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Imperia Procuratore Cavallone: Ora serve una Super Procura
Di Loredana Morandi (del 31/07/2011 @ 20:28:12, in Magistratura, linkato 2196 volte)

La proposta di Cavallone
«Ora serve una super Procura»


30 luglio 2011 | Paolo Isaia


Sanremo - Quattro assistenti per sette magistrati, e solo dodici “amministrativi” su un organico previsto di venti. Con all’orizzonte nessuna possibilità di assumere nuove unità, o di aumentarle grazie alla mobilità, perché il ministero di Grazia e giustizia non prevede alcun movimento di personale.

È in questo quadro di estrema sofferenza di numeri che opera la procura di Sanremo, tanto che il capo dell’ufficio, il procuratore Roberto Cavallone, individua nell’unione con la procura di Imperia l’unica soluzione per far marciare come si deve la “macchina” inquirente. Anche se, visti i risultati degli ultimi due anni, non si può certo dire che non funzioni, anzi.

«Effettivamente i risultati ci sono, ma si va avanti soprattutto grazie ai “miracoli” di personale e sostituti procuratori - spiega Cavallone - che affrontano ogni giorno grandi difficoltà, molto spesso anche con sacrifici personali». L’ipotesi di unire le procure di Sanremo e Imperia, già emersa in passato, potrebbe risolvere molti guai della giustizia in provincia.

«L’Associazione Nazionale Magistrati sollecita da tempo una revisione della geografia giudiziaria, ritenendo utile eliminare le sedi piccole e concentrare l’attività nelle grandi città, meglio se capoluoghi di provincia, anche se non deve essere sempre così. Il problema dell’attuale mappa della giustizia risiede principalmente nella dispersione: molti uffici sono soffocati dal lavoro, altri il contrario».

La procura di Sanremo, ad oggi, conta, oltre al procuratore Cavallone, sei sostituti: Antonella Politi, Marco Zocco, Maria Paola Marrali, Barbara Bresci (che rientrerà a settembre dalla maternità), Monica Supertino e Francesca Scarlatti.

«Per tutti ci sono solo quattro assistenti - sottolinea il procuratore -mentre per quanto riguarda le unità amministrative, c’è un 40 per cento in meno rispetto all’organico, dodici su venti. Numeri che creano grande sofferenza, anche solo per organizzare il lavoro quotidiano, figuriamoci in caso di ferie, malattia o altre assenze. Così, anche se ci fossero due assistenti per ogni sostituto, il che sarebbe l’ideale, si creerebbe un “tappo” nelle segreterie, perché mancano i cancellieri».

Una situazione ben diversa da quella di Imperia, dove le unità amministrative in servizio sono venti, ossia il totale dell’organico. «Con la revisione delle circoscrizioni giudiziarie auspicata dall’Anm, unendo le due procure si avrebbero a disposizione trentadue unità su quaranta, potendo così garantire lo stesso i servizi anche in caso di scopertura. L’alternativa sarebbe ricorrere alla mobilità attingendo da altre amministrazioni statali, ma il Ministero non lo consente, nonostante, alla fine, non ci sarebbe alcuna variazione della spesa, si tratterebbe solo di spostare il personale».

Ma la sede del tribunale unico quale dovrebbe essere, allora, Sanremo o Imperia? «Dal punto di vista della giustizia, non importa. Certo è che essere sede di un tribunale è motivo di prestigio per un Comune. È normale, quindi, che ci sarebbero resistenze da parte del mondo politico sanremese, se venisse scelta Imperia, e viceversa: nessuna delle due vorrebbe rinunciare ad avere il palazzo di giustizia».

http://www.ilsecoloxix.it/p/imperia/2011/07/30/AOel6Kp-super_serve_procura.shtml