\\ Home Page : Articolo : Stampa
L'ANM SULL'ALLARME INFORMATICO
Di Loredana Morandi (del 26/01/2006 @ 19:58:50, in Magistratura, linkato 3903 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

L'ANM SULL'ALLARME INFORMATICO
 
Il Ministro Castelli ha più volte affermato l'importanza dell'informatica e la necessità di "procedere al più presto con il processo di informatizzazione".

Da ultimo, nella relazione 2006 al Parlamento, ha riferito di aver fornito tutti i magistrati di computer, di aver avviato il processo telematico, di aver varato lo strumento della notifica a mezzo posta con circa un milione e 700 mila notifiche nel 2005, di aver ideato e realizzato, con il Consiglio superiore della magistratura, un potente strumento per la valutazione dell’efficienza degli uffici giudiziari, denominato “cruscotto”.

Per converso, da un documento elaborato dai referenti distrettuali per l’informatica e trasmesso al Consiglio superiore della magistratura il 24 gennaio 2006 emerge che “le dotazioni informatiche degli uffici sono sempre più obsolete e sempre con maggiore difficoltà sono disponibili nuove macchine presso i singoli uffici giudiziari; che gli ultimi computer portatili assegnati al Ministero ai magistrati per lo svolgimento delle attività di ufficio risalgono all’anno 2002; che nessun computer portatile è stato assegnato agli oltre 300 uditori giudiziari che a breve prenderanno servizio;”

In questo contesto emergenziale, già conseguenza dei continui tagli alle dotazioni informatiche dal 2002 ad oggi, la legge finanziaria del 2006 prevede una riduzione complessiva degli stanziamenti relativi ai servizi informatici del Ministero della Giustizia:

- per le spese correnti sono stati stanziati 56.420.572 euro, rispetto a 98.080.248 euro previsti nel 2005, con una riduzione del  42%. In particolare, si prevedono per l’assistenza sistemistica e della rete, 44.285.199 euro rispetto a 81.977.740 euro del 2005, con una riduzione del 46%;

- per gli investimenti sono stati stanziati 26.942.928 euro, rispetto a 38.747.369 euro del 2005, con una riduzione del 30%.

Peraltro le somme stanziate in alcuni casi sono perfino insufficienti a fare fronte agli impegni già assunti e rischiano di essere immediatamente pignorate, come puntualmente avvenuto in passato, dai numerosi creditori muniti di titolo esecutivo.

L’ANM pertanto esprime allarme per la riduzione quasi integrale dei servizi di “assistenza tecnica unificata” che – come da conseguente nota della Direzione Generale Sistemi Informativi Automatizzati del 17 gennaio 2006 – oggi impone:

- la cessazione di ogni presidio e manutenzione delle sale server dei Tribunali non sede di distretto;

- la limitazione dell'assistenza per i soli interventi urgenti cd. "bloccanti";

- la limitazione dell'assistenza – sempre per interventi urgenti – alle postazioni di lavoro considerate "critiche" entro il quorum del 15% delle postazioni di lavoro totali attuali.

In questa situazione emergenziale, si potrà forse progettare (poco e male), ma non si potrà garantire l’uso di ciò che si sarà progettato, giacché da domani sarà impossibile:

-  mantenere i servizi telematici attualmente in corso, quali per esempio il programma POLISWEB per accedere alle informazioni dei Registri Generali del Contenzioso Civile; il rilascio di certificati penali; catalogazione e accesso telematico alle sentenze e provvedimenti giurisdizionali;

- continuare a mantenere l'iscrizione e registrazione di procedimenti penali e civili sui registri telematici, registri di cui è stata dotata l'amministrazione fin dagli inizi degli anni '90 e che non hanno avuto negli ultimi anni interventi di rinnovo;

- rispettare termini e scadenze con tutte le conseguenze che ne deriveranno: scarcerazioni per termini di custodie cautelari inesorabilmente scaduti; processi viziati da prove inutilizzabili per essere state assunte a termini di indagine scaduti;

- per i magistrati usare i computer personali, in gran parte obsoleti, man mano che si renderà necessaria l'assistenza tecnica, ormai praticamente indisponibile.

L’ANM quindi ritiene che non ha senso parlare di “rivoluzione informatica”, non ha senso parlare di “processo telematico”, non ha senso parlare di “informatizzazione dei registri di cancelleria”, se mancano i fondi per la sopravvivenza.

Non ha senso nemmeno risparmiare sulla mancata assunzione di 6000 amministrativi, se poi si fanno i concorsi per gli ufficiali giudiziari che, con il nuovo processo telematico, non serviranno più al sistema Giustizia.

L’ANM, pur consapevole della scarsità di fondi disponibili in via generale nei capitoli del bilancio dello Stato riservati alla Giustizia, chiede al Ministro Castelli COERENZA e ritiene che non si possa più affidare la sopravvivenza del sistema informatico - che è l’unico strumento capace di garantire efficienza, trasparenza e qualità al sistema Giustizia - alla buona volontà dei singoli i quali, a seguito degli ulteriori, gravosissimi tagli, non saranno più in grado di evitare il disastro.

Roma, 26 gennaio 2006
La Giunta Esecutiva Centrale