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Molestie permanenti le emissioni di Radio Vaticana
Di Loredana Morandi (del 10/06/2011 @ 09:26:29, in Ambiente, linkato 2494 volte)
E' uno dei casi più controversi della storia della Repubblica in cui di comune accordo Militari, lobby del nucleare e falso Associazionismo ambientalista hanno addossato a Radio Vaticana le annose responsabilità della Centrale Nucleare sperimentale (e non) Ex Enea alla Casaccia situata all' ombra delle antenne e ricompresa nel perimetro dei 5 chilometri quadrati. Fra qualche anno la scienza farà giustizia delle bugie dette sull'elettromagnetismo, le cd "onde" elettromagnetiche che certamente e per definizione influiscono sulle parti elettriche del corpo umano, cioè sul cervello e sull'incidenza epidemiologica di malattie come l'Alzheimer e le altre sindromi invalidanti ad esso collegate. Le Leucemie derivanti da degenerazioni cellulari del midollo osseo, millantate dalle Associazioni, non possono che provenire dalla radioattività dell'Atomo, nonché dall'incidenza epidemiologica dell'inquinamento della centrale ex Enea e su scala europea dalla nube di Chernobyl, nonché dalle polveri dei bombardamenti all'uranio impoverito in Kossovo, Iraq e Afghanistan. Un inquinamento nucleare documentato e reale che nessuno ha voluto verificare. Da ciò si deduce che le associazioni avranno denaro per aver lavorato a favore della lobby italiana del nucleare.
Io sono una persona leale e dico sempre la verità, tutta la verità, niente altro che la verità.  L'inquinamento elettromagnetico è tale da provocare disturbi e malfunzionamenti ad ogni tipo di apparecchiatura elettronica o elettrica. Sono anni che il citofono di casa mia trasmette la programmazione di Rai Tre, diffusa dalla grande antenna dell'Hotel Hilton, ed è tanto forte da coprire il segnale di Rete 4. Il "fortino" ove risiede il ced di Cassazione, che così spesso soffre di malfunzionamenti da surriscaldamento, si trova a non più di 300 metri dalla mia abitazione ed è equidistante dalla grande antenna di Monte Mario. Pensiamoci... L.M.


Molestie permanenti
le emissioni di Radio Vaticana


Corte di Cassazione - Sezione IV - Sentenza 24 febbraio-9 giugno 2011 n. 23262

09 giugno 2011

Le emissioni di Radio Vaticana superavano ampiamente i limiti di cautela, traducendosi in molestie “permanenti e invasive”. E i responsabili dell’emittente non potevano non saperlo. La Corte di Cassazione ha depositato oggi le motivazioni della sentenza 23262 con cui ha confermato il reato, ormai prescritto, di “getto pericoloso di cose” a carico di due alti prelati responsabili dell’emittente, uno dei quali è deceduto nel 2009. Gli ermellini hanno dato il via libera al risarcimento delle associazioni ambientaliste e degli abitanti di Cesano e di alcune zone limitrofe che si erano costituiti parte civile. La quarta sezione ha sottolineato come i direttori di Radio Vaticana non potevano ignorare che l’eccezionale e ampliamente documentata potenza degli impianti era diventata una permanente fonte di disagio e di paura per gli abitanti di Roma Nord. Timori che gli stessi cittadini avevano espresso al Vaticano con tutti i mezzi possibili: dalle manifestazioni di piazza a una lettera indirizzata allo stesso Pontefice ed evasa dall’Ufficio Vaticano.

Contro i porporati ha giocato anche l’istituzione, nel 2000, di una commissione bilaterale tra la Repubblica Italiana e lo Stato città del Vaticano che ha verificato una “oggettiva idoneità al disturbo e alla produzione del percolo” dimostrata anche da un ordine di allontanamento, del 1987, per i mezzadri dai terreni della Santa Sede dato dal Collegio Pontificio Germanico e Ungarico. Una misura – spiega la Suprema Corte – motivata dal percolo derivante alle persone dall’aumento di intensità delle emissioni della Radio. A dimostrare la consapevolezza di cardinali e monsignori c’erano inoltre le numerose testimonianze di cittadini che lamentavano disturbi elettrici sugli apparecchi domestici e il crescente timore per i casi di leucemia che si erano verificati nella zona. Morti che sono oggetto di un uno specifico procedimento per accertare l’esistenza di un nesso causale tra l’insorgere della malattia e l’inquinamento elettromagnetico prodotto da Radio Vaticana.

La Cassazione chiude ora un’annosa vicenda iniziata nel 2002, quando il Tribunale di Roma, Patti Lateranensi alla mano, dichiarò la sua incompetenza. Un difetto di giurisdizione annullato dai giudici di piazza Cavour.

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