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19 anni dalla Strage di via D'Amelio - Emanuela Loi
Di Loredana Morandi (del 19/07/2011 @ 09:46:45, in Redazionale, linkato 2299 volte)

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19 anni dalla Strage di via D'Amelio

Emanuela Loi


Sono trascorsi 19 lunghi anni dal 19 luglio del 1992, una estate rovente e non solo per la calura estiva. Emanuela Loi, nella foto in un momento spensierato, 24 anni, nata a Sestu, in Polizia dal 1988 era stata assegnata alla scorta del grande magistrato e Procuratore Aggiunto Paolo Borsellino. La storia di questa giovane donna, narrata dai suoi familiari, racconta che Ella fosse in procinto di sposare il suo fidanzato.

Molti articoli scritti successivamente a quella data elencano le attività del magistrato in quella giornata, ma qual'è il compito della scorta? Accompagnare, seguire e proteggere il magistrato, naturalmente. Un mestiere delicato e pericoloso, dove non c'è spazio per se stessi e per le proprie necessità, neppure quando il "protetto" si siede al tavolo di un ristorante per pranzare oppure al bar per un aperitivo, forse solo il tempo di una bibita per non soffrire la sete e mitigare gli effetti della calura.

Delle conversazioni tra i sei agenti della scorta in quelle ore trascorse insieme abbiamo una traccia probabilmente grazie al solo sopravvissuto e ad alcune ricostruzioni cinematografiche. Quali fossero i pensieri di Emanuela non possiamo saperlo, salvo intuire che fosse impegnata con i preparativi del proprio matrimonio e in affanno per la lista degli invitati e la scelta dei fiori, dei confetti e tutto il resto che rende "quel giorno" indimenticabile.

Di Emanuela sappiamo che è la prima donna poliziotto ad essere uccisa in servizio e nei modi brutali di una strage mafiosa. E' peculiare a questi tempi moderni, che questa giovanissima  poliziotta ci rappresenti anche come Donna, perché lei come tante altre è caduta vittima della furia dell'uomo, dei suoi interessi, della sua violenza cieca.

Così recita l'onorificenza della medaglia d'oro al valor civile:

«Preposta al servizio di scorta del giudice Paolo Borsellino, pur consapevole dei gravi rischi cui si esponeva a causa della recrudescenza degli attentati contro rappresentanti dell'ordine giudiziario e delle Forze di Polizia, assolveva il proprio compito con grande coraggio e assoluta dedizione al dovere. Barbaramente trucidata in un proditorio agguato di stampo mafioso, sacrificava la vita a difesa dello Stato e delle Istituzioni.»   In Palermo il 5 agosto 1992.

Da Wikipedia:  Ad Emanuela Loi sono intitolate numerose strade, piazze ed alcuni edifici pubblici, tra cui: una via e un istituto tecnico commerciale a Nettuno, una scuola elementare a Bagheria e una a Roma, una via e un asilo a Sestu, una via a Nuraminis, una via a Monastir, una via a San Giuseppe Jato, una via a Stintino, uno slargo con lapide a Leonforte, una via ad Iglesias facente parte di un intero quartiere dedicato alla legalità e agli eroi del nostro tempo e il Ponte della sopraelevata che collega la Cittadella Universitaria di Monserrato alla S.S 554. Il distretto sardo della FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arte Professione Affari) le dedica da anni un premio, la città di Agrigento un torneo di calcio a 7.

Il 1992 è l'anno della mia domanda per il concorso in Polizia (ne pubblicherò copia nel 150esimo dell'arma) e l'episodio drammatico che si ricorda oggi  e ancor di più la storia dei giorni successivi, che mi riguarda personalmente, sono esattamente quel che mi fece scegliere di parteciparvi. Oggi non sono poliziotta, ma ciò non rappresenta un mio insuccesso perché i valori morali e la capacità di abnegazione appresi dai racconti degli agenti delle scorte dei questori, lì nel giardino dei limoni, sono immutati nel mio cuore.

Dedico questo articolo alle mie amiche poliziotte di FB, che ringrazio per essermi state fonte di ispirazione.

Loredana Morandi