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Emergenza tbc, inchiesta della Procura di Roma
Di Loredana Morandi (del 20/08/2011 @ 07:37:19, in Magistratura, linkato 2351 volte)
La Procura fa il suo dovere, ma trovo che la stampa in merito faccia un discreto pompaggio della notizia. Da nessuna parte appare la riflessione che l'infermiera contaggiata dalla tbc abbia potuto contrarla ovunque in Italia, in un ristorante nazionale o etnico sporco, in uno dei caffè acquistati dalla Mafia nel centro di Roma, durante un viaggio all'estero, sull'autobus andando al lavoro o finanche dal vicino di casa.
Detto questo e verificato personalmente che il Policlinico Agostino Gemelli è un modello di efficenza e che sia dotato di un reparto infettivi all'avanguardia rispetto agli standard italiani, a mio avviso resta lato inefficacia delle istituzioni da aprire un fascicolo sulle inadempienze della ASL Roma E, seconda in corruzioni solo alle Asl baresi e tacciabile seduta stante di favoreggiamento del reato di prostituzione, per le politiche note del malgoverno.
Bisogna dire, inoltre, che la Asl Roma E, amministratrice della sanità per i quartieri storici che eleggono Alemanno e la Polverini è abitata da personale al pubblico di poco sopra la soglia dell'alfabetizzazione e funzionari dello stesso target, sempre incapaci di dare una informazione intellegibile o semplicemente funzionale alla domanda. Tutto questo deve pur significare qualcosa se per ottenere una prestazione elettrocardiografica, prenotata 2 mesi prima con il sistema sanitario nazionale e regolarmente richiesta dal medico curante, si deve far intervenire l'Arma dei Carabinieri nel caso in cui per dimenticanza non si abbia con se il tesserino del codice fiscale o la tessera sanitaria (nel luogo che le rilascia e che ha tutte le registrazioni a portata di click).  In una situazione di tale degrado è addirittura ovvio che qualcuno abbia tentato il modo di arricchirsi con l'illecito.. L.M.
 

I numeri da chiamare per le famiglie con bimbi nati al Gemelli tra marzo e luglio 2011


Emergenza tbc, inchiesta della Procura
E la Regione potenzia linee telefoniche

Aperto fascicolo su caso dell'infermiera malata di tubercolosi al Gemelli di Roma. La protesta di alcuni genitori: scoperto il contagio, nessuno ci ha avvertito


ROMA - La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine in relazione alla vicenda dell'infermiera del Policlinico Gemelli affetta da tubercolosi. In base a quanto si apprende il procedimento, al momento composto da alcuni articoli di stampa, non c'è ancora una ipotesi di reato, ma il procuratore aggiunto Leonardo Frisani potrebbe nei prossimi giorni rubricarlo come lesioni personali colpose. Al momento a piazzale Clodio non sono giunte denunce, ma non si esclude che il magistrato nelle prossime ore potrebbe disporre alcuni atti urgenti per avere «un quadro più chiaro della situazione».

POLVERINI: «TUTTI NEGATIVI PRIMI TEST»- «Sono tutti negativi i test effettuati sui primi 23 bambini sottoposti giovedì ai controlli al Policlinico Gemelli» dice il presidente della Regione Lazio e commissario ad acta per la Sanità, Renata Polverini. «I risultati dei primi test sono stati comunicati dal Policlinico Gemelli alla Regione Lazio e all'Unità di coordinamento - aggiunge la Polverini - che sta continuando a contattare le famiglie dei bimbi nati al Gemelli tra marzo e luglio, per effettuare le visite di controllo. Ribadiamo che tutte le famiglie dei nati nel periodo già indicato saranno chiamate per i controlli. Stanno proseguendo, intanto, i test sui bambini già contattati».

LE PROTESTE - Lo sforzo della Regione arriva proprio mentre molti genitori dei piccoli nati nel periodo sotto esame protestano per non essere stati avvertiti dall'ospedale. «Nessuno ci ha chiamato», racconta a Corriere.it un neopapà di un bimbo nato il 6 maggio scorso. E come lui altri genitori. «Non sono stata affatto contattata, possibile che nessuno ci abbia ancora tranquillizzati? - si arrabbia una neomamma, di una piccola nata in maggio. «Anche io confermo che nessuno dal Gemelli ci ha telefonato, una vergogna», protesta la madre di un bimbo nato sempre al Gemelli in aprile. Intanto, migliorano le condizioni della piccola di 5 mesi risultata positiva al test della tubercolosi e in cura al Bambin Gesù. La Regione risponde e fa sapere che tutti i genitori verranno chiamati al più presto.

LINEE POTENZIATE - Intanto «L'assessorato alla Salute della Regione Lazio ha potenziato le linee telefoniche per agevolare le richieste di informazioni da parte delle famiglie dei bambini nati al Policlinico Gemelli, nell'ambito delle attività di controllo e sorveglianza in corso sui nati dal 1° marzo 2011 al 25 luglio 2011». Così una nota della Regione Lazio per affrontare l'allarme tubercolosi partito dopo la scoperta di un'infermiera del reparto neonatologia del Policlinico Gemelli malata di tubercolosi.

I NUMERI DA CHIAMARE - E sono partiti i controlli su oltre mille bambini nati al Gemelli tra il marzo e il luglio 2011. I test sono effettuati al Gemelli ma anche allo Spallanzani e al Bambin Gesù. «Sono attive - prosegue la nota - dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17 e il sabato dalle 9 alle 13 le seguenti linee telefoniche dove è possibile ricevere informazioni o prenotare visite: 06-68352830, 06-68352820, 366-6620408 e 366-6620407. I numeri sono reperibili anche sul portale della Regione Lazio, e sul portale della Asl Roma E».

Redazione online
19 agosto 2011 20:31

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