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A.N.M. sulle Candidature dei Magistrati
Di Loredana Morandi (del 02/03/2006 @ 17:03:09, in Magistratura, linkato 4002 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

L’A.N.M. sulle candidature dei magistrati

Nell’imminenza della campagna elettorale per il rinnovo del parlamento è emerso all’attenzione dell’opinione pubblica un insieme di questioni che riguardano le candidature di magistrati.

Si è discusso in particolare della “opportunità” delle candidature di magistrati, del regime di ineleggibilità ed  incompatibilità nelle elezioni per il parlamento nazionale ed europeo e nelle elezioni amministrative, delle modalità di “rientro” in magistratura dei candidati non eletti nonché dei magistrati che cessano dal mandato rappresentativo.

Si tratta , evidentemente , di temi complessi che pongono delicate questioni di principio e stimolano  diverse valutazioni e soluzioni concrete.   

Senza alcuna pretesa di affrontare questa intera problematica, la Giunta dell’Associazione nazionale magistrati:

- ricorda che la nostra Costituzione garantisce, all’art. 51, il diritto di “tutti i cittadini”di accedere  “alle cariche elettive, in condizioni di eguaglianza secondo i requisiti stabiliti dalla legge”;

- osserva che , in una prospettiva di corretta formazione della rappresentanza politica, non sarebbe utile escludere pregiudizialmente dal Parlamento e dalle amministrazioni i magistrati, che sono potenzialmente portatori di competenze e di esperienze professionali non meno preziose di quelle di altri tecnici del diritto

( avvocati, docenti universitari);

- ritiene necessarie norme che garantiscano in questo ambito assoluta trasparenza e correttezza; norme  che, da un lato, evitino il rischio che l’esercizio delle funzioni giudiziarie costituisca o possa essere interpretato come una possibile forma di preventiva “captatio benevolentiae” degli elettori e, dall’altro, circondino di opportune garanzie  il rientro in magistratura dei candidati non eletti e dei magistrati che cessano dal mandato rappresentativo;

- mette in luce che, nella presente legislatura,  è stato elaborato ed approvato, con il voto quasi unanime di un ramo del parlamento, il disegno di legge n. 3410 recante “ Disposizioni in materia di ineleggibilità e di incompatibilità dei magistrati” (frutto della unificazione di diverse proposte di legge), che contiene soluzioni meditate sulla elezione dei magistrati in parlamento e negli enti territoriali nonché sul loro rientro in ruolo e rappresenta una base positiva e valida anche per il lavoro del futuro parlamento;

- auspica che, nel dibattito pubblico che si svolge nel paese, questi temi  siano affrontati in tutti i loro aspetti, senza enfasi o strumentalizzazioni e con l’intento di  ricercare  le soluzioni più appropriate, capaci di contemperare la garanzia dei diritti individuali  e le esigenze della collettività.

Roma, 22 giugno 2006
La Giunta Esecutiva Centrale