\\ Home Page : Articolo : Stampa
Chi l'ha visto, i coniugi Camparini e l'omicidio di Teresa Buonocore
Di Loredana Morandi (del 29/05/2011 @ 15:31:53, in Indagini, linkato 2958 volte)
Chi l'ha visto, i coniugi Camparini
e l'omicidio di Teresa Buonocore



di Loredana Morandi



Il video dalla trasmissione "Chi l'ha visto?" del 25 maggio u.s.


Siamo alle solite: Tiberio Timperi può mentire con i giornalisti della redazione di "
Chi lo ha visto?", ma non inganna in nessun modo gli operatori dell'antipedofilia. La puntata del 25 maggio scorso, anche dopo la diretta dell'omicidio di Avetrana dalla abitazione degli assassini di Sarah, è una ennesima vera e propria marchetta televisiva.

Dispiace addirittura vedere "maltrattata" l'avvocato Tagliati, tutrice legale della piccola sottratta ai genitori nel suo solo interesse, quando come leggerete c'è da temere per l'incolumità dei legali e dei testimoni del caso. Peccato che il tutto avvenga in una trasmissione di un certo rilievo come "Chi lo ha visto?", ma una volta di più è giusto ribadire quanto sia sbagliato ascoltare il pubblicitario dagli occhioni blu.


La storia è presto detta: i coniugi Camparini si vedono sottrarre dal tribunale dei minori di Reggio Emilia la figlioletta, che qui come in trasmissione chiameremo "Stella". Forse c'è un errore giudiziario, forse no. Sono una coppia legata reciprocamente e soltanto lui ha dei precedenti di tossicodipentenza, ormai superati,  e precedenti giudiziari archiviati con il non luogo a procedere. La coppia Camparini, preso atto di quanto disposto dal Tribunale per la loro figlia, si affida ad un avvocato modenese, Francesco Miraglia, alias "Ugo" l'autore del blog Giustizia Intelligente, famoso per aver trattato la difesa dei pedofili più conosciuti di tutta Italia.

I due coniugi si spingono inesorabilmente verso l'attuale condanna a 2 anni e mezzo di reclusione, per il duplice sequestro di persona ai danni della figlia, ospite presso un istituto di suore su ordine del Tribunale dei Minori di Reggio.

Che siano stati consigliati a porre in essere atti tanto plateali? Soffrono, ok,. Ma che cosa se ne fanno due persone, sedicenti "per bene", di un avvocato dei pedofili indagato in un procedimento per omicidio?

Cosa aspettano a scaricare tutto il circuito Falsi Abusi e a dimostrare la loro innocenza vera?

L'avvocato Miraglia è famoso. Agli operatori dell'antipedofilia egli ricorda tutti gli orrori del processo contro Pino Lamonica, conclusosi con la condanna del Lamonica in primo grado di giudizio a 9 anni e 9 mesi di reclusione per le sevizie a tre bambine.

Nel corso del processo Lamonica cade il partner tecnico del Miraglia, il sociologo Stefano Zanetti,  denunciato dal pm per la tentata subornazione dei testimoni delle vittime. Lo stesso Miraglia lascia rocambolescamente il caso e si profonde in scuse nei confronti della pm d.ssa Pantano. Anche qui egli non finisce indagato solo per il rotto della cuffia.

Il caso dello Zanetti, invece, diviene famosissimo con l'oscuramento del suo blog degli orrori,  "il giustiziere - la fabbrica dei mostri" su piattaforma Blogspot, che egli usa per diffamare gli operatori del volontariato contro la pedofilia e tutti i magistrati, psicologi o tutori dell'ordine, che hanno trattato casi di pedofilia negli ultimi anni. Il blog del Zanetti viene oscurato a fine giugno 2010 dal gip del Tribunale di Bergamo e tutto il web, senza capire, ne parla. Io stessa sono costretta ad intervenire sul blog di Guido Scorza, dove mi rispondono i prezzolati di un sito del porno commerciale e il clonatore del presidente della Associazione Prometeo Onlus. Anche L'Unità cancellerà alcuni degli scritti sul caso del nuovo blogger appena assoldato, mentre una piccola testata giornalistica associativa locale sporgerà denuncia per minacce contro Stefano Zanetti.


Questa la situazione social del Miraglia, questo lo storico reale del tentativo di una associazione legata a Scientology (CCDU onlus di Paolo Roat) di innalzarne le lodi su di un piedistallo con una premiazione ad hoc,  quando a dicembre 2010 giunge inesorabile per l'avvocato modenese il sequestro a seguito di perquisizione, operato dalle forze dell'ordine su incarico della Procura della Repubblica di Napoli nel corso delle indagini sul mandato nell'omicidio della madre coraggio Teresa Buonocore.

L'avvocato Miraglia è infatti il legale del pedofilo Enrico Perillo, condannato dalla Cassazione a 15 anni per la violenza ai danni di due bambine, di cui una è la figlia della Buonocore, e lo difende ancor oggi nel procedimento per il mandato nell'omicidio della "madre coraggio" uccisa e crivellata di colpi di pistola dai due sicari assoldati dal napoletano Perillo.

Gli addebiti nei confronti del Miraglia, incensato ancora dall'ennesima pagina di Falsi abusi (la 401esima per la precisione) su Facebook e che ne diffonde l'email e il numero di cellulare, sono gravi. Egli, secondo la Procura di Napoli, "avrebbe fatto di tutto per spingere almeno una delle vittime (non la figlia di Teresa Buonocore) a ritrattare le accuse rese nella fase preliminare delle indagini e avrebbe introdotto nel processo dichiarazioni fasulle, servendosi di un falso testimone."

L'autore della nuova pagina facebook, che raccoglie tutti i sedicenti presidenti delle associazioni del circuito "Falsi Abusi", è certamente membro dello staff che ha creato le 400 e una pagine, che infestano il web noto. Il principale autore è l'amministratore di una piccola società  internet di Firenze. Il titolare è attualmente sotto processo per le violenze familiari ai danni della ex moglie giapponese e nei confronti del figlio, obbligato a veder celebrare in casa la violenza ai danni della madre.