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Gli indignati e le violenze
Di Loredana Morandi (del 16/10/2011 @ 09:47:00, in Redazionale, linkato 2439 volte)
Gli indignati e le violenze

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Tutti i quotidiani di oggi sono vestiti, chi più chi meno, di cordoglio per le violente devastazioni di ieri a Roma. Il Giornale intitola "Altro che indignati, Sono Criminali". La Stampa più moderata apre con un "Follia estremista, guerriglia a Roma", Il Messaggero tra i moderati è più catastrofista ed apre con "Roma, un giorno di guerra". La Repubblica senza molto impegno ripesca un vecchio titolo ex G8 di Genova e intitola "I black bloc devastano Roma".

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Il Fatto quotidiano, dove scrivono solo giornalisti non giornalisti senza esperienza, fors'anche involontariamente fa eco al Giornale con il titolo a caratteri cubitali "Bande Organizzate distruggono il Corteo". L'Unità, dove invece i giornalisti sanno perfettamente cosa scrivere e che cosa succede, esce con il maxi titolo "Violentati" e le parole di Bersani  "Ascoltare i giovani", immortalato in una cattiva imitazione di Benedetto XVI come se ci si potesse dimenticare il caso Penati.

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Le violenze ci sono state, tante e gravi. Le più gravi, a mio avviso, sono state la devastazione di una parrocchia e l'incendio a via Labicana, a causa del quale sono state sfollate tre ( - 3 - ) famiglie perché il fuoco del portone ha raggiunto il secondo piano dello stabile.

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Il problema è che a Roma, a far data dal consolidarsi dei rapporti movimentisti con i manifestanti vesuviani della "munnezza", entrano materiali esplosivi di provenienza partenopea, acquistati e ceduti a pochi soldi presso la miriade di fabbrichette anche illegali di botti, petardi e affini.  Tutta roba che, coloro che di volta in volta sono denominati a casaccio tute bianche, disobbedienti, anarchici, black bloc, centri sociali di destra o di sinistra, riutilizzeranno per il prossimo attentato ad una caserma dei Carabinieri.

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Vero che i contenuti politici e sociali della manifestazione di ieri richiedessero una presenza di piazza forte, niente a che vedere con le manifestazioni pacifiste.  Vero, per tutti coloro che conoscono la piazza, che la prima carica di polizia innesti il seme dell'ira e generi la violenza in chiunque, e se c'è un sasso o una bottiglia li vedremo volare, considerando che questo accade anche nelle manifestazioni solo sindacali quando i blocchi di polizia, creando veri e propri inghiottitoi di persone, impediscono alla folla di fluire naturalmente.

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Vero che questi teppisti siano organizzati, ma da quel che vedo nelle fotografie si tratta  però di ragazzi molto giovani, probabilmente nella fascia intermedia tra l'ultimo anno di scuole superiori e il primo anno di università. Infatti, sarebbe interessante sapere chi sono coloro che tirano i fili di questi burattini dalla testa calda e dove stipano le riserve dinamitarde. Internazionali, no non credo, nonostante le numerose dichiarazioni a riguardo.

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Durante il rovente pomeriggio romano è arrivato via news di agenzia anche l'atto di dissociazione dalle violenze degli organizzatori, il Comitato 15 ottobre, giusto e seriamente motivato. Sono i sindacati di Base di solito a fornire un eccellente servizio d'ordine alle manifestazioni di piazza, così sono i loro delegati a sorbirsi ore e ore di discussioni con tutte le organizzazioni promotrici. Ma le ultime piazze studentesche e quest'ultima degli indignati non si potevano tenere, contro la determinazione di "certi" organizzatori.

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Inoltre è pur vero che nelle manifestazioni oltre ai caschi blu ci siano sempre gli uomini della Digos, che si aggirano tra i manifestanti in borghese, proprio per verificare l'accendersi improvviso di focolai di violenza. L'accusa che si può rivolgere alla Questura è una qualche disorganizzazione reale. Vero, come mai prima d'ora, che gli stessi agenti chiamati a reggere lo scontro con i facinorosi siano persone stanche, provate moralmente dalle delusioni del governo e ridotte al regime di povertà oggettiva, che ha colpito tutto il pubblico impiego e la popolazione italiana con l'aumento dell'IVA.  Più volte e ripetutamente i sindacati di polizia hanno manifestato il proprio disagio e la propria indignazione al ministro. Per il colmo dei colmi le forze di Polizia erano in piazza contro il ministro, esattamente un giorno prima degli scontri studenteschi del dicembre 2010.

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Il mio consiglio agli organizzatori è il seguente:  "Volete veramente veder cadere questo governo? Dovete portare in piazza anche i sindacati di polizia, perché non ci sono indignati più indignati dei dipendenti di Pubblica Sicurezza.

 Loredana Morandi