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Stupro Caffarella: le Motivazioni della sentenza, impatto devastante sulla ragazza e sul suo fidanzato
Di Loredana Morandi (del 13/10/2009 @ 09:06:15, in Osservatorio Famiglia, linkato 2474 volte)
Stupro Caffarella, gup: «Atto di totale
disprezzo, da Gavrila nessun pentimento»


Le motivazioni della sentenza: impatto devastante sulla ragazza e sul suo fidanzato. Detenuti espulsi a fine pena.

ROMA (13 ottobre) - «La violenza sessuale commessa ai danni della ragazza alla Caffarella a Roma il 14 febbraio scorso, già odiosa e vile di per sè, risulta di gravità più che apprezzabile sia per l'età della vittima, appena quindicenne, sia per le modalità di esecuzione che lo hanno reso un atto di grave efferatezza e totale disprezzo delle persone».

Così scrive il gup del Tribunale di Roma, Luigi Fisconaro nelle 25 pagine di motivazioni della sentenza che il 5 ottobre scorso ha condannato, dopo il rito abbreviato, Oltean Gavrila e Ionut Jean Alexandru rispettivamente a 11 anni e 4 mesi e 6 anni di reclusione. Gavrila, oltre a 7 anni e 4 mesi per la Caffarella, è stato condannato anche ad ulteriori 4 anni di reclusione per lo stupro di una ragazza di 22 anni avvenuto nel luglio scorso sempre a Roma.

La violenza ha avuto «un impatto devastante sulla ragazza e anche sul suo fidanzato per le conseguenze lesive e dolorose non solo sotto il profilo fisico». Il giudice sottolinea anche «l'atteggiamento vessatorio» dei due imputati nei confronti del fidanzato «che i due hanno inteso umiliare ulteriormente costringendolo ad assistere e ingiungendogli espressamente di guardare per tutto il tempo della duplice violenza nei confronti della sua ragazza e ciò veramente non richiede ulteriori commenti».

«Da Gavrila nessun pentimento». La confessione di Oltean Gavrila, spiega il gup, «nei termini in cui è stata resa porta ad escludere qualunque sentimento di pentimento o resipiscenza e conferma il giudizio negativo sulla sua personalità». «A Gavrila che ha avuto un ruolo di maggior rilievo sia nell'iniziativa che nella esecuzione della violenza - spiega il giudice - non possono essere per questo concesse attenuanti generiche richieste dal suo difensore, non essendo emersa alcuna circostanza da valutare a suo favore ma solo circostanze sfavorevoli che ne denunciano la personalità negativa e una condotta di vita fondata su una spiccata propensione a commettere reati».

Per quanto riguarda Alexandru il giudice spiega che «le attenuanti vanno concesse perché l'imputato che aveva appena compiuto 18 anni risulta privo di qualunque precedente e, una volta individuato dalla polizia e fermato, ha immediatamente ammesso la sua responsabilità e collaborato alla identificazione del suo complice riguardo ad una rapina commessa ai danni di una coppia a Roma».

Condannati espulsi solo a fine pena. «Deve essere disposta l'espulsione dal territorio» dei condannati «dopo l'espiazione della pena essendo risultata evidente la pericolosità di entrambi gli imputati e ricorrendo i presupposti in ordine al titolo dei reati per i quali vi è stata condanna richiesto dalla norma».

Il giudice spiega anche i calcoli svolti nello stabilire le pene: undici anni e quattro mesi (di cui quattro per il Pigneto e sette anni e quattro mesi per la Caffarella) per Gavrila e sei per Alexandru. Per quanto concerne la Caffarella il giudice accoglie la configuarabilità del reato di violenza sessuale di gruppo, mentre ha ritenuto di derubricare quello di sequestro di persona in violenza privata. «Non è invece ipotizzabile il riconoscimento della continuazione» tra i due episodi di abusi, commessi uno il 18 luglio del 2008 (Pigneto), l'altro il 14 febbraio del 2009 (Caffarella).

Il Messaggero