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Bari Inaugurazione Anno Giudiziario 2012
Di Loredana Morandi (del 30/01/2012 @ 16:00:15, in Magistratura, linkato 1438 volte)

LA CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DELL'ANNO GIUDIZIARIO

«Giustizia, troppi i pm protagonisti,
ritardi intollerabili, allarme per i minori«

Il presidente della corte di Appello censura i magistrati
«Gravissima situazione carceri». Protesta degli avvocati


BARI - «L'ordinamento vieta opportunamente ai magistrati iniziative estemporanee di comunicazione e forme di protagonismo mediatico, forse favoriscono alcune carriere, ma certamente creano confusione nei ruoli e sfiducia nelle istituzioni». Così il presidente della Corte d'Appello di Bari, Vito Marino Caferra, ha censurato, durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario, il protagonismo di alcuni magistrati. «In tempi di tendenziale espansionismo giudiziario, deve restare netta la distinzione tra il ruolo (e la responsabilità) del magistrato e quello della politica e della pubblica amministrazione». E a proposito delle disfunzioni del sistema giustizia, Caferra torna in argomento parlando di «anomala sovraesposizione degli uomini dell'azione penale» che «costituisce un punto debole della nostra democrazia. Troppe volte - dice Caferra - la tensione tra il principio democratico e la politicità della giurisprudenza ha assunto le forme dello scontro».

L'articolo prosegue su Corriere del Mezzogiorno - Bari


La Rassegna


LE CARCERI - «È gravissima la situazione in cui versano gli istituti penitenziari» del distretto di Bari, che comprende anche i territori di Foggia, Lucera e Trani. Lo rileva nella sua relazione Caferra. L'attuale criticità della condizione carceraria dipendente essenzialmente da tre profili: il sovraffollamento, i suicidi e la qualità dell'assistenza sanitaria. Per quanto riguarda il primo profilo, al primo settembre 2011 erano complessivamente 2.218 le persone detenute negli istituti penitenziari a fronte di una capienza regolamentare di 1.316 e di una tollerabile di 1.874 detenuti. «Al riguardo, occorre far presenta - sottolinea Caferra - che nel periodo dal primo luglio 2010 al 30 luglio 2011 sono stati chiusi ben tre istituti penitenziari e precisamente quelli di Rodi Garganico, Trinitapoli e Spinazzola». Il secondo profilo riguarda il numero dei suicidi e dei decessi (5 nel periodo in esame), «riconducibili - scrive il magistrato - a molteplici cause, tra le quali il sovraffollamento, nonchè la mancata istituzione del servizio di accoglienza e la scopertura degli organici della polizia penitenziaria e degli operatori dell'area pedagogica». Ultimo profilo evidenziato da Caferra è «la qualità dell'assistenza sanitaria» con «numerosi provvedimenti in materia di differimento di esecuzione della pena» e le «tantissime autorizzazioni a ricoveri e visite mediche in strutture ospedaliere esterne»

I MINORI - «I collegamenti tra criminalità organizzata di tipo mafioso e minoriritornano ad essere un problema attuale e di particolare allarme sociale. E sebbene non siano stati acquisiti elementi in ordine a diffusi inserimenti organici di minori nelle associazioni mafiose, non si può escludere che minori contigui ai clan siano ancora impiegati per compiere agguati e per altri reati quali la custodia ed il trasporto di armi». È un passaggio della relazione letta dal presidente della Corte d'appello di Bari, Vito Marino Caferra, all'inaugurazione dell'Anno giudiziario. Secondo Caferra, «l'inquinamento mafioso avviene in famiglia, sicchè appare necessario un trattamento educativo altamente specializzato per sottrarre quei minori alle suggestioni familiari e ambientali».

LE INTERCETTAZIONI - Nel distretto della Corte d'appello di Bari rispetto all'anno precedente per le intercettazioni (4.768 quelle compiute) sono stati spesi 4.155.292 euro, con un aumento numerico del 31% per quelle telefoniche e del 55% per quelle ambientali. È quanto emerge dalla relazione del presidente della Corte d'appello di Bari, Vito Marino Caferra, all'inaugurazione dell'Anno giudiziario. Sul fronte della prescrizione dei reati «si riscontra su base distrettuale un alto numero di prescrizioni. La maggiore percentuale - rileva la relazione - è stata registrata in Corte d'Appello (del 29% sul totale dei procedimenti definiti), che ha fatto un ulteriore balzo in avanti di 8 punti rispetto al 21% della media ponderata dei dati degli ultimi 5 anni».

LA DURATA DEI PROCESSI - Nelle Procure di Foggia e di Bari si è verificata «una durata media di definizione» dei procedimenti senza indagati nè ipotesi di reato (i cosiddetti modelli 45) «che non risulta giustificata, posto che si tratta di atti che, per loro natura, sono normalmente destinati alla cestinazione da parte del pm». Lo evidenzia Caferra, rilevando che «l'uso improprio del modello 45 presenta il rischio di dilatare oltre misura i tempi e la discrezionalità dell'azione penale». Quest'anno «il monitoraggio statistico - evidenzia Caferra - è stato esteso per la prima volta anche alla iscrizione della notizia di reato nell'apposito registro (il cosiddetto modello 21) con il conseguente avvio delle indagini preliminari o, alternativamente alla iscrizione nel modello 45. Il rapporto percentuale riscontrato (dal 10% della Procura di Lucera al 33% della Procura di Bari) e la accertata entità dei procedimenti iscritti a modello 45 nel periodo di riferimento (dai 539 di Lucera ai 7.488 di Bari) indicano quanto sia frequente il ricorso alla denunzia penale anche per fatti non costituenti reato».

I REATI IN AUMENTO - Aumentano i reati di corruzione e peculato, diminuiscono invece i morti sul lavoro e i decessi a seguito di incidenti stradali: è quanto emerge dalla relazione sull'amministrazione della giustizia nel distretto di Bari nel periodo dal primo luglio 2010 al 30 giugno 2011. I dati sono confrontati con lo stesso periodo dell'anno precedente. Gli omicidi volontari sono stati 85 in tutto il distretto rispetto agli 81 del precedente periodo. In particolare sono aumentati nel circondario di Foggia (da 11 a 19); in calo, invece, il dato di Bari (da 54 a 47). Un dato «fortemente positivo» perchè in calo è quello degli omicidi per incidente stradale con una flessione da 160 a 118. Nel solo circondario di Bari il numero delle persone decedute è passato da 75 a 24. Diminuito sensibilmente anche il numero degli omicidi colposi per morti sul lavoro, da 29 a 11. In sensibile calo i delitti di pedofilia e pedopornografia: i primi da 185 a 148, gli altri da 154 a 115. Continuano ad aumentare, invece, i delitti di stalking (da 841 a 963). Tra i delitti contro la pubblica amministrazione in aumento corruzione (da 37 a 64) e peculato (da 117 a 125). In aumento anche i furti del 10% (da 26.631 a 29.481) e permane alta la percentuale (oltre il 90%) dei furti i cui autori restano ignoti. In calo del 20% le truffe, addirittura dimezzate nel circondario di Trani. In aumento del 20% i reati commessi da cittadini stranieri, soprattutto nei territori di competenza delle Procure di Bari e Foggia (in Capitanata oltre il 40% del totale).

Redazione online
28 gennaio 2012

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