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Inaugurazione Anno Giudiziario 2011 - Le Regioni
Di Loredana Morandi (del 29/01/2011 @ 19:43:50, in Magistratura, linkato 3091 volte)
http://www.giustiziaquotidiana.it/public/Patto_Giustizia.jpg


ANNO GIUDIZIARIO TORINO: CASELLI,
SOLO IN ITALIA SI ACCUSA MAGISTRATURA

 

(ASCA) - Torino, 29 gen - La misura e' colma. Lo ha esclamato il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli all'inaugurazione dell'Anno giudiziario di Torino ricordando che ''nessun leader democratico al mondo ha mai osato sostenere che per fare il magistrato bisogna essere malati di mente'' e ha aggiunto ''nessun leader democratico al mondo ha mai osato parlare di complotto giudiziario ordito ai suoi danni da magistrati indicati come avversari politici. Solo in Italia - ha aggiunto - si lanciano accuse contro la magistratura''.  eg/mcc/alf


TORINO: CALIENDO, DA CASELLI INTERVENTO ESAGERATO
 
(ASCA) - Torino, 29 gen - ''Credo che sia un'esagerazione l'intervento del procuratore Caselli''. Cosi' il sottosegretario Giacomo Caliendo replica a al procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli che oggi ha svolto un duro intervento sulle posizione del premier sulla giustizia.
Esagerato, spiega Caliendo ''per una sola ragione: il presidente del Consiglio non si lamenta delle iniziative giudiziarie che poi hanno portato alla sua assoluzione in passato, ma si lamenta come ho detto nel mio intervento (oggi a Torino, ndr) di un'interpretazione di norme pacifiche a cui viene data un'interpretazione diversa in questa vicenda milanese. La prevedibilita' della decisione attiene anche alla prevedibilita' dell'interpretazione - aggiunge Caliendo - Allora anche quando si assumono iniziative giudiziarie in contrasto con quella che e' l'interpretazione prevalente e' evidente che si possano avere determinate posizioni di scontro che molte volte possono essere criticate''. eg/mcc/ss


ANNO GIUDIZIARIO MILANO: TARANTOLA,
TUTTI UGUALI DAVANTI ALLA LEGGE

 

(ASCA) - Milano, 29 gen - Non ha mancato di fare un riferimento al principio sancito dall'art. 3 della Costituzione sull'''uguaglianza di tutti di fronte alla legge'' il presidente facente funzione della Corte d'appello di Milano, Giuseppe Tarantola, durante il suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. Un evidente riferimento al nuovo scontro tra mondo politico e magistratura dovuto soprattutto agli sviluppi dell'inchiesta in corso a Milano sul cosiddetto caso Ruby che vede tra gli altri indagati anche il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi.
Tarantola si e' anche soffermato sul ''costante ritardo'' della giustizia, un problema a suo giudizio dovuto soprattutto alle ''carenze di organico del personale di cancelleria e dei magistrati'' che ''genera pendenze di anno in anno sempre maggiori''. L'effetto principale, secondo il presidente facente funzioni della Corte d'Appello di Milano, e' che il processo penale ''non e' in grado di conseguire il suo scopo fondamentale: quella dell'accertamento nel merito della domanda di giustizia''.
Un miglioramento, ha sottolineato ancora Tarantola, e' possibile, ma ''si avra' soltanto quando sara' compreso il vero valore della giurisdizione'' e saranno destinati ''mezzi adeguati perche' il servizio giustizia venga reso in tempi ristretti nel rispetto dei principi di indipendenza e di uguaglianza di tutti di fronte alla legge''. fcz/mcc/ss



ANNO GIUDIZIARIO GENOVA: TORTI,
RIFORMA GIUSTIZIA INEFFICACE



(AGI) - Genova, 29 gen. - "La riforma della giustizia anche in questa legislatura costituisce un punto centrale. E, pero', il relativo dibattito politico sembra essenzialmente e ostinatamente ruotare intorno a temi che riguardano lo statuto del giudice, o che comunque poco o nulla hanno a che vedere con i'efficienza del sistema giudiziario". E' questo il commento alla riforma della giustizia di Mario Torti, presidente della Corte d'Appello di Genova, pronunciato durante la cerimonia di apertura dell'anno giudiziario al tribunale del capoluogo ligure. "Si continua cosi' a discutere sulla necessita' di riformare il Csm, soprattutto con riferimento al suo sistema elettorale - prosegue Torti - di prevedere anzi due distinti Csm per i giudici e per i pm, di individuare diversamente il giudice competente per la responsabilita' disciplinare dei magistrati, di separare le carriere all'interno della magistratura tra giudicanti e requirenti; di intervenire sull'obbligatorieta' dell'azione penale e sul sistema delle immunita'. Non una di queste riforme e' in grado di incidere minimamente sul concreto svolgimento delle attivita' processuali".
  Ogni riforma secondo Torti "servirebbe a ben poco - dice - infatti i problemi, di enorme portata, nascono in realta' dall'abissale differenza che esiste fra le norme che disciplinano i procedimenti nel nostro Stato e quelle che disciplinano i procedimenti negli altri Stati europei".
  Mario Torti indica una parziale soluzione del problema giustizia in "una gestione responsabile del processo e dell'udienza - dice - l'accorpamento dei ricorsi omogenei e seriali, la riassegnazione delle cause rimaste ferme o piu' urgenti, l'utilizzo piu' coraggioso della condanna alle spese processuali". (AGI) Ge1/Mav/Dma


ANNO GIUDIZIARIO VENEZIA: CALOGERO,
POLITICA RISCOPRA ARTE BUON GOVERNO



(ASCA) - Venezia, 29 gen - ''La politica ha in se' la capacita' di rinnovarsi e riscoprire l'arte del buon governo nel rispetto della legge e al servizio del cittadino''. Lo ha detto procuratore generale presso la Corte d'appello di Venezia, Pietro Calogero, all'inaugurazione dell'anno giudiziario, presenti, fra gli altri, il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, il patriarca di Venezia, Cardinale Angelo Scola, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e il sindaco di Giorgio Orsoni. Calogero ha sottolineato, tra le cause di disagio nella gestione della giustizia, ''la perdurante inerzia del Governo''.
Approfondendo, il pg di Venezia ha o'amentato l'aumento esponenziale delle notizie di reato che non giungono a verifica investigativa, ''per eccedenza di carico'', l'''abnorme'' numero di processi estinti per prescrizione, circa il 20% e i tempi eccessivamente lunghi nella risposta alle domande di giustizia. fdm/mcc/ss


ANNO GIUDIZIARIO FIRENZE: PG,
SEQUESTRO MENARINI PRIMATO IN ITALIA

 

(ASCA) - Firenze, 29 gen -''Quando si profilano enormi profitti illeciti nell'ambito della salute dei cittadini non si puo' che restare colpiti e allarmati, tanto piu' quando, come in questo caso, sia stato operato un sequestro, confermato dal giudice, per l'equivalente di oltre un miliardo e 200 milioni di euro, che costituisce senz'altro un primato nella storia giudiziaria italiana''. Lo ha detto il procuratore generale della Toscana Beniamino Deidda, a proposito dell'inchiesta della Procura di Firenze sulla Menarini. Una ''vicenda - ha rilevato - che ha allarmato non poco l'opinione pubblica'' perche' ha riguardato ''la piu' grande azienda farmaceutica italiana, a carico della quale le indagini hanno ipotizzato l'illecita creazione di fondi neri all'estero e condotte fraudolente che hanno inciso per anni sulla politica nazionale del prezzo dei farmaci''.
Deidda ha anche ricordato le indagini sugli appalti nei grandi eventi, partite proprio dalla Procura di Firenze, che l'opinione pubblica ha seguito ''con sconcerto'' e in cui ''tre importanti funzionari pubblici sono accusati di aver costituito una catena di comando assai potente dotata di enormi capacita' di spesa che utilizzavano con criteri del tutto arbitrari, approfittando delle deroghe presenti nella disinvolta legislazione vigente''.
La Procura di Firenze, nel periodo 1/7/2009-30/6/2010 ha iscritto 23.166 procedimenti contro noti, di cui 21.978 sono stati definiti, e 18.723 contro ignoti (rispetto ai 16.979 dell'anno precedente).
Deidda ha anche ricordato l'inchiesta sul disastro ferroviario di Viareggio, affermando che la Procura di Lucca ha operato con ''sollecitudine e con una dedizione e una professionalita' che meritano la gratitudine di tutti''. afe/mcc/ss


ANNO GIUDIZIARIO L'AQUILA: CANZIO,
218 INCHIESTE PER CROLLI TERREMOTO

 

(ASCA) - L'Aquila, 29 gen - Sulle 218 inchieste aperte dalla procura della Repubblica dell'Aquila in relazione ai crolli del terremoto del 6 aprile del 2009 e' ''doveroso richiamare l'assoluta necessita', per i dirigenti e i giudici del Tribunale dell'Aquila, di predisporre tempestivamente la razionale organizzazione di siffatti processi, onde prevenire il rischio di indebiti rinvii, lentezze procedurali, soluzioni di continuita' per eventuali incompatibilita' o contraddittorieta' delle soluzioni, in vista dell'obiettivo di un pronto e imparziale accertamento dei fatti e nel rispetto di adeguate previsioni tabellari''. Lo ha sottolineato il presidente della Corte d'Appello, Giovanni Canzio, nel corso della sua relazione sull'amministrazione della giustizia in Abruzzo in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario.
Canzio ha spiegato che la Procura aquilana ''ha affrontato e sta conducendo, con il deposito delle ultime consulenze, i diversi filoni di indagine sulle responsabilita' individuali.
In relazione ai casi di maggiore gravita' si sta conducendo la procedura degli avvisi di conclusione delle indagini o e' stato richiesto i rinvio a giudizio degli imputati e sono in corso le udienze preliminari; lo stesso e' da dirsi per l'accertamento delle eventuali responsabilita' a carico dei componenti della Commissione Grandi Rischi''.
(ASCA) - L'Aquila, 29 gen - Il presidente della Corte d'Appello, Giovanni Canzio, ha chiarito che ''sono state avviate indagini in collaborazione con la Prefettura dell'Aquila e in collegamento con la Dna, in vari procedimenti aperti per possibili infiltrazioni della criminalita' organizzata nei cantieri per la ricostruzione o per lo smaltimento di macerie.
E, sempre a cura della Dda, sono in corso indagini preliminari in riferimento al fenomeno della ricostruzione, per i doverosi accertamenti in merito ad eventuali irregolarita' o criticita' di rilievo penale nella gestione della cosa pubblica e al pericolo di infiltrazioni della criminalita' organizzata nel tessuto cittadino e regionale, in vista degli ingenti finanziamenti pubblici in questa fase''.
Riguardo al fenomeno della criminalita' organizzata, Canzio ha anche sottolineato nella sua relazione ''il forte e innovativo impegno della Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica dell'Aquila, che nel 2010 ha aperto 29 procedimenti a fronte dei 19 del 2009''.  res-rus/mcc/ss


ANNO GIUDIZIARIO UMBRIA: COSTAGLIOLA,
SERVE PIU' DEPENALIZZAZIONE

 

(ASCA) - Perugia, 29 gen - ''Dopo decenni in cui ha regnato un incontrastato 'panpenalismo' fondato sull'erronea convinzione che tutti i divieti dovessero essere imposti con la previsione di una sanzione penale, sarebbe stata necessaria una massiccia depenalizzazione''. Cosi' Giancarlo Costagliola, procuratore generale facente funzioni (in attesa che venga nominato il nuovo procuratore capo) nell'ufficio di Perugia, in una altro passaggio dell'intervento pronunciato in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2011 nel distretto della corte d'appello dell'Umbria. La depenalizzazione, per il procuratore, avrebbe dovuto essere ''piu' massiccia di quella tentata con pochi provvedimenti che addirittura in alcuni casi per un verso hanno depenalizzato alcune contravvenzioni e per un altro hanno istituito nuove fattispecie di reato''. Costagliola ha citato ad esempio ''la non comprensibile modifica della disciplina delle sostanze stupefacenti, che modificando la misura della sanzione penale, ha aggravato le condotte illecite relative alle droghe leggere ed ha attenuato la pena per quelle pesanti''.
''Dopo meno di un anno da queste riforme - ha ripreso - e' stato invece concesso l'indulto in misura maggiore di tutti i precedenti con pochissime restrizioni applicative ed al solo scopo di svuotare le carceri che erano sovraffollate di extracomunitari e di recidivi reiterati''.
Per il procuratore ''a fronte di una legislazione che ha realizzato un crescente inasprimento delle pene per i reati commessi dai c.d. clandestini, il legislatore, con la legge 199 del novembre dello scorso anno, ha disposto almeno per un triennio l'ampiamento delle condizioni per l'applicazione dell'istituto della detenzione domiciliare, sostitutiva della carcerazione per tutti i detenuti che devono espiare gli ultimi 12 mesi di pena detentiva''. Una soluzione ostacolata, per Costagliola ''dalle condizioni ed i requisiti per accedere al beneficio'' tradottasi nel distretto di Perugia ''in cui la popolazione carceraria conta 1667 detenuti, superiore di 533 unita' alla ricettivita' definita regolamentare, nel primo mese di applicazione della legge solo 25 detenuti hanno potuto beneficiare della misura alternativa''. pg/mcc/ss


ANNO GIUDIZIARIO MARCHE: ANGELI,
PIU' LAVORO MA ORGANICI INSUFFICIENTI



(ASCA) - Ancona, 29 gen - I problemi della Giustizia nelle Marche sono rimasti gli stessi e da qui le critiche da parte del presidente della Corte di appello delle Marche Paolo Angeli in apertura della cerimonia per l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2011 svoltosi ad Ancona, presenti le massime autorita' regionali ed il rappresentante del ministero di Giustizia. Problemi storici, che ''penalizzano il funzionamento della giustizia - ha detto Angeli -, come organici insufficienti sia di giudici che di personale amministrativo di fronte ad un incremento della mole di lavoro, informatizzazione lenta'' che portano il cittadini ad un progressivo allontanamento dalla giustizia. Numerosi sono i problemi sul settore penale, cosi' la diminuzione delle cause civili (da 98mila 953 a poco piu' di 97mila, non molte - e' stato sottolineato - ma significative) tanto che - ha aggiunto il presidente Angeli - necessitano urgenti interventi da parte dello Stato per evitare che il meccanismo giudiziario si paralizzi''. Ha ribadito che l'impegno di giudici e magistrati c'e' a tutti i livelli, cosi' del personale, ma i carichi di lavoro sono troppo elevati e il rallentamento e' un ''male'' fisiologico che porta alla ''fuga dalla giustizia da parte dei cittadini marchigiani'' che invece chiedono una giustizia moderna e veloce. Pg/mcc/alf


ANNO GIUDIZIARIO NAPOLI: MENO DELITTI
MA PIU' DROGA E VIOLENZE FAMIGLIA



(ASCA) - Napoli, 29 gen - Nonostante gli indubbi successi delle Forze dell'Ordine nella lotta contro la criminalita' e l'illegalita', ed un conseguente calo dei delitti, resta un profondo senso di insicurezza dovuto ad un aumento di reati di spaccio e traffico di droga, al fenomeno delle cosiddette baby gang, alle violenze in famiglia ed allo stalking.
Questa, in sintesi la situazione dell'andamento di delitti fra il 1 luglio 2009 ed il 30 giugno 2010, illustrato dal presidente della Corte di Appello di Napoli, Antonio Bonajuto, nel corso dell'inaugurazione dell'Anno giudiziario di Napoli, tenutasi a Castel capuano.
''Purtroppo, sottolinea Bonajuto, il senso di insicurezza del cittadino e' ancora forte, nonostante il calo statistico dei reati, anche per la drammatica situazione dei rifiuti e la consapevolezza della presenza di interessi camorristici in questo specifico settore''.
Il report di un anno di delitti parla di una diminuzione del 6,7% evidenziando che il calo riguarda, in particolare, i reati predatori e gli omicidi (68 contro i 106 dell'anno precedente) Mentre sono inslaita i reati di spaccio e traffico di droga, quelli commessi da bande di minorenni; ancora le violenze commesse in ambito familiare, lo skalking e la prostituzione. dqu/mcc/alf

NAPOLI: CASELLATI, FRA CRITICITA' LENTEZZA E ARRETRATI
 
(ASCA) - Napoli, 29 gen - Nonostante il ''leggero impulso'' impresso al sistema, ''restano fattori critici nello svolgimneto dei processi come i tempi lunghi e gli arretrati''. Cosi' il sottosegretario alla Giustizia, Maria Elisabetta Casellati, nel coprso della cerimonia di inaugurazione dell'Anno giudiziario a Castel Capuano.
Casellati ricorda, in particolare, la situazione che il governo Berlusconi si e' trovato ad affrontare nel 2008 e la definisce ''fallimentare'' citando ''arretrati pesantissimi: sei milioni di casi nel processo civile, tre milioni e mezzo in quello penale''. Una mole di arretrati ''che - aggiunge - abbiamo ridotto del 4%'' e su cui l'esecutivo intende intervenire ''con la riforma del processo e l'informatizzazione degli uffici'' in modo da realizzare ''una riorganizzazione dell'intero sistema''.
Rispetto poi alle problematiche legate a carenza di personale, Casellati sottolinea che si tratta id una problematica che interessa ''tutti i distretti'' e su cui si vuole intervenire ''anche attraverso concorsi''. dqu/mcc/alf


Anno Giudiziario Bari: Presidente Corte Appello,
alto numero prescrizioni



Bari, 29 gen. - (Adnkronos) - Nel settore penale ''resta molto elevato il carico giudiziario complessivo che peraltro il ricorso ai procedimenti speciali contribuisce a ridurre in notevole misura. Si riscontra ancora su base distrettuale un alto numero di prescrizioni che peraltro nell'ultimo anno registra un decremento''. Lo ha evidenziato Vito Marino Caferra, presidente della Corte di Appello di Bari, che comprende i Tribunali del capoluogo, Foggia, Trani e Lucera, nella sua relazione sull'amministrazione della giustizia in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2011.
''La maggiore percentuale di prescrizioni, come e' facilmente prevedibile per i tempi non brevi del processo - ha aggiunto - e' stata registrata in Corte di Appello con il 23% sul totale dei procedimenti definiti. In materia di intercettazioni telefoniche e ambientali, uno strumento processuale particolarmente invasivo, anche per la distorta divulgazione mediatica, ma necessario per contrastare la criminalita' - ha sottolineato Caferra - l'attenzione posta a livello nazionale riguarda anche il contenimento dei costi della giustizia perche', come e' noto, la relativa voce ha un peso rilevante sui costi complessivi dell'apparato giudiziario''.
Il presidente della Corte di Appello ha poi evidenziato che ''a seguito di interventi di razionalizzazione della spesa disposti direttamente dal Ministero della Giustizia, c'e' stata nel periodo in esame, una forte contrazione, pari al 32%, del costo delle intercettazioni sceso da 6 milioni e 505 mila euro a 4 milioni e 400 mila euro. E cio', nonostante un aumento del 27% del numero delle intercettazioni telefoniche disposte dalle Procure della repubblica passate da 2.537 a 3.224''.


Anno giudiziario Bergamo:
Campanato: organici carenti, servono giudici
Papalia: allarme infiltrazioni mafiose



Organici carenti, superlavoro per le Procure, allarme per alcuni tipi di reato. Su questi temi si è imperniata la relazione del Presidente della Corte d'Appello di Brescia, Graziana Campanato, all'inaugurazione dell'anno giudiziario. Il magistrato ha anzitutto posto l'attenzione sulla carenza di organici nelle sedi giudiziarie del distretto di Brescia (del quale fa parte Bergamo). «Siamo al penultimo posto in Italia, preceduti solo da Venezia» ha detto Campanato, riferendosi appunto agli organici e in particolare al rapporto numerico giudici-abitanti.
Occorre dunque una riforma strutturale - secondo il Presidente - per uscire da una situazione difficile. La stessa Campanato ha sottolineato l'impegno profuso dai magistrati in modo encomiabile per poter far fronte alle emergenze.
Sul fronte dei reati, il procuratore Guido Papalia ha affermato che è allarme per quanto riguarda le infiltrazioni mafiose e a questo proposito ha citato le estorsioni - cresciute in gran numero - che possono rappresentare una spia, un campanello d'allarme che nascondono reati a sfondo mafioso.
Particolare attenzione infine è stata posta alla crescita dei reati che si compiono fra le mura di casa, in particolare le violenze domestiche e all'aggravarsi della situazione ambientale, settore spesso al centro di indagini della magistratura. (fonte Eco di Bergamo)