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Pedofilia a Belmonte, le lacrime dell'imputato
Di Loredana Morandi (del 30/09/2010 @ 08:16:28, in Osservatorio Famiglia, linkato 3009 volte)
Pedofilia a Belmonte,
le lacrime dell'imputato



Si è dichiarato innocente, deponendo tra le lacrime di fronte al giudice. L'uomo di Belmonte del Sannio, accusato insieme al fratello di violenza sessuale nei confronti dei tre nipoti minorenni, ha testimoniato ieri dinanzi al collegio giudicante del tribunale di Isernia, presieduto dal giudice Francesco Ferdinandi.

Un'udienza fiume anche stavolta,in cui sono stati ascoltati parte dei testi dei due procedimenti separati, che vedono alla sbarra da un lato un agricoltore, difeso dall'avvocato pescarese Marco Zanna; dall'altro la madre dei bambini (accusata di favoreggiamento), assistita dall'agnonese Francesco Del Basso più un pastore, contumace, difeso dal legale d'ufficio Maurizio Vecchiarelli di Sesto Campano. Nel primo di essi è stata completata l'escussione dei testimoni del pubblico ministero, con la deposizione della coordinatrice della prima comunità dove furono ospitati i tre fratellini presunte vittime di abusi. Inoltre, sono stati ascoltati quattro testi della difesa (i parenti dell'imputato, tra i quali il figlio, la nuora e la nonna dei minori) che hanno delineato la personalità del contadino di Belmonte. Nel secondo procedimento, invece, hanno sfilato un teste del pm, tre delle parti civili e altri della difesa. Tutti loro hanno contribuito a chiarire le caratteristiche dell'ambiente familiare in cui vivevano i tre bambini, 7, 9 e 12 anni all'epoca delle presunte violenze sessuali. Esaminati dal collegio anche i due imputati presenti in aula. Entrambi hanno dichiarato la propria innocenza. Quando è stato il turno dell'agricoltore, l'uomo non ha potuto trattenere un pianto disperato. Per le parti civili erano presenti il professor Lucio Epifanio di Venafro e l'avvocato Francesca Tagliamonte di Agnone. Confermato inoltre dal tribunale del Riesame di Isernia il sequestro conservativo dei beni degli imputati, così da poter eventualmente risarcire le parti offese in caso di condanna. Contro il quale Zanna ha annunciato il ricorso in Cassazione. L'udienza, intorno alle 15, è stata rinviata al prossimo 27 ottobre, in cui si dovrà proseguire nell'ascolto dei testi (dieci per la difesa del contadino, tre delle parti civili per il procedimento che riguarda il pastore e la madre).

L'avvocato Zanna, a fine giornata, si dice convinto della bontà delle testimonianze rese a sostegno del suo assistito, le quali avrebbero minato seriamente l'impianto accusatorio. <<Uno dei minori, quello dal quale è partito tutto - ha dichiarato il legale - nel racconto dei familiari e della coordinatrice della casa famiglia presenterebbe una personalità inquieta. I giudici hanno ascoltato attentamente e valuteranno>>. La vicenda finisce agli altari della cronaca nel marzo 2008. Gli anziani zii paterni, 60 e 64 anni all'epoca, vengono arrestati dalla seconda sezione della Squadra Mobile di Isernia. Sono un bambino di 12 anni e la sorellina di 9 a denunciare le presunte violenze agli assistenti sociali. La famiglia, che viveva in precarie condizioni igienico-sanitarie, riceveva infatti assistenza domiciliare. Gli abusi sarebbero cominciati nel settembre 2006 e durati circa un anno, senza risparmiare nemmeno il terzogenito, di soli 6 anni. In alcuni casi, secondo l'accusa, le prestazioni sessuali sarebbero state addirittura pagate con cifre pari a cinquanta euro. Soldi incassati dalla madre, che avrebbe saputo e taciuto. I bambini erano rimasti orfani del padre da pochi mesi quando i fratelli del defunto avrebbero cominciato a riservare loro particolari attenzioni.

Pba
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