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Beppe Grillo, Federico Mello e i Pirati
Di Loredana Morandi (del 13/10/2011 @ 20:06:15, in Varie, linkato 2317 volte)
Beppe Grillo, Federico Mello e i Pirati

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Intervengo per italianizzare la discussione tra Federico Mello e Beppe Grillo, perché quanto l'esterofilia impazza di solito si annida un qualche grosso pericolo per il paese. Così mi provo ad arginare una conversazione, che verte in danno alla serenità del candido lettore su di un conflitto di interessi antico come il mondo e sporco come la peggiore spazzatura del web.

Riporto uno stralcio della conversazione tra bloggers altolocati:

Beppe Grillo (che cita Mello)

"Un esempio di questa informazione, tra i tanti e neppure il peggiore, è un articolo di Federico Mello all'indomani dell'affermazione dei pirati tedeschi."... l’8,9 del totale, sono i voti raccolti ... dal Partito dei Pirati tedeschi alle elezioni regionali di Berlino. I Pirati informatici sono la formazione politica più interessante comparsa negli ultimi anni."

Federico Mello (blog de Il Fatto)

"Caro Beppe, ma i pirati sono un partito.  Beppe Grillo cita oggi sul suo blog, un mio post di qualche giorno fa nel quale raccontavo il successo del partito del Pirati tedeschi alle recenti elezioni a Berlino."

I tedeschi sono un popolo meraviglioso e ordinato. Non a caso il mio blog G.Q., che per sostenere la magistratura è nato nel cantone svizzero di lingua tedesca, ora risiede in Germania. Forse, e ribadisco forse, i Pirati tedeschi si sono discostati abbastanza dal Partito Pirata svedese per essere credibili nel loro ordinato paese. Altrimenti e se così non fosse dovremo registrare che i nostri beneamati vicini mangia patate hanno preso una clamorosa "sola" alla partenop.. ops.. alla pirate parties.

In Svezia ed in Italia, per l'appunto, è tutta un altra cosa, ed è così  ovunque in lungo e in largo per il pianeta, in quanto tutto il file sharing illegale si fonda sulla distribuzione commerciale della pornografia. E nella fattispecie i pirati svedesi, già autori della più grossa truffa politica internazionale mai vista prima, si sono macchiati anche per l'aver ospitato il più grande forum dei pedofili del Boy Love Day sui loro server.

Probabilmente Grillo, che scrive un blog e non conosce nulla del web se non l'utilizzo di pochi servizi tecnologici a pagamento, confonde i Pirati con gli AnonOp (gli hacker anonimi) che "soli" sono la voce "viva" del dissenso politico  e sociale in rete.

Grillo sbaglia e alla grande, perché entra a gamba tesa in una riflessione ad "alta voce" di Mello e finisce in autogol col paragone tra i pirati e il movimento 5 stelle.  Dite addio al "Parlamento Pulito" e speriamo che il Movimento a 5 stelle non rassomigli affatto ai ben noti personaggi perché i Pirati, non l'Anonima hacker, sono divenuti partito soltanto quando le magistrature di mezzo mondo, anche la nostra, hanno iniziato a tirare le proprie corde intorno collo dei tre fondatori di Pirate Bay.

Quel primigenio partito, vicino al partito dei pedofili, non avrebbe avuto nessun candidato in seno al Parlamento Europeo, se i tre commercial dell'antimercato avessero svelato alla stampa nazionale "l'operazione principe". di Pirate Bay. Ovvero la vendita ad una multinazionale, la Global Gaming Factory, dell'intero database di link ai file audio video in sharing sulle reti del p2p. Un pacchetto commercializzabile quantificato in 7,8 milioni di dollari.

Dollari, non bruscolini.

Quindi chi sono i "pirati"? Come nei racconti i pirati sono brutti, sporchi e cattivi, anche se ai giorni nostri indossano il maglioncino alla Steve Jobs. E sono altrettanto interessati al tesoro, ovvero il vil denaro sonante. Costi quel che costi. Mentire alla popolazione, per esempio (chi vi ricorda?).  Si certo, i pirati sono una parte del popolo della rete, ma dato che in rete il solo prodotto redditizio è la pornografia, potete ben immaginare che il candidato tipo di un qualsiasi Partito Pirata è l'imprenditore, che ha capitalizzato e reinveste in politica il frutto della sua rete di siti pornografici e hotline telefoniche, o l'avvocato (l'avvocato dell'imprenditore del porno con tanto di Rolex sul polsino), che lo ha salvato più volte in giudizio dal fare la fine di Mora o Tarantino.  Ovvero: il candidato tipo del Pirati è un puttaniere berluscones, ma di più infimo ed infido livello sociale.

Orbene, l'Italia non ne può più di bunga bunga e altra mignottocrazia. Non mi pare proprio il caso di passare da un puttanaio reale, al puttanaio "virtuale". Perché mai premiare con una pensione da parlamentare chi, senza sporcarsi troppo le mani anche in una truffa o in uno sfruttamento sessuale di minori (visto che distribuisce il prodotto girato), è già peggiore di tutto quanto visto fino ad oggi?

A Grillo e Mello chiedo: non siete stanchi di vedere i radicali che candidano Cicciolina e altre pornostar??? 

A chi la vogliamo far governare l'Italia?

Loredana Morandi