\\ Home Page : Articolo : Stampa
Roma guerriglia urbana
Di Loredana Morandi (del 15/12/2010 @ 13:56:37, in Redazionale, linkato 1976 volte)
Roma guerriglia urbana


Il punto di quanto accaduto a Roma secondo la mia modesta opinione, ovvero l'opinione di chi ha lavorato ai 3 milioni di manifestanti per la Pace a Roma e negli anni ha vissuto in diretta cortei, cariche della polizia, svolto il servizio legale sul campo, visitato gli arrestati e organizzato eventi perfetti, sempre nel pieno accordo con le autorità di pubblica sicurezza.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-12-14_scontri_roma_2.jpg

Gli errori. La Questura ha perso un occasione per dire NO ad una manifestazione organizzata. Prevedibilmente si sono rivelati l'ennesima tragica trappola pro danni tutti i blocchi delle forze dell'ordine, che non avendo funzionato a piazza Venezia non hanno funzionato altrove. Più logico concentrare tutta la difesa alle sole Istituzioni, lasciando sciamare la folla senza provocarne la violenza. Gli arresti di piazza non servono a molto, certamente non servono ad arginare la capacità organizzativa delle distruzioni. Così sono stati fermati alcuni esagitati, una quarantina circa, di cui circa 26 tradotti in carcere o ai domiciliari e/o con l'obbligo di firma, ma potrei giurare che gli organizzatori sono a piede libero e sconosciuti alla A.G..

Il finanziere e l'arma: sono con la Guardia di Finanza. L'uomo ha estratto il revolver solo per timore di essere derubato, mentre ancora lo picchiavano ha coperto la canna dell'arma con la mano sinistra per precazione.

Questione infiltrati. Si, ce ne sono sempre ed è così per le ovvie ragioni dell'ordine pubblico. Questi però non sono i tempi di Kossiga e Marroni, il più contestato dei ministri degli ultimi 50 anni, non ha la sua stessa influenza sui dipendenti del Ministero dell'Interno. Infatti, nonostante le molte illazioni, come vedrete, questi infiltrati non hanno istigato proprio nulla perché la formula della piazza era già abbastanza esplosiva. Inoltre, come visibile, la Questura non era affatto preparata alle violenze. Vi dirò, probabilmente perché l'ufficio di gabinetto ha peccato di fiducia nei confronti degli organizzatori.

http://www.giustiziaquotidiana.it/public/2010-12-14_scontri_roma.jpg

Le RESPONSABILITA':  La più grande responsabilità la portano gli organizzatori della FIOM, che non hanno contribuito agli eventi con un efficace servizio d'ordine, pur proponendosi alla piazza con un corredo di veri facinorosi al seguito e anche qualche delinquente di professione. Delinquenti sui quali, purtroppo, i delegati sindacali non hanno mai avuto alcun controllo. Specie se Fiom ha deputato i soliti sindacalisti a stipendio.

Perché? E' semplice: NON si mischiano gli studenti medi e gli universitari con personaggi come i cittadini di Terzigno, che hanno circa cinquantanni di esperienza negli incendi dolosi di automezzi pubblici e/o delle forze dell'ordine.

I petardi, le bombe carta e i fumogeni sono certamente giunti a Roma insieme ai tersignesi, la cui cittadina alle pendici del Vesuvio conserva tanto esplosivo da far saltare in aria tutto il centro di Napoli. Terzigno infatti è famosa per la mondezza, il suo milione di schiavi cinesi da sartoria residenti senza permesso di soggiorno (i veri produttori della mondezza) e per le sue fabbriche di fuochi d'artificio, che esprimono tutto il proprio potenziale nel giorno della patrona Santa Brigida. Inutile per gli inquirenti cercare la benzina quando è palese che il corteo sia stato dotato di esplosivo e polvere da sparo, materiali altamente infiammabili molto più facili da trasportare che non una tanica di carburante.

Qui, qualche penna nostalgica del giornalismo, ha lanciato il paragone con il '77. Invece no, i suoni non possono aver confuso nessuno così tanto. Infatti dall'ascolto delle "cannonate", si può dire che ieri era l'8 settembre del '45 con la Questura a trattenere l'esercito nazista che saliva a Roma via Cassino.

Così, a tal fatta polveriera a conduzione di professionisti dell'incendio doloso hanno attinto a piene mani i giovani e gli adulti dei centri sociali, romani e giunti da tutta Italia. Solo poi vi hanno attinto gli studenti, resi esagitati dall'esempio e aizzati dagli slogan violentissimi e dalle scritte degli scudi dei disobbedienti.

Il dramma nel dramma: le bandiere dei Carc, distribuite senza criterio anche a studenti e altri manifestanti, sono state i primi oggetti utilizzati come armi improprie, fin dai primi attacchi alle camionette dei carabinieri a piazza Venezia. La realtà è che i Carc, che pur hanno anche alcune frange di esagitati tra le proprie fila, probabilmente non immaginavano neppure di poter essere così strumentalizzati e si sarebbero certamente risparmiati la spesa e lo spreco.

La verità vera sui fatti di violenza a Roma non la leggerete sulle pagine dei giornali e non l'ascolterete dalle parole dei politici. Perché la verità è che quello che era l'antico Movimento dei movimenti oggi è nelle mani di un certo numero di facinorosi intenzionati con la violenza a riproporre i propri inutili leader. Gli stessi inutili violenti che hanno falcidiato le forze sane del pacifismo, stravolto l'esistenza ad un paio di generazioni di universitari e che ora tentano di fare la stessa cosa abbassando il tiro sull'età dei manovrati, con lo scegliere gli studenti medi e superiori.

Fuori i giovani dalla violenza: Ieri nel corso degli scontri è stato divulgato un comunicato congiunto della Rete Studenti Universitari e dei Giovani Democratici, che si sono tirati fuori idealmente da tutta la violenza. Evidentemente loro non sapevano a cosa andavano incontro, mentre fu saggio il procuratore Caselli da Torino che firmò gli arresti in anticipo sulle violenze.

Nessun ribaltone di governo, nessun falso moto antiberlusconiano vale la vita, la salute e la serenità di un ragazzo o una ragazza che studia alle medie, alle superiori o all'università in Italia. Senza se e senza ma.

Coloro che accolgono le politiche di questi beceri esponenti di quel che resta del vecchio movimento, appare stupido e ignorante agli occhi di chi sa. E se non ha dubbi la Morandi, sappiate che ciò è anche sapere condiviso da decine, forse centinaia di persone. Una miriade di piccole associazioni strangolate o lottizzate dai partiti.

Stupidità politica "sempre" plateale. Esattamente come per Enzo Jacopino, il presidente dell'Ordine dei Giornalisti, quando afferma: "Non siamo gli armatori di Hamas." riferendosi alla Freedom Flotilla italiena. Verissimo, infatti noi italiani viaggeremo per mare verso Gaza come "armati" con i soldi dei Servizi di un qualche paese arabo, a buon conto proprio quelli siriani; nonché capitanati da quelle stesse grette persone che "perdevano" il direttore della tv iraniana in Italia e mio conoscente da anni, dottor Masoumi Nejad. Una vittima del giornalismo, negletta al politically correct del giornalismo italiota stupido, vuoto e fazioso.

Loredana Morandi