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CSM SUL DDL SU MINISTERO E CSM
Di Loredana Morandi (del 12/01/2006 @ 10:13:27, in Magistratura, linkato 1784 volte)

Il CSM sul Decreto Legge su Ministero e CSM

Abbiamo più volte espresso giudizi negativi sulle scelte del legislatore del 2002 che penalizzavano impropriamente i Consiglieri del CSM e miravano ad interferire sull'autonomia del Consiglio stesso.
Inopinatamente e senza alcuna forma di consultazione preventiva, il Governo introduce un trattamento di favore per la futura carriera dei magistrati che ricoprono incarichi ministeriali di vertice, ponendosi intenzionalmente in contrasto aperto con i criteri adottati dal Consiglio negli ultimi anni.

Altrettanto inopinatamente ed in modo suggestivamente contestuale si interviene sul ricollocamento in ruolo dei Consiglieri a fine mandato.

Queste disposizioni ci vedono fermamente contrari nel merito. Ci impegnano a batterci con coerenza, a partire dalla richiesta di esprimere parere, perché queste norme vengano radicalmente modificate.

Questa è la disposizione, inserita nel corpo di un Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri in data 29 dicembre scorso contenente diversificate "Misure urgenti in materia di organizzazione e funzionamento della pubblica amministrazione", che si riporta testualmente di seguito.

Ernesto Aghina, Paolo Arbasino, Giuliana Civinini, Giuseppe Fici, Luigi Marini, Francesco Menditto, Giuseppe Salmè, Giovanni Salvi


Testo - Art. 23
(Disposizioni in materia di magistrati ordinari e di rinnovo del Consiglio Superiore della Magistratura.)

Ai fini del conferimento delle funzioni previste dall'art. 2, comma 1, lettera h), numeri da 7 a 16, e lettera i), numeri 1 e 2 della legge 25 luglio 2005, n. 150, il Consiglio Superiore della Magistratura valuta, anche sotto i profili del merito, delle attitudini e della capacità organizzativa, lo svolgimento da parte dei magistrati ordinari, per almeno due anni degli incarichi di capo o vice capo degli uffici di diretta collaborazione con i Ministri, di capo o vice capo dei dipartimenti, ovvero di incarichi non inferiori a quelli di funzione dirigenziale di livello generale o equiparati, anche presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché quelli conferiti ai sensi dell'art. 6 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303.

La disposizione di cui al comma 1 si applica anche ai magistrati ordinari che hanno svolto, per almeno quattro anni, gli incarichi ivi previsti antecedentemente all'entrata in vigore del presente decreto.

I magistrati componenti elettivi del Consiglio superiore della magistratura in scadenza nel periodo previsto per l'esercizio sono ricollocati in ruolo nell'ufficio di provenienza ovvero, a domanda, in altro posto libero per il quale non sia stata avviata la procedura di copertura, senza distinzione di funzioni, ma con esclusione di qualunque incarico direttivo, tenuto conto dell'anzianità di servizio. Per tale ricollocamento in ruolo non si applicano le disposizioni dell'art. 13 della legge 2 aprile 1979, n. 97, come sostituito dall'articolo 6 della legge 19 febbraio 1981, n. 27. I magistrati destinati all'ufficio di provenienza sono legittimati a presentare domanda di trasferimento o per il conferimento di funzioni di legittimità, semidirettive od direttive, trascorsi sei mesi dalla immissione in servizio.