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Giustizia: Ucpi a Ferri (Mi), siamo aperti a confronto ma prima risponda su motivi sciopero
Di Loredana Morandi (del 03/11/2011 @ 05:46:42, in Giuristi, linkato 2301 volte)
Giustizia: Ucpi a Ferri (Mi), siamo aperti a confronto, ma prima risponda su motivi sciopero




Il segretario di Magistratura Indipendente chiede un confronto costruttivo con l'Unione delle Camere Penali per una giustizia efficiente e garantista, e i penalisti "sono pronti a qualsiasi dibattito, solo che bisogna mettersi d'accordo su alcuni concetti di fondo". Che il Pm sia "una parte pubblica che deve perseguire l'accertamento della verità", è per l'Ucpi una "questione indiscussa, ma proprio perché è una 'parte', il pm non può condividere carriera e disciplina col giudice, dunque si impone la separazione delle carriere".

Quanto all'art. 525 c.p.p., che è espressione di un "sacrosanto principio di garanzia secondo il quale è bene che il giudice che pronuncia una sentenza sia anche quello che ha ascoltato i testimoni", l'Unione Camere Penali fa notare come "da tempo si è dimostrato che il suo rispetto non comporta alcuna alterazione dei tempi processuali statisticamente influente, giacchè solo nell'1% dei casi (ricerca Eurispes 2008), si verifica una rinnovazione degli atti processuali". Riguardo la domiciliazione ex lege degli indagati presso il difensore di fiducia, l'art 157 del c.p.p. già la prevede, ma non è certo con le "finzioni", insistono i penalisti, "che si risolve il problema delle notifiche, che dipende in massima parte dalla sgangherata macchina amministrativa. Peraltro, se si continuasse sulla strada delle 'presunzioni di conoscenza degli atti da parte degli imputati', l'Europa, che già l'ha fatto in passato su questa materia - aggiungono- non potrebbe che censurare il nostro sistema".

Sulla competenza per territorio per l'Ucpi "nulla c’è da dire, perché risulta un po' oscura la presa di posizione del dott. Ferri al riguardo, mentre sulla custodia cautelare par di capire che anche il segretario di Mi la giudica eccessivamente applicata, e qui siamo finalmente d’accordo". Per i penalisti, "rimane un solo interrogativo: sulle intercettazioni delle conversazioni tra avvocati ed assistiti, sul segreto professionale, sugli arresti negli studi professionali, sulla criminalizzazione delle attività dei difensori, insomma su tutto quello che abbiamo denunciato nella delibera di proclamazione dell'astensione - concludono - come la pensa il segretario di Mi”?

Roma, 31 ottobre 2011