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Fini: "Pm siano indipendenti da esecutivo. Riforme possibili con larga maggioranza''
Di Loredana Morandi (del 14/10/2009 @ 05:45:34, in Politica, linkato 2452 volte)
Mah !

''Ci sono le condizioni per un'ampia convergenza''

Fini: ''Pm siano indipendenti da esecutivo.
Riforme possibili con larga maggioranza''


ultimo aggiornamento: 14 ottobre, ore 13:38
Francoforte - (Adnkronos/Ign) - Il presidente della Camera: ''I magistrati non possono essere sottoposti ad altri poteri che non siano quello giudiziario". Altolà sull'Unità nazionale: ''Non è oggetto di trattative''. Alfano: ''La riforma della giustizia è una priorità non una vendetta per il no al Lodo''. Lodo Mondadori, Csm promuove giudice Mesiano

Francoforte, 14 ott. (Adnkronos/Ign) - ''Su un tema come la separazione delle carriere non ho cambiato opinione, ma è essenziale che venga rispettata la Costituzione che prevede l'assoluta indipendenza di tutti i magistrati". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini rispodendo ai giornalisti durante la conferenza stampa che ha concluso la sua visita inaugurale alla Fiera del libro di Francofortedello stand degli editori italiani. Fini ha precisato che sull'argomento "bisogna attenersi a quelli che saranno i fatti e gli atti" in Parlamento ma ha anche precisato che "un conto è la separazione delle carriere" dei magistrati "un altro conto è l'indipendenza dei magistrati" che a norma di Costituzione non possono essere "sottoposti ad altri poteri che non siano quello giudiziario".

Parlando di riforme della Costituzione, Fini ha sottolineato che in questa legislatura sono possibili sulla base di un'ampia maggioranza parlamentare in grado di superare i rischi di una mancata approvazione in sede referendaria, come è accaduto in un recente passato con la riforma varata dal centrodestra ma non confermata dagli elettori.

Il presidente della Camera ha ricordato che la procedura dell'articolo 138 della Costituzione "non è stata prevista per caso dai padri costituenti" mentre l'esperienza recente ha dimostrato che "quando una maggioranza dà corso ad una riforma solo sulla base dei voti di cui dispone in Parlamento compie un'operazone legittima costituzionalmente, ma che può presentare inconvenienti di tipo politico". Insomma, solo con una maggioranza qualificata è possibile sottrarre il testo di una riforma a un referendum popolare.

"Il mio auspicio - ha sottolineato Fini - è che in questa legislatura non si perda l'occasione per riformare le istituzioni, portando così a compimento un iter e un dibattito molto ricco" e sul quale si sono registrate diverse convergenze. In particolare ha ricordato l'esigenza che "nel processo federalista in corso è indispensabile che vi sia uno sbocco a livello istituzionale".

Per il presidente della Camera "ci sono le condizioni per un'ampia convergenza per individuare un processo di raccordo tra governo e parlamento, che è uno dei nodi, ma anche sulla riduzione del numero troppo ampio di parlamentari e sulla fine del bicameralismo perfetto". Fini ha anche sottolineato, fra le questioni da affrontare quella di individuare "nuove forme di equilibrio tra il potere legislativo e quello esecutivo. Credo - ha concluso - che si possa dar vita ad una riforma costituzionale in questa legislatura sulla base di una larga maggioranza" sui punti citati.