\\ Home Page : Articolo : Stampa
Pedofilia, a Rignano giudice vuol mollare: scoppia la polemica
Di Loredana Morandi (del 05/08/2011 @ 23:33:33, in Osservatorio Famiglia, linkato 1680 volte)
Un po' di chiarezza perché alla luce della polemica alcuni fatti non sono chiari. Ha ragione il giudice Minutillo Turtur a presentare ricorso al Tar, in quanto  il ricollocamento in ruolo presso il Tribunale di Tivoli costituisce di fatto una retrocessione professionale. E il Tar potrebbe esprimersi a favore dell'istanza della magistrato in quanto ella è in primo luogo un lavoratore.
Pur non essendo in discussione gli standard qualitativi del Tribunale di Tivoli, a mio avviso e a tutela delle famiglie è giunto il momento di proporre una richiesta di avocazione alla Procura Generale. Quel processo, purtroppo, si celebra per il coraggio di alcune famiglie che si battono contro la potente lobby dei pedofili e dei pervertiti in Rai. Rammento, per chi lo avesse perso, il soccorso di Marrazzo dalla presidenza della Regione Lazio e di alcuni partiti pronti al capezzale del regista incarcerato. L.M.

Pedofilia, a Rignano giudice vuol mollare:
scoppia la polemica



ROMA - Sta diventando un tira e molla: il giudice reintegrato dopo la decisione del Csm, ad un mese di distanza, presenta ricorso al Tar. Il processo di Rignano Flaminio sui presunti abusi sui bambini della scuola materna Olga Rovere, potrebbe subire ancora dei ritardi a causa del ricorso al tribunale amministrativo del giudice Marzia Minutillo Turtur, contro la decisione del Csm di revocare la nomina a componente della commissione esaminatrice del concorso in magistratura. Un mese fa, infatti, il Csm aveva revocato la nomina per consentire al giudice di portare a termine il processo. Se il Tar dovesse dare ragione al giudice Mintullo, il processo di Rignano, così come molti altri di quelli che si stanno celebrando presso il tribunale di Tivoli, potrebbe subire un ulteriore rallentamento. Già nell'udienza dello scorso 4 luglio, gli avvocati di due imputati avevano negato il consenso all'utilizzo delle 35 testimonianze raccolte fino ad ora.

"Il processo Rignano si può tranquillamente celebrare - spiega all'agenzia Dire, Fabio Frattini, presidente della Camera penale di Tivoli - basta che il Csm metta a disposizione un numero di giudici adeguato ad un tribunale importante, come è quello di Tivoli, in cui ci sono oltre 6.000 processi che aspettano. Se ci fossero i giudici 35 testimoni in una settimana si possono ascoltare".

E l'avvocato di parte civile, Antonio Cardamone, apre un altro fronte: "E' evidente che il ricorso al Tar è assolutamente legittimo- spiega il legale all'agenzia Dire- ma a questo punto la situazione apre scenari incerti sul processo: noi non abbiamo garanzie sulla serenità del giudice Minutillo costretta a fare questo processo. Riteniamo opportuno- prosegue- l'intervento del Csm che doti il tribunale di Tivoli di almeno due giudici per portare a termine tutti i processi".

Roberta Lerici, in qualità di presidente dell'associazione 'Bambini Coraggiosi', nata proprio in seguito ai fatti dell'asilo di Rignano Flaminio, si appella al senso di responsabilità di tutti coloro che hanno la possibilità di rendere giustizia ai bambini di Rignano. "E' incredibile- dice all'agenzia Dire- che dopo aver risolto la questione del collocamento fuori ruolo del giudice Minutillo, da parte del Csm appena un mese fa, ci si trovi in pieno agosto con lo stesso problema. Speriamo che il Tar valuti nella sua interezza il grave problema che si verrà a creare al tribunale di Tivoli, nel caso di un accoglimento del ricorso del giudice in questione". Se la difesa degli imputati volesse- continua- potrebbe chiedere l'audizione di centinaia di testimoni e questo favorirebbe senz'altro la prescrizione. La mia speranza- conclude Lerici- è che coloro che hanno il compito di prendere decisioni così importanti, ne valutino bene le conseguenze".

Agenzia Dire - 3 agosto 2011