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Napoli MD & Movimento Giustizia Art 3: Commento all'Apertura dell'Anno Giudiziario
Di Loredana Morandi (del 01/02/2010 @ 06:35:51, in Magistratura, linkato 1641 volte)


Magistratura Democratica


Movimento Giustizia - Art 3


Segreterie Distrettuali di Napoli
 

Le vicende che hanno segnato la cerimonia di apertura dell’Anno Giudiziario meritano un breve commento.

L’irresponsabile comportamento di Magistratura Indipendente che ha voluto boicottare, in aperta sfida al deliberato della G.E.C., la decisione di allontanarsi dal Salone dei Busti nel momento in cui prendeva la parola il rappresentante del governo, (l’ex magistrato, un tempo esponente di rilievo di Unità per la Costituzione, Giacomo Caliendo), ha ottenuto il risultato di presentare all’opinione pubblica, nonostante il successo della protesta in tutta Italia, una magistratura divisa al suo interno.

Ciò ha consentito, avendo M.I. assunto un tale contegno in quasi tutte le sedi giudiziarie, il rafforzamento della volontà governativa di procedere alle “riforme” in materia di Giustizia, avendo buon gioco il ministro Alfano ad impadronirsi della dissociazione.

Se questi sono i risultati, le affermazioni degli esponenti di M.I. di condividere le ragioni della protesta, lasciano sconcertati ed alimentano un forte sospetto: che in realtà si voglia, da parte di M.I., continuare in una sistematica opera di delegittimazione dell’A.N.M. e porsi (come emerge anche da alcune recentissime interviste rilasciate su televisione ed organi di stampa) come unico interlocutore affidabile di un potere politico che, evidentemente, considera affine alla sua cultura (non era Sergio Amato, attuale segretario distrettuale di MI,  all’incirca un anno fa, che consigliava di “trattare” su alcuni princìpi come l’obbligatorietà dell’azione penale e per tale ragione fu costretto a dimettersi da Presidente della Giunta locale dell’A.N.M.?).

Con il suo agire M.I. pone le condizioni per un ritorno all’antico, in perfetta sintonia con alcune tendenze di fondo, mai sopite, della società italiana, che, anche all’interno della Magistratura, privilegiano i rapporti di vertice all’autogoverno democratico.

Ancora una volta bisogna essere grati al ministro Alfano per la franchezza con cui ha svelato il progetto: “D’ora in avanti parlerò con i capi degli uffici, anziché con l’A.N.M., che si perde in ideologismi e fumisterie”.

In questo capolavoro di incoerenza, motivo di ulteriore stupore è rappresentato dal comportamento dei rappresentanti di M.I. all’interno della Giunta ANM di Napoli, che oscilla dal netto rifiuto di Valentini di partecipare alla protesta nei termini decisi a livello nazionale e locale all’atteggiamento contraddittorio del segretario della locale Giunta Sezionale Totaro che, dopo aver verbalizzato la sua assoluta contrarietà alle modalità dettate dalla GEC prefigurando propri comportamenti del tutto anomali, è, comunque, intervenuta alla cerimonia in toga ed è uscita dal Salone di Busti insieme agli altri componenti della Giunta ed alla quasi totalità dei colleghi presenti.

Particolarmente discutibile, in questo caso, appare il comportamento del collega Valentini, che, come si evince dalla lettura del verbale di Giunta, ha fatto acriticamente proprio il deliberato di M.I., dimostrando di funzionare come vera e propria cinghia di trasmissione all’interno della Giunta locale dei “desiderata” della sua corrente di appartenenza, tanto da imporre la lettura del documento di M.I, in contrasto  con la sbandierata sua indipendenza di giudizio e, soprattutto, con la palesata volontà di dare vita ad un percorso unitario; è evidente che il percorso unitario della Giunta Sezionale di Napoli è  franato clamorosamente proprio alla prima occasione di fondamentale importanza.

Tutto ciò impone a M.I. di dare conto della propria incoerenza e di dire, finendola con gli equilibrismi, se intende collocarsi o meno, senza tentennamenti, al fianco della maggior parte dei Magistrati per evitare l’annichilimento della Magistratura italiana e la distruzione del processo; impone agli altri gruppi di valutare se esistono ancora la condizioni per continuare o, forse, sarebbe meglio dire, per iniziare la comune collaborazione nella Giunta locale.        

Si auspica, pertanto, che tra tutti i componenti della Giunta Sezionale dell’ANM del Distretto di Napoli si apra al più presto una franca discussione sulle problematiche sopra affrontate.

LE SEGRETERIE DISTRETTUALI DI NAPOLI
MAGISTRATURA DEMOCRATICA
MOVIMENTO PER LA GIUSTIZIA – ART. 3