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Inaugurazione Anno Giudiziario 2011 in Sicilia
Di Loredana Morandi (del 29/01/2011 @ 19:27:29, in Magistratura, linkato 2946 volte)
Anno giudiziario, allarme da Palermo:
Gravi attacchi ai Magistrati
   

L'intervento del presidente della Corte d'appello, Vincenzo Oliveri: "Non agli insulti ma testimoniamo il nostro impegno sulla giustizia.

PALERMO. "Nell'ultimo anno c'é stato un crescendo di insulti e di gravissimi attacchi all'indipendente esercizio della funzione giudiziaria, ampliati da inusitato clamore mediatico": comincia il suo discorso di apertura della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario citando gli attacchi alla magistratura, il presidente della corte d'appello di Palermo Vincenzo Oliveri.
"E' stato preannunciato un progetto di riforma costituzionale ben definito - prosegue - il cui risultato, se dovesse avere successo, avrebbe l'effetto di frantumare i principi del costituzionalismo moderno, come la separazione dei poteri, l'eguaglianza dinanzi alla legge e il primato delle libertà fondamentali, a cui presidio sono posti gli organi di garanzia, tra i quali la Corte Costituzionale e la Magistratura". "Noi - prosegue nell'introduzione della relazione sullo stato della giustizia nel Distretto giudiziario di Palermo - accusati da anni di usare a fini di lotta politica le prerogative connesse alla funzione di magistrati, la supercasta, indicati come ceto privilegiato, irresponsabile, incapace di porre rimedio allo sfascio organizzativo, siamo qui oggi non per rispondere a questi insulti perché servirebbe soltanto a dare loro risonanza". "Al contrario, noi siamo qui oggi per testimoniare il nostro impegno - conclude - ad offrire un servizio giustizia degno di questo nome".


Anno giudiziario a Messina,
Fazio: si delinea una zona grigia
   

MESSINA. "Le organizzazioni mafiose nel nostro territorio alterano e hanno alterato la dinamica istituzionale: si delinea una zona grigia in cui l'arrendevolezza di alcuni organi dello Stato consente all'antistato di insinuarsi nei gangli vitali e trafficare illecitamente". Lo ha detto il presidente della Corte d'Appello di Messina, Nicolò Fazio, stamani durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario a Messina.
"Nel distretto messinese la criminalità di stampo mafioso - ha aggiunto - è rimasta avvolta per anni in un 'cono d'ombrà che le ha permesso di radicarsi e d'infestare il territorio". "I sodalizi criminali della fascia tirrenica - ha proseguito Fazio - hanno così potuto strutturarsi, acquisendo i metodi operativi di Cosa nostra palermitana, con la quale intrattengono intensi rapporti di affari e da cui hanno mutuato i comportamenti e il linguaggio". "Tali associazioni, per la varietà degli interessi espressi dal territorio - ha detto - in cui sono presenti, tendono a controllare in qualsiasi modo non solo l'economia illegale, cioé il traffico di stupefacenti, le estorsioni e l'usura, ma anche l'economia legale, manovrando le imprese direttamente o indirettamente".


Anno giudiziario a Caltanissetta,
Cardinale: ci sono sussulti di legalità
   

CALTANISSETTA. "Nelle indagini di polizia giudiziaria contro racket e mafia le vittime non collaborano ma c'é un sussulto nella società civile che dimostra, con una consistente presa di coscienza, di avere intrapreso con convinzione la strada della legalità". Lo ha detto il presidente della corte d'appello di Caltanissetta, Salvatore Cardinale, all'apertura dell'anno giudiziario. Il magistrato a evidenziato che in questa battaglia civile "si sono distinte, con una scelta che continua nel tempo, la Camera di Commercio, e l'associazione imprenditoriale Confindustria della Provincia di Caltanissetta che, in un'unità d'intenti, molto si sono spese per l'affermazione dei principi di legalità nelle attività economiche". Ad esse vanno aggiunte le associazioni antiracket di Gela, già molto consolidata nel territorio, e quella di Caltanissetta, appena nata.


Anno giudiziario a Catania,
Scuto: organico inadeguato
   

CATANIA. "L'organico della magistratura degli uffici giudicanti e requirenti è segnalato dappertutto come inadeguato. A Catania la situazione non è delle migliori: nelle procure il calo è del 21% rispetto alla pianta prevista". Lo afferma, nella relazione dell'inuagurazione dell'anno giudiziario del distretto di Catania, il giudice Alfio Scuto, presidente facente funzioni della Corte d'appello, il cui ruolo è vacante da mesi dopo il pensionamento del giudice Guido Marletta.
"Al di là dei profili di inadeguatezza delle singole piante organiche preoccupa sempre più - ha aggiunto Scuto - la scopertura complessiva del ruolo della magistratura cronicizzatasi ormai su percentuali a due cifre e aggravatasi nell'ultimo scorcio dell'anno appena decorso per effetto di normativa di legge, che penalizzando trattamenti retributivi e di fine rapporto hanno indotto in tutta Italia ben 350 domande di pensionamento anticipato (al 31 dicembre del 2010 erano così vacanti 1.266 posti di magistrati ordinari su un ruolo organico complessivo di 10.151).
Nel distretto di Catania la scopertura ammontava al 15,19% dell'organico, potendo essere ulteriormente disaggregata in un 12,94% negli uffici giudicanti e in un 21% negli uffici requirenti". Sugli organici inadeguati il presidente Scuto, nella sua relazione, li collega ai lunghi tempi tempi della giustizia civile e penale sottolineando che non ci potranno essere miglioramenti "senza appropriati interventi sul piano normativo e delle risorse disponibili". A Catania non ci sono scoperture soltanto nella 'base' dei magistrati, ma si registrano vuoti anche nei posti di dirigenti.
Oltre a quello di presidente della Corte d'appello è vacante anche il ruolo di presidente del Tribunale, dopo che il giudice Nino Cardaci è stato messo fuori ruolo per limiti d'età. Alla fine del mese sarà vacante anche il posto di procuratore capo: il 27 febbraio Vincenzo D'Agata lascerà l'incarico per andare in pensione. In Procura è vacante anche un posto da 'aggiunto' dopo il pensionamento di Onofrio Lo Re.

Fonte: Giornale di Sicilia
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