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Cima su dati Istat violenza alle donne - Deiana su Interpol
Di Loredana Morandi (del 17/12/2004 @ 22:15:19, in Politica, linkato 1670 volte)

DEIANA (PRC): GIUSTIZIA, INACCETTABILE CHE PERSICHETTI SUBISCA LE INADEMPIENZE DELL’INTERPOL. INTERPELLANZA PRC AL MINISTRO PISANU

“Non ritiene grave la ragione del ritardo nella trasmissione delle informazioni richieste all’Interpol francese, considerate le pesanti conseguenze che il diniego può avere sul percorso di reinserimento sociale di Persichetti? Quali iniziative intende prendere per ottenere l’adempimento dei doveri d’ufficio dell’Interpol? – sono le domande poste da Graziella Mascia, Elettra Deiana, Giuliano Pisapia, Giovanni Russo Spena e Franco Giordano, deputati di Rifondazione Comunista, in una interpellanza urgente al Ministro dell’Interno in merito alla mancata concessione del permesso al detenuto Paolo Persichetti - A Persichetti, condannato per reati di terrorismo alla pena di 22 anni e sei mesi di reclusione con fine pena fissato nel settembre 2018, è stato negato il permesso premio previsto dall’articolo 30-ter della legge 354/75. Persichetti – spiega Deiana - ha espiato la pena minima per accedere ai permessi premio, ma nell’agosto 2004 il magistrato di sorveglianza ha rigettato la sua richiesta perché non risultano pervenute le informazioni richieste all’Interpol francese il 3 dicembre 2003 in ordine alla decennale permanenza del Persichetti in Francia. Paolo Persichetti, dopo che a dicembre il Tribunale di sorveglianza di Roma ha rigettato il reclamo diniego del giudice di sorveglianza, ha iniziato lo sciopero della fame, al fine di stigmatizzare una situazione a dir poco paradossale che vede l’ingiustificato ritardo nella trasmissione delle informazioni ripercuotersi nei suoi confronti. È inaccettabile – conclude Deiana, che si recherà domani in visita al carcere di Viterbo dove è recluso Paolo Persichetti - che una eventuale decisione del giudice possa essere paralizzata dal mancato adempimento di quanto richiesto da parte dell’Interpol francese.” Roma, 17 dicembre 2004

VIOLENZA SESSUALE: LAURA CIMA (VERDI), INDAGINE ISTAT  SPIA DEL VALORE CHE HA LA DONNA NELLA NOSTRA SOCIETA’

“Più centri d’ascolto e consultori” “I dati drammatici  che oggi l'Istat ha pubblicato sulla violenza sessuale alle donne, in Italia, insieme al recente scandalo che ha coinvolto il nostro Paese per il turismo sessuale in Brasile, sono la spia del valore che una parte consistente della nostra società dà alla donna. E il fatto che le donne  siano per lo più tenute lontano da posti dirigenziali all'interno della vita politica e lavorativa è l'altra faccia della stesso problema". Lo ha dichiarato la deputata verde Laura Cima commentando l’indagine Istat su un campione di oltre 22mila donne, che rivela come più di mezzo milione di loro abbia subito uno stupro o un tentativo di stupro e ben 10 milioni, almeno una molestia sessuale. Cima chiede “più centri di ascolto e più consultori per le donne, più spazi dove  conoscersi, confrontarsi e offrire sostegno a tutte le ragazze che non vogliono più sentirsi vittime. Questi  dati  - prosegue la deputata Verde – mostrano un volto inaccettabile dell'uomo italiano ancora succube di una cultura maschile imbevuta di violenza e di non rispetto che va combattuta a partire da campagne educative e culturali nelle scuole e nelle istituzioni. Un altro dato preoccupante: soltanto il 7,4 per cento delle vittime di uno stupro o di un tentato stupro ha denunciato il fatto e questo la dice lunga sulla fiducia che le donne hanno nelle istituzioni. 17.12.2004