\\ Home Page : Articolo : Stampa
Giustizia, Camera, primo ok a legge per giovani toghe in Procura
Di Loredana Morandi (del 30/09/2011 @ 15:15:02, in Magistratura, linkato 2114 volte)
Giustizia, Camera, primo ok a legge
per giovani toghe in Procura

Opposizioni soddisfatte: Su efficienza sistema riforme possibili

TM News | 30/09/2011 - 10.02

ROMA - I magistrati di prima nomina potranno lavorare in Procura e anche assumere le funzioni di giudice monocratico per quanto riguarda i reati meno gravi: la legge, di iniziativa parlamentare (si basa su proposte di Udc, Pd e Idv), ha passato il primo scoglio oggi con il voto di tutti i gruppi nell'aula della Camera. Dopo lo scarso successo dei tentativi fatti attraverso norme su incentivi economici e trasferimenti d'ufficio, potrebbe trovare soluzione il problema dei vuoti d'organico delle cosiddette sedi disagiate: ci sono circa trecento magistrati che terminano il tirocinio e dovranno scegliere la destinazione a novembre. La palla passa ora al Senato, che visto il consenso bipartisan alla Camera, e l'urgenza della materia, potrebbe concedere al provvedimento una corsia preferenziale.

Si tratta di una materia sulla quale finora si era mosso il Governo attraverso alcune deroghe ai severi limiti che la legge vigente impone ai magistrati che terminano il tirocinio. Un tema sul quale sia l'Anm che il CSM avevano chiesto più volte l'intervento del legislatore. La nuova legge, comunque, mantiene il divieto per quanto riguarda l'assunzione delle delicate funzioni di giudice per le indagini preliminari o giudice per l'udienza preliminare.

La collaborazione fra maggioranza e opposizione è "un buon viatico - ha dichiarato in aula il relatore, Roberto Rao (Udc) - per provvedimenti di pari importanza e magari di impatto anche maggiore dal punto di vista mediatico per quanto riguarda l'opinione pubblica, come quello relativo alle intercettazioni, sul quale probabilmente ci confronteremo tra qualche giorno. E' la dimostrazione che questo Parlamento può risolvere ancora molti problemi della giustizia a partire dalla sua organizzazione, soprattutto se questi provvedimenti e questi problemi vengono affrontati senza pregiudizi e guardando magari soltanto all'efficienza del sistema giustizia". In una nota, anche Donatella Ferranti (Pd), promotrice di una delle proposte di legge confluite nel testo approvato, ha parlato di "un buon segnale" che "dimostra che anche sulla giustizia, se si accantonano le leggi ad personam, si possono ricercare intese costruttive".