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Oua De Tilla scrive a Berlusconi sui 5 punti programmatici della Riforma della Giustizia
Di Loredana Morandi (del 29/09/2010 @ 13:46:37, in Giuristi, linkato 2348 volte)

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GIUSTIZIA, MAURIZIO DE TILLA, OUA, SCRIVE
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SILVIO BERLUSCONI:



“NEI CINQUE PUNTI PROGRAMMATICI CHE ILLUSTRERÀ PRENDA IN CONSIDERAZIONE IL DECALOGO DI PROPOSTE FORMULATO DALL’ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA PER RIFORMARE  DAVVERO LA MACCHINA GIUDIZIARIA”

Il presidente dell’Oua, Maurizio de Tilla, con una lettera (di seguito), si rivolge direttamente al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, alla vigilia del suo intervento, alla Camera dei Deputati, sulle priorità del Governo per i prossimi mesi, affinchè prenda nella giusta considerazione, il Decalogo di proposte formulato dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura (Oua) per riformare davvero la macchina giudiziaria.


LA LETTERA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO


On. Silvio Berlusconi
Presidente del Consiglio dei Ministri
Palazzo Chigi
ROMA


Caro Presidente,


    Le scrivo in questi momenti di grande tensione politica, alla vigilia del Suo intervento alla Camera dei Deputati sui cinque punti programmatici che Lei presenterà, affinchè anche l’avvocatura possa dare il suo fattivo contributo sulla “Questione giustizia”.
Innanzitutto voglio rivolgerLe il nostro vivo apprezzamento per l’intera opera svolta per risolvere i problemi del Paese in un contesto di grave crisi politico-economico internazionale.
Allo stesso tempo, non posso non evidenziare la nostra preoccupazione per il perdurare dei problemi del sistema giustizia, per la lunghezza dei processi e per le conseguenze sulle imprese, sugli italiani e sulla competitività del nostro mondo produttivo.
Per questa ragione mi permetto di chiederLe di prendere nella giusta considerazione nel Suo programma di priorità del Governo per i prossimi mesi, l’allegato Decalogo di proposte formulato dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura (Oua) per riformare davvero la macchina giudiziaria: dieci iniziative che puntano sulla managerialità, l’efficienza, la modernità, con lo sguardo rivolto ad una giustizia giusta, celere, efficace e rispettosa dei diritti di difesa del cittadino. 

Con i più referenti, cordiali ed affettuosi saluti.

avv. Maurizio de Tilla

Roma, 28 settembre 2010


DECALOGO OUA
PER LA
RIFORMA DELLA GIUSTIZIA


1. Più consistenti risorse economiche e materiali da gestire senza sprechi negli apparati amministrativi delle sedi giudiziarie;

2. Assunzione di uno o più manager in ciascuno dei medi e grandi uffici giudiziari per gestire con efficienza “l’Azienda giustizia”;

3. Applicazione generalizzata del “Metodo Barbuto” che ha dato positivi risultati negli uffici giudiziari dove è stato applicato;

4. Incremento della produttività del lavoro dei giudici, accompagnato da un numero maggiore di magistrati togati e dall’istituzione della figura dell’assistente del giudice (da individuare tra gli idonei al concorso in magistratura e i giovani avvocati che hanno conseguito a livello distrettuale i primi venti posti in una ideale graduatoria degli esami di avvocato);

5. Recupero dei magistrati sottratti al proprio ruolo eliminando così i distaccamenti presso ministeri o enti;

6. Individuazione di una nuova figura di giudice laico da valutare con un accesso rigoroso e selettivo;

7. Diffusione su tutto il territorio nazionale dell’informatizzazione degli uffici giudiziari e del processo telematico;

8. Drastica riduzione dei riti (su questo il Governo sta lavorando), unificandoli in due, massimo tre modelli procedurali;

9. Modifica dell’art. 111 della Costituzione stabilendo che possono essere impugnate per cassazione le sentenze di appello, fatta eccezione: a) per quelle pronunciate in 1° grado dal Giudice di Pace, escluse le ipotesi di cui all’art. 7 comma 2° nel caso in cui la sentenza pronunci la condanna al pagamento per un importo superiore alla competenza stabilita al suo 1° comma; b) per quelle pronunciate nei giudizi ex art. 440 c.p.c.; c) per quelle pronunciate nei procedimenti ex art. 22 bis comma 1° l. 689/81; d) per quelle pronunciate nei procedimenti ex art. 3 l. 89/2001.;

10. Sul piano della modifica delle regole processuali:

- abrogare la media-conciliazione obbligatoria e intensificare il potere conciliativo del giudice anche nella fase precontenziosa da istituire in grado di appello;

- introdurre la possibilità per il difensore di compiere anche nel processo civile, e con le medesime cautele del processo penale, indagini difensive, sì da potersi previamente rendere conto della fondatezza in fatto di un’azione giudiziaria, prima ancora di intraprenderla;

- eliminare l’istituto del regolamento di competenza.