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Giustizia, un tesoretto da 1,7 mld - da Italia Oggi
Di Loredana Morandi (del 30/09/2010 @ 16:05:18, in Magistratura, linkato 2341 volte)
La convenzione firmata con Equitalia mira a raddoppiare gli incassi da spese processuali e sanzioni

Giustizia, un tesoretto da 1,7 mld
Ma per ora lo stato riscuote solo il 7% dei crediti di via Arenula


di Stefano Sansonetti 

Adesso si cerca di fare sul serio, anche se con qualche ritardo di troppo. In ballo ci sono 1,7 miliardi di euro, che in parte potrebbero dare una bella boccata d'ossigeno alle esangui casse dello stato. Si tratta del «tesoretto» che, in teoria, può essere vantato dal ministero della giustizia guidato da Angelino Alfano.

Al suo interno rientra tutto quel complesso di spese processuali e sanzioni pecuniarie che dovrebbero finire nella disponibilità di via Arenula, se soltanto si riuscisse a riscuoterle meglio e di più. Il dato del 2009 (ultimo disponibile), come ha verificato ItaliaOggi presso la direzione generale del bilancio e della contabilità di via Arenula, dice che il ministero vanta 980 milioni di euro in termini di crediti per spese di giustizia, e 770 milioni di euro i termini di pene pecuniarie che vengono irrogate in conseguenza di sentenze passate in giudicato. In tutto, appunto, fanno 1,75 miliardi di euro.

Il fatto grave, spiegano dal ministero della giustizia, è che finora, tanto per fare un esempio, dei crediti per spese di giustizia si è riuscito a riscuotere soltanto il 7-8%, quindi una cifra che varia tra i 60 e i 70 milioni di euro. Troppo poco per non studiare qualcosa di nuovo. La svolta, però, potrebbe arrivare dopo la convenzione che qualche giorno fa hanno firmato il ministero di via Arenula ed Equitalia Giustizia, società controllata da Equitalia, holding pubblica di riscossione dei tributi (controllata a sua volta al 51% dall'Agenzia delle entrate).

Il problema è che la convenzione, spiegano sempre dal ministero, deve essere ancora registrata alla Corte dei conti. Questo fa sì che la riscossione dei crediti, nella sua nuova veste, non potrà che partire a 2011 inoltrato. E qui si accumulano i ritardi. Sì, perché come aveva segnalato ItaliaOggi (vedi il numero del 12 agosto scorso), sono passati più di due anni da quando, in data 30 aprile 2008, si decise di dar vita a Equitalia Giustizia con l'obiettivo preciso di aggredire con più efficacia il «bottino» potenziale dei crediti vantati dal sistema giustizia. Certo, nel frattempo la società, che è presieduta dal direttore vicario dell'Agenzia delle entrate, Marco Di Capua, si è vista assegnare anche la gestione del Fondo unico di giustizia, nel quale confluiscono i beni oggetto di sequestro e confisca nell'ambito di procedimenti penali, i beni depositati presso gli intermediari finanziari in relazione a procedimenti civili e i beni depositati nell'ambito di procedimenti fallimentari. E qui la società, al 31 dicembre del 2009, è riuscita a mettere insieme la bellezza di 1,5 miliardi di euro, frutto di ben 187.186 rapporti finanziari intestati al fondo da banche, Poste italiane, assicurazioni, sgr e altri operatori. Al netto di quelle che saranno le restituzioni, queste risorse potranno far arrivare nuova linfa ai conti dei tre ministeri che per legge sono beneficiari della ripartizione del Fondo: ministero della giustizia, ministero dell'economia e ministero dell'interno.

Insomma, Equitalia Giustizia non è rimasta con le mani in mano, ma non ha potuto concentrarsi su quello che era il suo core business originario.

Dal ministero della giustizia, tra l'altro, fanno sapere che adesso dovrà essere elaborato un piano industriale da parte della società, anche per attuare nel concreto le indicazioni fornite all'interno della convenzione. Obiettivi precisi, scritti nero su bianco, ancora non ci sono, ma a via Arenula sono convinti che un target ragionevole dovrebbe essere quello di raddoppiare l'attuale percentuale di riscossione, portandola quindi al 14-16%. Naturalmente si tratterebbe di un obiettivo di breve termine, perché negli auspici, una volta che questa attività di Equitalia Giustizia sarà andata a regime, c'è un livello di incassi anche maggiore.

Italia Oggi