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Intercettazioni, sě della commissione Giustizia all'emendamento del governo
Di Loredana Morandi (del 22/07/2010 @ 13:37:42, in Politica, linkato 1360 volte)
Intercettazioni,
Sì della commissione Giustizia
all'emendamento del governo


Roma - (Adnkronos) - La proposta di modifica prevede la possibilità di pubblicare le intercettazioni rilevanti ai fini delle indagini. Pd e Udc votano a favore, contrario l'Idv. Manca l'ok del Quirinale, slitta il parere del Csm sul ddl. Alfano conferma la fiducia a Caliendo e chiede il voto entro l'estate. L'ira del premier: "Paese incivile"

Roma, 22 lug. - (Adnkronos) - La commissione Giustizia della Camera ha approvato l'emendamento presentato dal governo al ddl intercettazioni. La proposta di modifica dell'esecutivo, che prevede la possibilità di pubblicare le intercettazioni rilevanti ai fini delle indagini, è passata anche con i voti del Pd e dell'Udc.

''L'emendamento del governo è stato frutto di una lunga mediazione che ha tenuto conto anche dei nostri rilievi'', ha commentato Roberto Rao, deputato Udc. ''C'è stato uno stravolgimento del testo come era stato proposto al Senato -rimarca l'esponente centrista- e questa è una vittoria''. ''Tuttavia -sottolinea- nonostante il testo arriverà in Aula con il cosiddetto bavaglio allentato, ci sono tutta una serie di altri punti non risolti su cui stiamo discutendo. Abbiamo mantenuto 25 emendamenti e su questi daremo battaglia soprattutto in Aula ad agosto, e speriamo fino a settembre''.

Soddisfazione è stata espressa da Enrico Costa, capogruppo Pdl in commissione Giustizia della Camera. ''E' chiaro che l'opposizione, nonostante le critiche e l'ostruzionismo non poteva sottrarsi all'approvazione di questo emendamento che conteneva molte delle loro richieste di modifica'', ha detto Costa che ai cronisti spiega: ''Auspichiamo adesso di andare avanti nel dibattito e di toccare le altre tematiche oggetto di miglioramento in commissione. Ci auguriamo ci sia un atteggiamento responsabile da parte dell'opposizione per rimanere sui contenuti''. Ma assicura l'esponente del Pdl ''quanto ai tempi per il 29 luglio ce la faremo sicuramente''.

Slitta invece la discussione sul nuovo parere redatto dalla VI commissione del Csm sul ddl che il plenum avrebbe dovuto affrontare questa mattina. Motivo: il fatto che il Quirinale non ha avuto ''tempo per esprimersi'' sull'ordine del giorno aggiunto e ''in 24 ore non è arrivato l'assenso'' a discutere la pratica. A riferirlo in aula è stato il vicepresidente del Csm Nicola Mancino sottolineando una ''distrazione della burocrazia interna'', in base alla quale c'era la convinzione che il Quirinale avesse dato il via libera a quell'ordine del giorno aggiunto.

Mancino ha quindi invitato il Csm a ''usare la ragione piuttosto che la legittimazione'', rinviando la discussione del parere al nuovo Csm (l'attuale consiliatura scade a fine luglio). Il vicepresidente di Palazzo dei Marescialli ha sollecitato l'attuale plenum ad occuparsi solo di pratiche gestionali senza affrontare ''impegni che hanno influenza sul futuro''.

Alle parole di Mancino ha replicato il togato di Md Livio Pepino che ha fatto notare: ''Non siamo consiglieri dimezzati e mi ritengo legittimato a discutere il parere sulle intercettazioni'' e altre pratiche rimaste sospese.