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ELETTROMAGNETISMO: UNA SENTENZA SENZA SENSO
Di Loredana Morandi (del 10/05/2005 @ 08:34:00, in Indagini, linkato 1501 volte)

Su questo argomento è possibile pubblicare un ampio carteggio atto a dimostrare come non ci siano neppure i presupposti scientifici nelle associazioni premiate dalla Sentenza. Sono dispiaciuta, perchè conosco bene il Pm ed è bravo e un ottima persona. A breve su questi schermi, sono anni che ci lavoro...

Esultano i cittadini di Cesano, dopo una vicenda durata 4 anni Elettrosmog, due condanne a Radio Vaticana Dieci giorni di reclusione a due dirigenti. L'accusa: inquinamento elettromagnetico.

Vaticano: «Sentenza ingiustificata, ci appelleremo»  
 
ROMA - Un giudice del tribunale di Roma ha condannato a 10 giorni di carcere, con sospensione della pena, due dirigenti di Radio Vaticana con l'accusa di «getto pericoloso di cose» nell'ambito dell'inchiesta sull'inquinamento elettromagnetico nell'area circostante le antenne dell'emittente, assolvendone un terzo. Il giudice Martoni ha disposto inoltre il risarcimento dei danni alle parti civile costituite nel procedimento. Tra queste ha disposto che siano assegnati a Legambiente 5.800 euro, a Cittadinanzattiva 850 euro, ai Comitati Roma-Nord 5.120 euro e al Codacons 5.800 euro.

CONDANNE - Idue condannati sono padre Roberto Tucci, presidente del comitato di gestione di Radio Vaticana e padre Pasquale Borgomeo, direttore generale dell'emittente. Il terzo imputato, assolto, è il vicedirettore tecnico Costantino Pacifici. La Direzione di Radio Vaticana ha espresso «rincrescimento per il fatto che le sue posizioni non siano state riconosciute valide e accolte dal Tribunale», nella vicenda legato al presunto inquinamento elettromagnetico. Pur «apprezzando l'assoluzione di uno degli imputati», Radio Vaticana «si riserva di impugnare in sede di appello una sentenza che ritiene chiaramente ingiustificata sia per considerazioni di diritto, sia per motivi di fatto».

LE REAZIONI - Alla lettura della sentenza una donna, costituitasi con il marito parte civile, non ha saputo controllarsi e a suon di applausi e grida di giubilo ha lasciato l'aula. «Sono colpevoli, sono colpevoli, stavolta glielo hanno detto in faccia. Ben gli sta». Raggiante, ma sicuramente più composto, il procuratore aggiunto Gianfranco Amendola: «Non mi fate dire dichiarazioni, potete capire come stia in questo momento. Non è il caso». Il magistrato è quello che si è battuto di più perché Radio Vaticana venisse processata. L'avvocato Marcello Melandri, difensore di tutti gli imputati, ha così commentato la decisione del giudice: «Impugneremo la sentenza e siamo sicuri di vincere».

L'INCHIESTA - L'inchiesta ha avuto origine dalle denunce presentate nel 2001 dagli abitanti di Cesano, piccolo centro a Nord di Roma, secondo le quali la morte di residenti per leucemia sarebbe legata alle emissioni elettromagnetiche. Tra i documenti presentati con l'esposto al vaglio degli inquirenti, i comitati dei familiari delle vittime avevano presentato un rapporto dell'Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio secondo cui il tasso di mortalità per leucemia infantile a Cesano, situato nei pressi degli impianti di Radio Vaticana, era tre volte superiore rispetto ad altre zone della capitale.

I magistrati avevano disposto anche una perizia, affidata a quattro esperti, che non aveva escluso un nesso di causalità tra l'esposizione alle onde elettromagnetiche e alcuni casi di leucemia nella zona. Radio Vaticana si è sempre difesa sostenendo di avere prodotto onde elettromagnetiche entro i limiti fissati a livello internazionale e ha negato la scientificità delle ricerche mediche - prodotte dalle associazioni degli abitanti di Cesano - che mostravano un aumento di tumori nella zona attorno agli impianti.

Corriere Sera 09 maggio 2005
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/05_Maggio/09/radio.shtml