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Non Sparate su Alfredo Milioni - il ritardatario del PdL
Di Loredana Morandi (del 28/02/2010 @ 15:18:20, in Politica, linkato 2610 volte)
Non Sparate su Alfredo Milioni
- il ritardatario del PdL -


Intanto è una brava persona e qualche anno fa è stato anche parecchio male. E' un ex sindacalista socialista, confluito in Forza italia quando una parte degli italiani ha creduto nel miracolo "imprenditoriale", ed è il presidente del XIX Municipio di Roma.

Io sono di sinistra e lo conosco come persona sempre disponibile con tutti, neppur troppo avversato dai consiglieri di opposizione per questa sua caratteristica, tanto che l'unica persona di Rifondazione che io voto in tutta Italia dice di lui, che tutto sommato è un brav'uomo aperto al dialogo.

L'ho conosciuto quando era solo un consigliere del municipio, perché fu la persona che  recuperò di fatto i posti all'asilo nido pubblico spettanti di diritto ai miei figli dalla "lottizzazione" dei bottegai della Balduina, durante una presidenza poco illuminata o quanto meno "distratta", pensate, proprio di Rifondazione.


Una lottizzazione tanto radicata quanto qualunquista e bipartisan quella dei bottegai, che rammenteranno i giornalisti delle pagine romane de La Repubblica di aver visto ben altre sottrazioni di posti scolastici pubblici, anche alle elementari. Glieli ho dati io, salvo poi fermare gli articoli quando uffici e segreterie scolastiche capitolavano.

Questo è uno spaccato vero di Roma, come la conosciamo nel quotidiano.

Così, nel video di Repubblica Multimedia una persona, non identificata, dichiara di "essersi sdraiato a terra" per impedire il passaggio di Alfredo Milioni. Ebbene, caro tizio del popolo viola, una azione del genere non solo calpesta le libertà del cittadino mentre si interfaccia con le Istituzioni Pubbliche, ma denota lo scarsissimo senso di responsabilità di una certa sinistra prona al proprio  plateale non voler agire nella legalità e pronta solo all'atto violento in se contro l'avversario, in assenza della politica e dei programmi.

Quello che voglio dire è che se questa sinistra dai colori mortuari per emergere ha bisogno di "gettarsi a terra" per impedire il passaggio di uno come Alfredo Milioni, allora siamo davvero arrivati alla frutta e per prendere la Regione Lazio qualcuno è anche disposto a rubare.

Troppa fretta Tonino, perché è la "fame" ad agire e a parlare per te.

L.M.

La Rassegna

La Corte d'Appello ha respinto l'istanza. La mancata presentazione lascia la candidata senza un importante sostegno. Storace: "La magistratura usi il buon senso". Bonino: "Guai a provvedimenti ad listam"

Regionali, Pdl senza lista in provincia di Roma
Polverini: "Napolitano garantisca gli elettori"

Rotondi: "Stufo di questa banda d'incapaci". Il centrodestra annuncia che presenterà ricorso

ROMA - E' stata respinta l'istanza presentata dal Pdl per l'accoglimento della lista provinciale di Roma dei candidati del centrodestra alle elezioni regionali del Lazio.  "Per ora faremo un nuovo ricorso all'ufficio centrale regionale della Corte d'appello", ha annunciato Ignazio Abrignani, responsabile elettorale del Pdl.

"Sono convinta che si tratti solo di un fatto burocratico. Non credo che al Pdl, il maggior partito del Lazio e di Roma, possa essere impedito l'accesso alla competizione elettorale. La burocrazia non uccida la democrazia. Lancio un appello al capo dello Stato: garantisca a tutti i cittadini, anche quelli del Pdl di esprimere il proprio voto", ha detto Renata Polverini candidata alla presidenza della regione Lazio nella conferenza stampa convocata al comitato elettorale di via Imbriani dopo l'esclusione della lista Pdl per ritardo dalla competizione elettorale. "Non ci nascondiamo dietro la burocrazia - ha rimarcato Polverini - sono convinta che si tratti solo di un fatto procedurale. Il Pdl sta seguendo tutte le vie legali per garantire questo diritto di voto. Non parliamo di una lista respinta ma dell'impossibilità di presentarla - ha concluso Polverini - Restituiamo ai cittadini i loro diritti". E anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si appella al capo dello Stato e ai magistrati "che devono decidere sugli esiti di questa vicenda, affinché venga garantito il diritto dei romani a esprimersi democraticamente".

Intanto è scontro sulla mancata presentazione della lista. Mentre nel Popolo della Libertà si oscilla tra le accuse di incapacità (Rotondi) a chi ha organizzato la presentazione e la difesa di Storace: "Sarebbe un golpe", il centrosinistra chiede garanzie che non si usano pesi e misure diverse per salvare la lista Pdl. "Non vorrei che dopo le leggi ad personam, assistessimo a provvedimenti ad 'listam'. Una innovazione degna di qualche altro regime" dice Emma Bonino "Noi - rimarca la candidata del centrosinistra - non ci lamentiamo, ma nessuno abbia memoria corta. Questa lista semplicemente non c'è. Si parla di verbale aperto o chiuso. No, non c'è proprio. Questo è un punto di legalità da tenere ben fermo".

Dalle diverse ricostruzioni dei fatti emerge che, comunque, alle 12 di ieri (scadenza legale della presentazione), le liste del Pdl non c'erano ancora. Francesco Storace, leader della destra, si appella al buon senso dei giudici: "La magistratura usi buonsenso. L'esclusione del Pdl dalle Regionali avrebbe il sapore di un colpo di Stato. La sinistra, comunque, non si illuda: nel Lazio non molla nessuno".

Ma anche nel centrodestra piovono critiche sull'organizzazione deficitaria del partito. Gianfranco Rotondi, ministro per l'attuazione del Programma è inferocito: "L'onorevole De Luca da solo in Piemonte ha presentato in tre giorni una lista della Dc per Cota letteralmente pensata e realizzata in una settimana. I maestri del PdL hanno fatto perdere la Polverini a tavolino. Io ne ho piene le tasche di fare il parente povero in questa banda di incapaci. Nemmeno la campagna elettorale mi induce a misericordia".

E il centrosinistra insiste: "Per molto meno in passato altre liste sono state escluse dalla competizione elettorale. Non si capisce pertanto su quali basi sia stato impostato il ricorso del Pdl, che, se accolto, capovolgerebbe all'istante, ed in modo davvero clamoroso, tutta la più recente giurisprudenza del Consiglio di Stato". E' quanto afferma l'avvocato Alessandro Gerardi, membro della leadership radicale. "La normativa sulla presentazione delle liste - spiega il legale - è chiarissima e prescrive che la lista regionale dei candidati e i relativi allegati debbono essere presentati prima delle ore 12 e che di questo atto, di natura istantanea, si dia conto nel verbale di ricevuta; in altre parole il solo ingresso dei delegati presentatori, seppur tempestivo, nella cancelleria della corte di appello è elemento di per sè irrilevante se non accompagnato dalla materiale ed altrettanto tempestiva consegna della documentazione, completa e perfettamente in ordine, al cancelliere".

Invece, ricorda Gerardi: "I rappresentanti del Pdl non hanno fatto nulla di tutto questo, trattenendosi all'esterno degli edifici della corte d'appello ben oltre lo scadere del termine perentorio per la presentazione della lista in quanto, come riferito da numerosi testimoni, non disponevano di tutti i documenti necessari; tanto è vero che al loro rientro non gli è stato consegnato il verbale di ricevuta da parte del cancelliere, al quale non è mai stata consegnata la documentazione".

(28 febbraio 2010)

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Pdl senza lista in provincia di Roma
La Corte d'Appello ha respinto l'istanza

La mancata presentazione lascia la Polverini senza un importante sostegno Storace: "La magistratura usi il buon senso". Bonino: "Guai a provvedimenti ad listam". Rotondi: "Stufo di questa banda d'incapaci". Il centrodestra può presentare appello

E' stata respinta l'istanza presentata dal Pdl per l'accoglimento della lista provinciale di Roma dei candidati alle elezioni regionali del Pdl. Lo si apprende da fonti bene informate. Ora il Pdl può presentare appello all'Ufficio centrale regionale. Intanto è scontro sulla mancata presentazione della lista. Mentre nel Popolo della Libertà si oscilla tra le accuse di incapacità (Rotondi) a chi ha organizzato la presentazione e la difesa di Storace: "Sarebbe un golpe", il centrosinistra chiede garanzie che non si usano pesi e misure diverse per salvare la lista Pdl. "Non vorrei che dopo le leggi ad personam, assistessimo a provvedimenti ad 'listam'. Una innovazione degna di qualche altro regime" dice Emma Bonino "Noi - rimarca la candidata del centrosinistra - non ci lamentiamo, ma nessuno abbia memoria corta. Questa lista semplicemente non c'è. Si parla di verbale aperto o chiuso. No, non c'è proprio. Questo è un punto di legalità da tenere ben fermo".

E' lo stesso delegato del Pdl a spiegare come sono andati i fatti, alle 12.45, quando è tornato in tribunale e ha trovato gli avversari pronti a impedirgli la consegna fuori tempo massimo della lista. Lo fa a caldo, non senza contraddizioni. Incalzato dalle domande, dice che è uscito una prima volta per prendere i lucidi dei simboli che aveva dimenticato, e poi una seconda volta portando con sé le accettazioni. "Ne ho approfittato per mangiare qualcosa e sono tornato in tutta tranquillità". Fatto sta che, dopo mezzogiorno, né lui né l'altro delegato erano in tribunale; nessuno le ha consegnate all'interno dell'ufficio deputato in tempo utile.

AUDIO - Milioni: "Sono uscito e ho mangiato qualcosa in tutta tranquillità"

VIDEO Pdl, liste in ritardo: contestazioni in Tribunale

Renata Polverini, in giornata, convoca una conferenza stampa: "Vinceremo lo stesso", dice. "Abbiamo sentito il presidente Berlusconi, è sconcertato per quanto accaduto". Ha spiegato di aver lanciato l'appello al Capo dello Stato "perché credo che possa garantire le condizioni perché le elezioni nel Lazio si svolgano regolarmente facendo partecipare tutte le forze politiche e, in particolare, il primo partito del Lazio". Polverini sottolinea che "non possiamo consentire che la burocrazia uccida la democrazia. Quindi rivolgo un appello al Capo dello Stato in questo senso".

Dalle diverse ricostruzioni dei fatti emerge che, comunque, alle 12 di ieri (scadenza legale della presentazione), le liste del Pdl non c'erano ancora. Francesco Storace, leader della destra, si appella al buon senso dei giudici: "La magistratura usi buonsenso. L'esclusione del Pdl dalle Regionali avrebbe il sapore di un colpo di Stato. La sinistra, comunque, non si illuda: nel Lazio non molla nessuno". Anche nel centrodestra piovono critiche sull'organizzazione deficitaria del partito. Gianfranco Rotondi, ministro per l'attuazione del Programma è inferocito: "L'onorevole De Luca da solo in Piemonte ha presentato in tre giorni una lista della Dc per Cota letteralmente pensata e realizzata in una settimana. I maestri del PdL hanno fatto perdere la Polverini a tavolino. Io ne ho piene le tasche di fare il parente povero in questa banda di incapaci. Nemmeno la campagna elettorale mi induce a misericordia".

E il centrosinistra insiste: "Per molto meno in passato altre liste sono state escluse dalla competizione elettorale. Non si capisce pertanto su quali basi sia stato impostato il ricorso del Pdl, che, se accolto, capovolgerebbe all'istante, ed in modo davvero clamoroso, tutta la più recente giurisprudenza del Consiglio di Stato". E' quanto afferma l'avvocato Alessandro Gerardi, membro della leadership radicale. "La normativa sulla presentazione delle liste - spiega il legale - è chiarissima e prescrive che la lista regionale dei candidati e i relativi allegati debbono essere presentati prima delle ore 12 e che di questo atto, di natura istantanea, si dia conto nel verbale di ricevuta; in altre parole il solo ingresso dei delegati presentatori, seppur tempestivo, nella cancelleria della corte di appello è elemento di per sè irrilevante se non accompagnato dalla materiale ed altrettanto tempestiva consegna della documentazione, completa e perfettamente in ordine, al cancelliere".

Invece, ricorda Gerardi: "I rappresentanti del Pdl non hanno fatto nulla di tutto questo, trattenendosi all'esterno degli edifici della corte d'appello ben oltre lo scadere del termine perentorio per la presentazione della lista in quanto, come riferito da numerosi testimoni, non disponevano di tutti i documenti necessari; tanto è vero che al loro rientro non gli è stato consegnato il verbale di ricevuta da parte del cancelliere, al quale non è mai stata consegnata la documentazione".

LE LISTE TUTTI I CANDIDATI (pdf)