriggio nel Rettorato dell'Universita' Statale a Milano: i manifestanti hanno affisso due striscione "Liberi tutti liberi subito" e "Universita' libere e ribelli, l'Onda non si arresta" alla balconata del corridoio del Rettorato.

"Quello che appare chiaro - scrive in una nota l'Onda Anomala veneziana - e' il meccanismo repressivo che mira a colpire il movimento dell'Onda: studenti, ricercatori, donne e uomini del mondo della formazione che in questi mesi hanno dimostrato con i fatti e con le analisi la vitalita' di una generazione che molti vorrebbero schiacciata dalla crisi". Il rettore dello Iuav, Carlo Magnani, "condividendo la preoccupazione per quanto sta accadendo e per l'instaurarsi di un clima che non contribuisce positivamente allo sviluppo di un dibattito sulla necessita' di una riforma dell'università", ha concordato di dare voce agli studenti diffondendo la presa di posizione contraria agli arresti di Torino a seguito dei fatti del G8.

Per quanto riguarda gli arresti, i reati contestati sono violenza, resistenza, lesioni, danneggiamenti in concorso aggravato. Le misure sono state emesse a seguito delle indagini condotte dalla Digos e dalla Polizia di Torino coordinate dalla direzione contrale della Polizia di prevenzione. Tra le persone arrestate dagli agenti della Digos di Napoli c'è E. G., 25 anni. Il giovane, che è l'unico napoletano coinvolto nell'inchiesta, è stato fermato all'Aquila. Tra i manifestanti fermati vi sarebbero anche alcune persone che avrebbero partecipato alla manifestazione di sabato scorso a Vicenza contro l'ampliamento della base americana.

La Digos inoltre ha eseguito una decina di perquisizioni nelle sedi e nelle abitazioni degli esponenti dei centri sociali. Delle 21 misure cautelari emesse su ordine del gip di Torino, 19 sono state eseguite in mattinata mentre due persone residenti nel padovano non sono ancora state rintracciate. Sette misure di custodia cautelare in carcere sono state eseguite dalla Digos di Torino che ha anche eseguito cinque provvedimenti di arresti domiciliari, due custodie cautelari sono state eseguite dalla Digos di Padova, quattro da quella di Bologna e una dalla Digos di Napoli. Nel corso dell'operazione denominata 'Rewind' sono state eseguite anche 35 perquisizioni sia a carico delle persone arrestate sia di altre che risultano indagate per i medesimi reati, violenza e minaccia a pubblico ufficiale aggravata, lesioni personale aggravate, violenza privata. Le città interessate dalle perquisizioni sono state anche Varese, Verona, Pesaro, Cagliari e Alessandria.

Gli scontri che si sono verificati il 19 maggio scorso a Torino in occasione del G8 dell'Università "sono stati premeditati, preparati da tempo". Lo ha detto il procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli. "A fronte di un corteo di circa tremila manifestanti dissenzienti che sono rimasti al di fuori di qualsiasi iniziativa che potesse avere rilevanza penale -ha spiegato Caselli- circa 300 persone hanno messo in atto comportamenti di violenza indiscutibile. La nostra non è stata un'indagine contro questo o quel gruppo, contro questa opinione o quell'altra, è stata un'indagine contro reati commessi da soggetti singoli, autori di violenza".

A questo proposito il procuratore capo ha poi tenuto a precisare che "è stata una operazione in difesa della libertà di pensiero perché intervenendo come siamo intervenuti, contro i violenti, abbiamo inteso difendere la libertà di manifestare di quei soggetti che lo fanno con comportamenti che utilizzano legittimamente lo strumento della democrazia. Noi abbiamo voluto intervenire contro chi ha determinato la determinazione genetica di un corteo che fino ad allora - ha concluso Caselli- si era svolto in maniera legittima e pacifica".

AdnKronos