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Pedofilia: #OpDarknet pubblicati i nick di 1589 pedofili
Di Loredana Morandi (del 21/10/2011 @ 06:03:12, in Redazionale, linkato 2204 volte)
#OpDarknet pubblicati i nomi di 1589 pedofili

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#OpDarknet, dal nome del chan IRC riconoscibile dal carattere "cancelletto" prima del nome, ha mietuto un altro successo contro la pedofilia in rete. La performance della crew si è rivolta ad un sito pedopornofrafico allocato negli states, LolitaCity, dal quale sono stati estratti e pubblicati i nickname di 1589 pedofili.

Nel comunicato gli Anonymous spiegano le difficoltà di accedere alla "trading darknet", letteralmente una oscura rete commerciale, e le tempistiche per rintracciare l'IP fisico del sito che tecnicamente rimbalza tra Europa, Asia e Sud Africa, ma si trova allocato negli states. Il sito, dichiara sempre il comunicato, è su un server NGNIX (il termine shared significa che il server è condiviso da più utenti e che vi sono allocati più siti web), e adesso ha due gatti tostapane (sono certamente virus che distruggeranno il database) mentre nella fuga cioè in uscita è stato "rovinato" il php, ovvero il "programma di ambiente" che consente a tutti i siti allocati sul server di funzionare.

Ma non è finita qui, perché l'azione di hacking è stata disturbata da un amministratore del server (personale della società Freedom Hosting), che ha ripristinato una parte dei link e delle foto contenute dal sito web costruito con un programma simile a quello opensource di Wikipedia, reinstallando i backup e ripristinando le funzioni di accesso per gli utenti. Compresa l'implicazione della società di hosting, gli hacker hanno "attenzionato" il gestore intimandogli di rimuovere i contenuti illegali. All'evidenza di un rifiuto della società, gli hacker hanno provocato lo shutdown del server.

Quest'ultima performance è discussa da diversi quotidiani, con intento più o meno commercial e forse poca comprensione della meccanica dell'operazione anche in Italia, in quanto #OpDarknet sembrerebbe essere stata infiltrata da alcuni utenti che hanno attivato dei propri account  anche sul sito pedopornografico.  Cosa questa in corso di accertamento. Sempre, quando appare il volto commerciale e societario della pedopornografia, apparentemente sembra che si divida il popolo della rete,  spesso in realtà le voci contro sono quelle di persone "prezzolate" se non addirittura la "gerenza" sotto falso nome e falsa reputazione nel mondo degli hacker. La crew di OpDarknet, infatti, si ripropone di non consentire mai più la collaborazione di persone nuove. Una attenzione doverosa, perché anche tra i pedofili di genere e non si annidano alcuni hacker.

Attualmente risulta che il dominio freedom-hosting.com sia scaduto ad agosto, ed allocato in "sospeso" presso gli stessi server, quindi è da considerare che questa organizzazione per il commercio di audiovideo pedopornografici sia in fase di restyling per riapparire con altro nome e veste grafica.

Spaventa inoltre il fatto che siti apparentemente innocui offrano l'accesso a queste darknet criptate e che per la loro realizzazione si usino programmi di facile fruizione identici a quello di Wikipedia, Wikia et simili che sono il frutto  del lavoro disinteressato di tanti giovani programmatori.

I nick del lungo elenco estratto dal sito Lolita City non lasciano alcun dubbio sulla natura del personaggio reale celato. Vi appaiono infatti: Baby Lover, Pedosito, pedoxperience, rawboyseeder (le raw sono file audiovideo originali, la parola Boy non lascia dubbi sui contenuti di genere pedofilo omosessuale, seeder significa che il pedofilo nella filiera commerciale si occupa della distribuzione) e, tra tanti, c'è anche un gianluigi italianissimo... 

Concludo con il mio personalissimo plauso agli autori della performance di hacking. Anche io, con il mio hunger strike contro lo sfruttamento commerciale di Unina, ho compiuto una azione di hacking. Sì, ma delle ipocrisie del sistema. Pedofili? Sì, da poterne vedere in 38 mesi di stalking subito almeno uno in carcere con condanna definitiva.

Loredana Morandi