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La giornata tipo del Magistrato? Altro che quelle 4,2 ore di lavoro...
Di Loredana Morandi (del 28/08/2009 @ 21:26:13, in Magistratura, linkato 2975 volte)
La giornata tipo del Magistrato?
Altro che quelle 4,2 ore di lavoro...

di Giuseppe Pavic*


Con una lettere pubblicata dal Corriere della Sera, il presidente dell'ANM Palamara ha contestato i dati e i contenuti del libro di Stefano Livadiotti, Magistrati - l'Ultracasta, a distanza di qualche mese dall'uscita del volume.
In precedenza, il libro è stato oggetto di discussione in vari dibattiti, durante i quali l'intervento di alcuni appartenenti alla categoria messa sotto accusa, i magistrati, appunto, ha cercato di opporre argomenti e cifre a quelli contenuti nel saggio del giornalista de L'Espresso.
Il presidente dell'ANM oppone agli argomenti del libro una serie di osservazioni ineccepibili, a cominciare da quelle riguardanti l'eccessivo richiamo di Livadiotti a vicende assai datate, delle quali non può seriamente farsi una colpa la magistratura di oggi. Ma probabilmente non sottolinea a sufficienza alcuni degli aspetti in ordine ai quali la tesi del libro, che indica nei magistrati i principali, se non gli unici responsabili dell'attuale sfascio della giustizia, appare inaccettabile.
Come esempio prendiamo l'accusa di scarsa propensione al lavoro, basata sul riferimento a una sentenza disciplinare del Csm in base alla quale da un magistrato sarebbe lecito attendersi 1.560 ore all'anno di lavoro, pari a 4,2 ore al giorno. E' evidente che basare su un simile dato la conclusione che giudici e pm lavorano troppo poco è apodittico, fuorviante e arbitrario: la realtà, del tutto diversa, è che, in condizioni normali, un magistrato non si limita a celebrare le udienze o a parteciparvi come pubblico ministero, ma deve anche scrivere i provvedimenti o gli altri atti; deve studiare i fascicoli processuali; deve aggiornarsi e approfondire, specie se si considerano le continue e significative modifiche apportate dal Parlamento alle leggi che egli deve applicare.
Tutto questo comporta un enorme dispendio di tempo. Si obietta: ma allora come mai spesso i giudici non sono in ufficio? La risposta è che alcuni di loro l'ufficio neppure ce l'hanno; e gli altri, fin dove possono, conciliano nel proprio ufficio lo studio dei fascicoli e la stesura dei provvedimenti con il continuo andirivieni di persone, il continuo sopravvenire di questioni urgenit, le oggettive carenze in termini di supporti bibliografici e informatici; e per il resto si vedono costretti a lavorare a casa.
La mia persona esperienza, riferibile anche ai numerosi colleghi con cui ho lavorato e lavoro, mi porta a stimare l'impegno di un magistrato in almeno 9-10 ore al giorno, salendo anche oltre tale soglia in certi uffici di frontiera. E, spesso, è necessario lavorare il sabato e la domenica, e anche in ferie.
Non credo di aver mai conosciuto un solo collega che lavorasse solo 4,2 ore al giorno: se lo facesse, probabilmente la sua improduttività salterebbe agli occhi.

*Giudice del Tribunale di La Spezia

Italia Oggi, ed. 28/08/09, pag. 2