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ANM: Assemblea Generale dei Soci
Di Loredana Morandi (del 23/10/2011 @ 08:34:49, in Magistratura, linkato 2157 volte)

Assemblea Generale Soci

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domenica 31 luglio 2011 - fonte: Comitato direttivo centrale

Il Comitato direttivo centrale dell'Anm, nella seduta del 9 settembre 2011, ha deliberato all'unanimità di celebrare l'assemblea generale dei soci  il 22 ottobre 2011, rivedendo la data precedentemente fissata per  il 1° ottobre, scadenza ritenuta troppo ravvicinata per consentire un'adeguata preparazione e dibattito.

L'assemblea si aprirà alle ore 11.00, presso l'Aula Magna della Corte di Cassazione in Roma, sul seguente ordine del giorno:

  1. proposte di modifica statutaria in tema di incompatibilità e di "quote di risultato" (deliberate dal Cdc del 25 giugno 2011);
  2. proposte di modifica statutaria all'art. 43 comma 4 (deliberate dal Cdc del 5 dicembre  2009);
  3. varie ed eventuali.

Al fine di facilitare la discussione nel corso dei lavori assembleari, di seguito riportiamo integralmente le proposte di modifiche statutarie rimesse alla valutazione dell'assemblea dal Cdc nelle riunioni del 09 dicembre 2009 e del 25 giugno 2011, comprensive degli emendamenti presentati .

I temi trattati:


Estratto del verbale del Comitato Direttivo Centrale del 05 dicembre 2009

... Prende la parola Menditto. MI ha messo una pietra tombale sulle consultazione. Ma si sofferma anche su quello che sta accadendo fuori. Disegno di legge sul legittimo impedimento preoccupante, le intercettazioni idem, processo breve. Il Ministro della Giustizia gioca con i numeri. Disastro degli uffici giudiziari, desertificazione degli uffici di Procura. Pianta organica del personale amministrativo risicata, con tagli pesanti. Le carceri scoppiano. Grande lavoro della Gec e richiesta di dibattiti sui territori. Torna sulla consultazione. Richiamo alla consultazione da parte di tutti i gruppi ed è condizione preliminare. MD farà le primarie d'area. Presentazione di modifica statutaria dell'art. 56 dello Statuto ANM:


PROPOSTA DI MODIFICA STATUTARIA

L'art. 43 comma 4 dello statuto dell'ANM prevede, per le elezioni delle giunte esecutive sezionali, che le liste dei candidati siano presentate da un numero di soci non inferiore ad un decimo di tutti gli iscritti alla sezione.

L'alto numero di firme necessarie, tale da creare difficoltà alla presentazione di liste, ha indotto gli uffici elettorali sezionali e le giunte uscenti di alcuni distretti a stabilire, all'unanimità, un quorum inferiore (con rinuncia dei candidati al ricorso) con l'obiettivo di consentire una più ampia partecipazione alle elezioni di liste sottoscritte da un numero adeguato di colleghi.

D'altra parte la disparità tra elezione delle giunte sezionali e del comitato direttivo centrale, per il quale l'art. 25 comma 2 prevede che le liste siano presentate da almeno cento soci, appare evidente se solo si considera che in alcuni grandi distretti (Roma, Napoli) occorrono statutariamente un pari numero di firme.

Il Comitato Direttivo Centrale ritiene che occorra modificare lo statuto al fine di consentire una più ampia partecipazione alle elezioni delle giunte sezionali, costituendo un valore da perseguire quello dell'ampliamento delle posizioni culturali nelle quali si possono riconoscere i colleghi all'atto della scelta dei loro rappresentanti.

Il Comitato Direttivo centrale, ai sensi dell'art. 56 dello statuto dell'Associazione Nazionale Magistrati propone alla prossima assemblea generale la seguente modifica statutaria:

all'art. 43 comma 4 sostituire le parole ad un decimo  con al 5 %.

All'esito della modifica l'art. 43 comma 4 sarà cosi formulato:

Ogni lista di candidati non può comprendere più di sette nomi. Essa deve essere  presentata da un numero di soci non inferiore al 5 % di tutti gli iscritti alla sezione.


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Estratto del verbale del Comitato Direttivo Centrale del 25 giugno 2011

.... Il Comitato Direttivo Centrale decide all'unanimità che tutte le proposte di cui al punto 1) dell'ordine del giorno (discussione sulle modifiche dello Statuto dell'Anm) e gli emendamenti oggi presentati vengano portati all'assemblea generale.

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1 - INCOMPATIBILITA' E DECADENZA

PROPOSTA A)

Proposta condivisa dai componenti della commissione presenti alla riunione del 15 giugno (Palamara, Natoli, Mura, Caputo, Greco, Rossi, San Giorgio), in tema di incompatibilità e decadenza mediante l'aggiunta dell'art. 6 bis:

Art. 6 bis - Incompatibilità

Le cariche di componente Comitato Direttivo Centrale o di una Giunta Esecutiva Sezionale non possono essere ricoperte dagli associati che, nei tre anni precedenti alla data fissata per il rinnovo di tali organi, abbiano svolto:

  1. incarichi ministeriali apicali o di diretta collaborazione con Ministri;
  2. il ruolo di membro del Governo o del Parlamento;
  3. incarichi elettivi o di governo negli enti pubblici territoriali.

 

Fatti salvi gli obblighi derivanti da specifiche disposizioni di legge, i componenti del Comitato Direttivo Centrale o delle Giunte Esecutive Sezionali decadono dalla carica associativa in caso di:

  1. accettazione di una candidatura nelle elezioni politiche o amministrative;
  2. accettazione di incarichi ministeriali apicali o di diretta collaborazione con un Ministro;
  3. accettazione di incarico di membro del governo nazionale o degli organi di governo di enti pubblici territoriali;
  4. presentazione della candidatura alle elezioni per il Consiglio Superiore della Magistratura.

 

EMENDAMENTO DI GRAZIA ( allegato n° 1 del verbale Cdc 25 giugno 2011)

Nell'assumere le rispettive cariche il Presidente ed il Segretario Generale si impegnano, inoltre, a non candidarsi alle elezioni per il Consiglio superiore della magistratura nel corso del mandato e nei due anni successivi.

EMENDAMENTI CERRONI   ( Allegati n° 3 e n° 2 del verbale Cdc 25 giugno 2011)

  1. emendamento alla proposta A), con riferimento al comma 1 dell'art. 6 bis (incompatibilità), come formulato dalla Commissione riforma dello Statuto: sostituire il punto 1) con il seguente: "1. incarichi ministeriali apicali nei ministeri o negli uffici di diretta collaborazione".
  2. sub emendamento alla proposta A), con riferimento al comma 3 dell'art. 6 bis (incompatibilità), come formulato dalla Commissione riforma dello Statuto: sostituire alle parole: "… nei due anni successivi" le seguenti parole: "… nei tre anni successivi".

 

PROPOSTA B) Proposta Vaccari (a cui aderisce Reale)

A) Sostituire in tutti gli articoli dello statuto i termini  socio o soci con i termini, rispettivamente, di associato e associati

B) All'art. 5 primo periodo dopo "cariche sociali" aggiungere: "fatte salve le ipotesi di incompatibilità di cui all'art. 6 bis secondo periodo"

C) Sempre all'art. 5:

  • eliminare l'ultimo periodo (lo stesso viene riformulato all'art. 6 bis, primo e secondo periodo);
  • aggiungere in fine il seguente comma: "L'espulsione dell'associato è deliberata dal Comitato Direttivo Centrale previa diffida scritta dell'addebito all'associato e dopo aver dato modo a quest'ultimo di rendere le sue giustificazioni, nel termine massimo di quattro mesi dalla contestazione".

D) All'art. 6 eliminare gli ultimi tre periodi (gli stessi sono riformulati all'art. 6 bis)

E) Aggiungere prima dell'art. 7 il seguente articolo:

Art. 6 bis. - Incompatibilità

L'iscrizione all'Anm è incompatibile con:

  1. l'iscrizione a partiti politici e con l'assunzione di incarichi o cariche in partiti o formazioni politiche;
  2. l'appartenenza ad associazioni riservate o che comportino la sottoposizione degli iscritti a vincoli incompatibili con l'ordinamento democratico. E' considerata riservata ogni associazione che non consenta la conoscibilità dello statuto e delle relative fonti di finanziamento;
  3. il coinvolgimento in centri di potere affaristici.


La ricorrenza di una delle suddette ipotesi di incompatibilità comporta l'espulsione dall'associazione.

Le cariche di membro del Comitato Direttivo Centrale, della Giunta Esecutiva Centrale, o della Giunta Esecutiva Sezionale, non possono essere ricoperte dagli associati che, nei tre anni precedenti alla data fissata per il rinnovo di tali organi:

  1. abbiano ricoperto cariche ovvero abbiano svolto incarichi per i quali è previsto il collocamento fuori ruolo;
  2. abbiano svolto mandato di parlamentare o di consigliere regionale.


Gli associati che dovessero versare in una di tali cause di incompatibilità, decadono immediatamente dalla carica ricoperta in seno all'Anm.

Fatti salvi gli obblighi derivanti da specifiche disposizioni di legge, gli associati che ricoprano o abbiano ricoperto la carica di membro del Comitato Direttivo Centrale, della Giunta Esecutiva Centrale, o della Giunta Esecutiva Sezionale, non possono, per tutto il periodo del mandato e per un ulteriore periodo di cinque anni dalla cessazione della carica ricoperta in seno all'Anm:

  1. accettare candidature in elezioni politiche o amministrative;
  2. accettare incarichi apicali o di rappresentanza esterna presso uffici, dipartimenti o articolazioni, di ministeri, di organismi internazionali, di organi costituzionali, di rilevanza costituzionale, di autorità indipendenti;
  3. non possono parimenti assumere le cariche di Presidente, di membro del Comitato Direttivo o dei Comitati di gestione della Scuola Superiore della Magistratura;
  4. candidarsi alle elezioni per la composizione del Consiglio Superiore della Magistratura e dei Consigli Giudiziari dello stesso distretto di Corte di Appello della cui Giunta Sezionale siano stati componenti.

Qualsiasi violazione delle disposizioni contenute nel presente comma comporta la immediata decadenza dalla carica ricoperta all'interno dell'associazione e la sospensione dei diritti sociali fin dal momento della violazione e per un periodo di cinque anni dalla cessazione della carica o dell'incarico».

F) All'art. 10, lett. b), è aggiunto, in fine, il seguente inciso:
« fatto salvo quanto previsto dall'ultimo comma dell'art. 6».

G) All'art. 60, è aggiunto, in fine, il seguente comma:
«Le disposizioni di cui all'art. 6 bis e si applicano a far tempo dal primo rinnovo, successivo alla data di approvazione delle suddette disposizioni, delle cariche in seno all'Anm ivi contemplate».


2 - MODIFICHE DEGLI ARTT. 11 E 37 DELLO STATUTO
CONDIVISE DALLA TOTALITA' DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE

Art. 11 - Procedimento disciplinare

Il Collegio dei probiviri esercita l'azione disciplinare, ha poteri istruttori, delibera ed infligge le sanzioni con la maggioranza dei due terzi e può disporne la pubblicazione nel giornale e sul sito web dell'Associazione.

Contro il provvedimento sanzionatorio del Collegio dei probiviri è ammesso il ricorso dell'interessato al Comitato direttivo centrale entro trenta giorni dalla comunicazione. Il Comitato direttivo centrale può ordinare la sospensione dell'esecuzione del provvedimento disciplinare fino all'esito del ricorso.

Con la maggioranza dei due terzi dei votanti può confermare la sanzione.

Le deliberazioni sono adottate con voto segreto.

Art. 37 - Collegio dei Probiviri

Il Collegio dei probiviri è composto da sei componenti, i quali, nella prima seduta successiva alle elezioni, eleggono nel loro seno il Presidente.

Non sono eleggibili i candidati alle elezioni del Comitato direttivo centrale che procede alla nomina.


3 - PROPOSTA DI MODIFICA STATUTARIA DEGLI ARTT. 25 E 29
DA PARTE DELLA COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA'

Art. 25. - Liste dei candidati

Ogni lista non può comprendere un numero di candidati superiore a trentasei, pari a quello dei seggi da attribuire.

Nella composizione di ogni lista deve - a pena di inammissibilità - essere garantita la presenza paritaria di genere, ossia il 50% per ciascun genere, ed in caso di numero dispari di candidature una differenza di candidature tra i due generi uguale a uno.

La lista deve essere presentata da almeno cento soci. Nessun socio può presentare più di una lista. Anche le firme dei presentatori devono recare l'autenticazione del Presidente delle rispettive sezioni di appartenenza.

Non si può ricoprire la carica di componente del Comitato Direttivo Centrale per più di due volte consecutive.

Art. 29. - Operazioni dell'ufficio elettorale centrale

L'ufficio elettorale centrale, esaminati gli eventuali reclami, effettua i riepiloghi dei voti riportati da ciascuna lista in campo nazionale e di quelli riportati da ciascun candidato.

Quindi procede alla distribuzione dei seggi disponibili fra le varie liste concorrenti in proporzione dei voti da ciascuna riportati, trascurando gli eventuali resti. Nell'ambito di ciascuna lista i seggi sono assegnati ai candidati che abbiano riportato il maggior numero di suffragi (voti di lista più voti di preferenza), con il correttivo per il quale dopo ogni candidato eletto, a partire dal primo, viene considerato eletto (come secondo eletto della lista) il candidato dell'altro genere che abbia conseguito il susseguente maggior numero di suffragi e così via fino al completamento degli eletti di ogni lista). A parità di voti è preferito il candidato più anziano.

I seggi eventualmente residuati, dopo la distribuzione proporzionale di cui sopra, sono attribuiti facendo applicazione del meccanismo correttivo di cui al secondo periodo del secondo comma,ai candidati primi esclusi delle liste che abbiano riportato i resti maggiori.

EMENDAMENTO DI GRAZIA E CERRONI ( Allegato n° 4 verbale Cdc 25 giugno 2011)

Articolo 29, comma 2: con il correttivo per il quale vengono comunque considerati eletti nella misura del 30%, fino al completamento degli eletti di ogni lista, i candidati di ciascun genere che abbiano conseguito il maggior numero di suffragi.

Documenti e articoli correlati
http://www.associazionenazionalemagistrati.it/2011/07/31/assemblea_generale2011.aspx