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«Ma i pm non pagano?» di Ettore Colombo - Il Riformista
Di Loredana Morandi (del 25/05/2010 @ 17:41:47, in Politica, linkato 1298 volte)
«Ma i pm non pagano?»

di Ettore Colombo - Il Riformista


Intervista. «Serve una legge di garanzia per tutti, centrata su un concetto: quando le intercettazioni sono coperte dal segreto istruttorio la responsabilità della loro diffusione sta in capo al magistrato che le ha». Le colpe dei giornalisti? «Se pubblicano, fanno il loro mestiere, ma serve un'etica professionale. Da direttore dell'Unità ho tolto dalla pagina molte notizie. Chi ha pubblicato le conversazioni sui gusti sessuali di Balducci dovrebbe vergognarsi».

Emanuele Macaluso, già senatore del Pci e direttore dell’Unità, ha appena “chiuso” in tipografia l’ultimo numero della sua rivista, Le ragioni del socialismo. Ma l’attualità incombe e Macaluso, in questa conversazione con Il Riformista, parte proprio dall’attualità.

La crisi europea, però, non il ddl sulle intercettazioni: «La prima cosa che mi viene in mente è che l’Italia è l’unico Paese europeo dove si discute di questo, sui giornali, invece che della drammatica crisi economica e sociale che attraversa il continente. In Germania, Francia, Spagna e sulla loro stampa si discute della crisi. Solo in Italia i problemi sembrano il ddl intercettazioni e la vittoria dell’Inter in Champions League. È una cosa assurda.

Volendone parlare, però, cosa pensa del ddl intercettazioni?
Una legge sulle intercettazioni bisogna farla ma senza agitazione e con equilibrio. Serve una legge di garanzia per i magistrati, i cittadini, i giornalisti e gli editori. Il punto di caduta va trovato, ma senza forzature. Il punto che mi pare più delicato è questo: quando le intercettazioni ancora non sono pubbliche e sono ancora coperte dal segreto istruttorio la responsabilità della loro diffusione sta in capo al magistrato che le ha in mano ed è lui, il magistrato, che ne deve rispondere. Invece, il giornalista che le pubblica fa solo il suo mestiere. Quando si aprono le indagini sulla fuga di notizie - indagini che, chi sa come mai, si aprono e poi non vengono mai chiuse - non si trova mai il responsabile della fuga di notizie. Per me invece c’è ed è, appunto, il magistrato. Possibile che l'Italia sia l'unico paese dove i magistrati che sbagliano non pagano?

E i giornalisti, non hanno nessuna responsabilità? Quante volte sono state pubblicate conversazioni prive di qualunque rilievo penale...
Ma anche qui la colpa primaria è di chi con quelle conversazioni costruisce gli atti ufficiali dell'indagine. Il giornalista, se trova la notizia, ha il dovere di darla. Certo, dovrebbe sempre essere guidato da una etica professionale. Il collega o i colleghi che hanno avuto in mano la “notizia” sui gusti sessuali di Balducci e l’hanno pubblicata se ne dovrebbero solo vergognare. I gusti sessuali di Balducci come di chicchessia sono un problema solo e soltanto suo. Servirebbe, da parte dei giornalisti e dei giornali, autocontrollo e autoresponsabilità. Io, da direttore dell’Unità, ho bloccato titoli e articoli per molto meno. Ne ricordo uno: «Arrestato il cugino dell’onorevole Gioia». Lo feci togliere subito dalla pagina. I direttori dei giornali dovrebbero stare molto attenti, cercando di educare il pubblico nel senso migliore del termine. In ogni caso, sono nettamente contrario alla punibilità di editori e giornalisti.

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Altro punto delicato del ddl intercettazioni?
Quando i magistrati emettono atti che non hanno attinenza con i reati. Dovrebbero stare molto attenti. Vanno perseguiti i reati, non i comportamenti, anche gravi, dei politici o di chiunque. Questi ultimi, i comportamenti, vanno sanciti e condannati dal punto di vista della moralità pubblica e di quella politica, ma non possono esserlo sotto il punto di vista della responsabilità penale, anche se a volte rasentano o possono prefigurare reati: in tal caso è il magistrato che deve decidere se lo sono. Ecco anche perché penso sia giusto che a giudicare sia un collegio di magistrati e non uno singolo: la collegialità, oltre che il controllo del procuratore capo, serve ad evitare errori o fraintendimenti.

Come contemperare il diritto alla libertà di stampa e il diritto alla segretezza della corrispondenza?
L’intercettazione interviene sempre in una conversazione a due: se erigi sempre e comunque il diritto alla segretezza della corrispondenza, come prevede l’articolo 15 della nostra Costituzione, di fatto non hai più l’intercettazione. Il diritto alla privacy non può, dunque, essere posto in assoluto.

Pigi Battista, sul Corriere della Sera, descrive una vera e propria caccia all’untore, quella che ormai si fa tutti i giorni, e su molti giornali, contro il garantismo. “Non è una parolaccia”, scrive Battista.
Sono d’accordo con lui. Garantismo non è una parolaccia né dovrebbe esserlo. Il problema è l’abuso che ne hanno fatto personaggi che ne hanno travisato il senso, di chi usa la parola ‘garantismo’ solo perché c’è un magistrato che lo indaga. Per me le garanzie vanno date a tutti, anche ai delinquenti che commettono reati e ai carcerati, figurarsi agli incensurati. Nell’ambito del rispetto delle leggi, la Costituzione va rispettata sempre, a partire dal diritto alla difesa.

E della posizione del Pd sulla questione giustizia cosa ne dici?
Il responsabile Giustizia del Pd, Andrea Orlando, ha scritto un documento davvero ben fatto, sulla giustizia, e io lo condivido pienamente. Quella è la strada. Ora, finalmente, il Pd ha una posizione. Che non è quella dell’Anm né quella di Di Pietro. Ad entrambe il Pd non deve affatto correre dietro.

Come finirà il braccio di ferro sul ddl?
Spero che si arrivi a una mediazione. Leggo che Gaetano Pecorella chiede di tornare al testo della Camera, superando quello del Senato, che ha causato tante polemiche. Con le forzature non si governa, si va verso l’avventura istituzionale.