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Roma: Giustizia per gli Animali negli sgomberi dei Campi Rom
Di Loredana Morandi (del 26/05/2011 @ 10:47:38, in Ambiente, linkato 2998 volte)
Roma: Giustizia per gli Animali
negli sgomberi dei Campi Rom


Roma è la città dei Gatti, sono sulle più belle cartoline di genere archeologico e ce ne sono ovunque, in ogni quartiere. Tanto, che proprio per i piccoli amici pelosi è nato un fitto associazionismo, che va dalle antiche colonie della Piramide Cestia e all'area Sacra di Torre Argentina, fino al piccolo giardinetto di quartiere dove mani amorose accudiscono le tante piccole creature che accorrono al desco.

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Ho conosciuto bene il mondo dell'associazionismo, ma solo qui ho trovato vero volontariato. Vi siete mai chiesti come si possano salvare 4 gattini trovati in una busta di plastica dentro ad un cassonetto? E' semplice: i micro micetti devono essere trattati proprio come i neonati, devono essere allattati con il biberon ed un latte adatto, e le poppate devono essere date ogni 3 ore. Grazie a queste persone meravigliose, prevalentemente donne, ho appreso che essere "animalisti" significa centuplicare la propria capacità materna di amare. Gli uomini sono dotati della stessa identica abnegazione. Un paradiso di buone intenzioni, certo, ma le difficoltà sono molteplici, in primo luogo economiche, solo poi umane ed in periodi come la primavera con le nuove nascite occorrerebbero tante mani in più.

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I problemi non finiscono qui. Il nuovo Codice della Strada ha introdotto ad esempio alcuni principi fondamentali per la salvaguardia di tutte le creature animali e l'obbligatorietà del soccorso, nel malcapitato caso in cui un cane, un gatto o un altro animale sia coinvolto in un incidente d'auto. Recentemente i diritti animali sono stati trattati dalla Suprema Corte di Cassazione, che ha deliberato in merito alle libertà personali dei singoli condomini di uno stabile, cui non può essere proibito di tenere presso di se un amico peloso neppure dal voto assembleare, perché è sufficente il voto del gattofilo ad apporre il veto alla delibera di allontanamento degli animali.

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Stante il grande impegno istituzionale i problemi veri si manifestano sul territorio, come a Roma negli sgomberi dei campi Rom. Le foto che pubblico in questo articolo trovate da me su Facebook valgono più di mille parole. E' giusto però spiegare che il campo nomade, in tutta la sua povertà e abbandono, riproduce fedelmente l'ecosistema di un piccolo villaggio. Così, da che mondo è mondo, dove ci saranno bambini, anziani e donne lì ci sarà un cane o un gatto. Lo "sfratto" delle persone amate, cui è vietato portare con se gli animali, è uno colpo durissimo per tutte le creature pelose. Poi arriva il vero terrore con le ruspe, che spianano il terreno incuranti dell'esistenza stessa di una mamma gatta con tutti i suoi piccini da traslocare. Forse anche perché nessuno guarda dentro le baracche.

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Lo scenario che si para di fronte agli occhi dei volontari animalisti dopo lo sgombero di un campo Rom è quello di un villaggio appena bombardato. Essi sanno che dietro ad ogni asse divelta può nascondersi il corpo di una creatura innocente morta o moribonda, a causa dell'incuria dell'uomo. E che sono dozzine le creature terrorizzate, abbandonate a se stesse senza cibo o acqua dagli addetti dell'amministrazione Comunale.

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Tutto questo, al confronto con l'impegno istituzionale visto poc'anzi, sembra il medioevo. Invece accade a Roma, dove il Comune ha a disposizione strutture e personale per assolvere tutti i propri doveri istituzionali. Pure, ciò che è un dovere istituzionale fin "sociale" nella "Città dei Gatti", non avviene affatto a beneficio di queste creature del tutto abbandonate a se stesse.

E' necessario responsabilizzare il Comune di Roma, per questo alcuni animalisti hanno predisposto una lettera da inviare alle autorità, io ve la propongo. Voi speditela.

***


Al Sindaco di Roma
Gianni Alemanno

All'Assessore all'Ambiente Comune di Roma
Marco Visconi

Al Direttore Ufficio Tutela e Benessere Animali Comune di Roma
Marcello Visca



Egregi Signori,


vi scrivo in merito alla grave situazione in cui versano gli animali a seguito dei recenti sgomberi dei campi nomadi nella capitale.
E' incivile lasciarli al loro destino, senza cibo né acqua, ma soprattutto non trovare per loro una collocazione adeguata.
Solo i volontari si stanno adoperando per salvarli e non possono essere lasciati da soli ad affrontare una tale emergenza!
Il Comune non interviene e ciò non è degno di un paese civile quale questo paese si fregia, vantandosi tra i più industrializzati dell'Occidente.
Roma si è sempre distinta come una città civile e solidale, i suoi gatti sono rinomati in tutto il mondo e grazie a loro Roma è riconosciuta la Capitale Europea dei Gatti. I nostri mici campeggiano sulle cartoline destinate ai turisti e sulle fotografie diffuse in tutto il mondo.
Cosa succederebbe se girassero cartoline con le foto (allegate) dei mici morti sotto le ruspe oppure abbandonati tra i rifiuti?
Quindi non possiamo credere che proprio l'Amministrazione della città venga meno al suo dovere di tutela.
Distinti saluti.

nome, cognome e città


A chi inviare

Qui un elenco di email a cui inviare la petizione:



giovanni.alemanno@comune.roma.it
sindaco@comune.roma.it
segreteria.particolare@comune.roma.it
assessorato.ambiente@comune.roma.it,
viscontipresidente@libero.it
marcello.visca@comune.roma.it,
tutela.animale@sanita.it,
urp.rm@poliziadistato.it,
ld.ambiente@comune.roma.it