\\ Home Page : Articolo : Stampa
Le biblioteche circolanti di Luigi Morandi
Di Loredana Morandi (del 17/07/2009 @ 22:35:31, in Redazionale, linkato 1859 volte)
Le biblioteche circolanti di Luigi Morandi



Oggi ho avuto il piacere di registrare un successo internazionale e moderno dell'opera letteraria e umanistica del mio illustre bisnonno, il professor Luigi Morandi.

Un suo libro, dal titolo accattivante di "Le biblioteche circolanti", è pubblicato da Google a cura dell'Università del Michigan, ove un illuminato professore americano ha ritenuto che il genio italiano del mio antenato fosse tale da esser celebrato anche via web.

Infatti, gli italiani non lo sanno ma gli americani sì, il professor Morandi fu il fondatore delle primissime biblioteche per il Popolo, dette "circolanti" per il "prestito" del libro all'utenza. La sua preoccupazione di alfabetizzare il Paese fu tale da indurlo a donare la sua intera biblioteca, che oggi costituisce uno dei fondi principali della Biblioteca Comunale di Bergamo.

Oggi il bisnonno Luigi sarebbe felice di vedere il successo strepitoso della sua opera umanistica con la pubblicazione di un suo libro nel web, lo strumento e principe supremo della circolazione dei saperi e dei media della informazione, nonché sulle pagine del colosso Google: il più grande bibliotecario della storia dell'umanità. Il vero trionfo odierno del bisnonno è la concretizzazione del concetto di "circolarità dei saperi", mentre ciò che deve aver visto il professore americano e che sfugge alla massa inerte universitaria italiana è la modernità del dare alla luce un così alto concetto nel lontano 1868.

Il bisnonno Morandi avrebbe dato il suo libro alla stampa ad un anno dalla campagna di Mentana, a.D. 1867, dove fu ferito combattendo spalla a spalla con Giuseppe Garibaldi, che grato di esser stato da lui difeso volle iniziarlo sul fil della spada alla Libera Muratoria. Di ciò io trovo riscontro negli archivi storici del Grande Oriente d'Italia, ove il nonno appare e "non appare" come il semplice signor Luigi Morandi, tabaccaio di Todi (Terni) iniziato al grado di Maestro Libero Muratore. Quella tabaccheria della sua privacy non inganna affatto i familiari neppur oggi, perché in realtà egli all'epoca del passaggio massonico di grado era già senatore, ed in casa con l'amatissima moglie e i figli Anna e Vittorio chiosava della sola cosa avuta gratis con il ruolo istituzionale ricoperto: "i sigari". (vedi la leggenda dei deputati massoni al parlamento monarchico).

Nella vita, stante i ruoli politici nel Parlamento Monarchico ove sedeva con la corrente liberale di Cavour, rimase profondamente legato al mondo dell'insegnamento e scrisse molti libri dedicati allo studio nelle scuole. Da ciò la dedicazione all'inizio del libro ad un suo studente, ma tra i suoi allievi se ebbe uno davvero eccezionale: il professor Morandi fu precettore per la lingua italiana del principino Vittorio Emanuele III di Savoia e chiamato a Corte dal Re in persona e chissà che non ci fosse lo zampino di Garibaldi.

L'immagine “http://www.giustiziaquotidiana.it/public/fotomontaggiocasa_L.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Probabilmente fu scelto per la solidità del cuore e per i nobili natali. Infatti, il capace professore, volle nascondere sempre la discendenza dalla antica nobiltà francofona fuggita dal paese in quel della Rivoluzione, tanto da ingannare gli storiografi odierni da farsi attribuire addirittura gli "umili natali". Vero che i possedimenti fossero rimasti irreparabilmente in Francia e che i Morandi dovessero lavorare per vivere, nonno compreso. Vero che l'Umbria resta legata alla cultura agricola anche oggi e certo per scrivere libri in Spoleto a metà ottocento, all'età di soli 25 anni, doveva esserci ben altro a sostenere la nascente cultura del giovane Luigi.
Il principe Vittorio Emanuele, più versato nelle arti che nella politica, gli fece dono di una "marina" dipinta a mano da lui stesso, che potete vedere nella composizione di immagini da una foto e da uno scatto casalingo ove appare il senatore Morandi e la sottoscritta.

Il Morandi si occupò a 360 gradi di educazione e scuola ed ho ragione di credere, che un deputato così i sindacati lo vorrebbero anche ora, perché tra gli atti di sua competenza conservati presso l'Archivio storico del Senato ci sono le proposte di legge per gli aumenti di stipendio ai "professori", riqualificazione professionale che avveniva allora per regio decreto.

Una chicca sui discendenti del senatore Morandi, fondatore delle Biblioteche circolanti e personale seminatore dei primi germogli del sapere per tutti: il figlio Vittorio fu giornalista impegnato come Ufficio stampa istituzionale; io sono una opinionista del web ed alle volte presto la mia voce come ufficio stampa alle cause dei diritti sociali ed umani, mio papà che invece ha scelto una diversa professione è identico all'uomo dipinto nel quadro.

Insomma i Morandi sono alla quarta generazione di fumatori: il bisnonno con i sigari, io e nonno le sigarette e il babbo la pipa. Di Liberi viaggiatori verso l'Oriente se ne contan soltanto due, a voi indovinar quali sono.

Di seguito una poesia a Garibaldi del Morandi.

Loredana Morandi



“Garibaldi diceva a’ suoi guerrieri”, di Luigi Morandi,
da “Storie in camicia rossa” di Luciano Luciani, Fazzi editore


Garibaldi diceva a’ suoi guerrieri:
Figli! con me si mangia e dorme poco.
Chi a casa nostra non vuol più stranieri,
non deve mai trovar posa né loco,
e per valli e per monti, i mesi interi,
sempre al sole,alla neve, all’acqua, al foco.

Con me chi vuol portar veste d’onore,
se la deve acquistar col suo valore.
Una camicia bianca avete indosso:
col vostro sangue tingetela di rosso.

S’è perduta nel mare la conchiglia
che tingeva la porpora ai tiranni;
s’è perduta, e mai più non si ripiglia,
né si rifà con l’oro e con gli inganni;
ma la santa Camicia ognor vermiglia
sarà veduta, e passeran mill’anni.

Finché di patria durerà l’amore,
si troverà per tingerla il colore;
finché la patria durerà l’affetto,
per tingerla c’è sangue in ogni petto.