\\ Home Page : Articolo : Stampa
Morě schiacciato da un traliccio Dopo sei anni nessuna giustizia
Di Loredana Morandi (del 07/07/2011 @ 10:27:45, in Magistratura, linkato 1779 volte)

Il giudice onorario non è competente  per l'infortunio mortale e rimette il procedimento al giudice togato.  L.M.

Morì schiacciato da un traliccio

Dopo sei anni nessuna giustizia



Infortunio sul lavoro, il processo riparte da zero: il fatto avvenne nel 2005 a Mogliano, dove Bianconi stava sistemando i pali dell’Enel

Macerata, 5 luglio 2011 - Colpo di scena al processo sull’infortunio mortale avvenuto nelle campagne di Mogliano, nel novembre del 2005. Ieri mattina in tribunale a Macerata era attesa la sentenza, ma il giudice Paolo Properzi ha invece reso nota un’ordinanza, con la quale ha dichiarato di non potersi pronunciare sulla vicenda. Il processo dunque è stato affidato a un nuovo magistrato, il giudice Giovanni Manzoni, che ha fissato la prossima udienza per il 19 luglio. Sono passati già sei anni dal fatto, e ci sono state 14 udienze per ascoltare i numerosi testimoni e tutti i periti delle parti per ricostruire l’accaduto, ma ora si dovrà ricominciare da capo.

Il processo riguarda la morte di Sandro Bianconi, 37 anni, di Gualdo Tadino, avvenuta mentre l’operaio stava sistemando i nuovi pali per l’Enel. Un traliccio cedette trascinandolo a terra e uccidendolo sul colpo. Un altro operaio, Francesco Angeloni di Gubbio, rimase gravemente ferito. Per quell’infortunio sono imputati di omicidio colposo un dirigente dell’Enel, Giampaolo Veglio, e poi i responsabili delle ditte umbre che stavano eseguendo i lavori: Anacleto Fioroni e Giacomino Clementi di Gubbio, Maurizio Betti di Perugia e Luciano Annibali di Gualdo Tadino. Per tutti il pm (l’avvocato Sabina Antognozzi) aveva già ha chiesto le condanne: due anni e otto mesi di reclusione per Fioroni e due anni e sei mesi per Veglio, Betti e Annibali.

Al termine dell’ultima udienza, però, lunedì scorso, i difensori degli imputati avevano sollevato un’eccezione: la materia non sarebbe tra quelle che possono essere trattate dai giudici onorari, ma solo dai magistrati “togati”; visto dunque che il giudice Properzi è un magistrato onorario, non avrebbe potuto pronunciarsi. Questo principio è stato ribadito dalla Cassazione nel 2010, anche se nel 2011 un’altra sentenza della stessa Corte ha riconosciuto la possibilità di deroghe in caso di carenza di organico o motivi di urgenza. Il tribunale in questo caso ha ritenuto che non ci fosse modo di superare la limitazione, dunque il fascicolo è stato affidato a un magistrato togato. Una decisione che ha lasciato grande amarezza soprattutto nelle parti civili (la moglie e i tre figli di Bianconi), anche perché loro stesse all’inizio del processo avevano sollevato questa eccezione, che però era stata respinta.

Paola Paganelli

http://www.ilrestodelcarlino.it/macerata/cronaca/2011/07/05/538221-mori_schiacciato_traliccio.shtml