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Anno Zero: Rassegna da La Repubblica
Di Loredana Morandi (del 05/10/2007 @ 13:29:36, in Magistratura, linkato 2462 volte)

Il Guardasigilli rivela di essere minacciato e dice al cda Rai: "O stabilite regole certe o chiederemo la sfiducia". Il premier critica la trasmissione ma spiega: "Non voglio restringerne la libertà"

"Annozero", Mastella al contrattacco
Prodi: Santoro né serio né appropriato

Cappon: "Del caso si occuperà il prossimo consiglio di amministrazione"
Replica del conduttore: "Accetto anche gli insulti, ma il vittimismo mi sembra eccessivo"


ROMA - Nella conferenza stampa convocata per replicare alla trasmissione Annozero di ieri sera, Clemente Mastella accusa: "E' in atto un linciaggio permanente contro di me", poi rivela: "Ho ricevuto minacce molto serie alla mia persona". Prima di lanciare un chiaro messaggio politico: il cda Rai si occupi del caso Santoro, o il suo partito, l'Udeur, ne chiederà la sfiducia in Parlamento. Una presa di posizione contemporanea alla parole pronunciate da Romano Prodi, che attacca anche lui il programma di RaiDue: "Non è stato né serio né appropriato", dice con chiarezza.

Le parole del premier. "Ho letto i resoconti sulla trasmissione Annozero - rivela Prodi - mi sembra che non vi si possa riscontrare nulla della serietà, della professionalità e dell'appropriatezza che dovrebbe avere una trasmissione che riguarda la giustizia". Poi, poco più tardi, arriva la precisazione: "Mai pensato di restringere la libertà di Annozero".

Mastella giudica la puntata. Il Guardasigilli definisce "stravagante" la piazza del programma di Michele Santoro, e riferisce di avere "la coscienza serena di chi da trent'anni fa politica, vivendo anche la stagione del terrorismo". "Non ho mai fatto schifezze - prosegue - e non ho scheletri nell'armadio". E poi dice, a nome del governo, di "dover pensare a quei sette milioni e mezzo di poveri che, al contrario della signorina Beatrice Borromeo, non hanno famiglie che possiedono ville sul lago".

Le accuse dei magistrati. Il ministro della Giustizia, a proposito della sua richiesta di trasferimento del pm di Catanzaro De Magistris, dice di "non aver mai compiuto alcuna intimidazione"; anzi, che è stato proprio De Magistris, con le sue dichiarazioni televisive, "a intimidire il Csm", che dovrà decidere il suo destino. "Se un magistrato va in tv e attacca la politica in quanto tale, questa è la fine della giustizia", conclude. E all'altro giudice presente da Santoro, Clementina Forleo, dice che lui la separazione delle carriere "non la voleva".

Le accuse all'Espresso. Oggi il settimanale pubblica un servizio in cui si parla di una convenzione firmata da Mastella, dal sottosegretario all'interno Marco Minniti e dal prefetto Luigi De Sena, grazie alla quale sarebbero state assunte presso il tribunale due persone legate al principale indagato dell'inchiesta di De Magistris. "Ho pronta una querela che costerà qualche miliarduccio - attacca il Guardasigilli - perché quelle 60 assunzioni interinali nei tribunali della Calabria sono state decise dal prefetto e non da me".

Il messaggio alla Rai. "Il cda - sostiene Mastella - non può immaginare che ciò che acade della Rai non riguardi il direttore generale. Ci sono delle regole da rispettare. Io non ho mai chiesto censure". Insomma: "O il consiglio dà regole di comportamento che valgono per tutti, o attiveremo strumenti parlamentari per sfiduciare questo consiglio di amministrazione". E ancora: "Se fosse una tv di Berlusconi... voi parlate di Fede, ma fede è su un canale privato. Andare in dieci contro uno, contro il povero Scotti (il sottosegretario alla giustizia presente ieri sera in studio, ndr) non è buon giornalismo".

Il messaggio alla maggioranza. Mastella torna sul tema che gli attacchi alla sua persona sono in realtà un modo di attaccare Prodi, "noi siamo il capro espiatorio": "Saremo leali al premier fino in fondo - assicura - se saltiamo noi, salta il governo". Poi si dice dispiaciuto dei "silenzi" sul suo caso, da parte di molti esponenti della maggioranza. E ricorda che "in tempi di antipolitica, come all'epoca della 'gioiosa macchina da guerra' di Occhetto, finisce per vincere Berlusconi".

Cappon: "Ce ne occuperemo". Sul caso Annozero parla anche il direttore generale della Rai, Claudio Cappon. "Ovviamente abbiamo seguito con molta attenzione e molto impegno la trasmissione - dichiara - le valutazioni relative a come è stato il programma, anche dal punto di vista editoriale, le faremo successivamente e non potranno non essere portate in cda. Immagino che la questione farà parte dei temi del prossimo consiglio". Il dg non si sbilancia, di fronte alle domande dei cronisti che gli chiedono un'impressione sulla puntata: "Le opinioni individuali non contano", taglia corto.

La replica di Santoro. Il conduttore risponde a Prodi: "Mi auguro che prima di criticare una trasmissione, la si veda. Comunque ci sta anche questo, ci stanno le critiche". E poi, a Mastella: "I politici possono parlare in qualunque momento, dire la loro, perchè sono osannati dai media. Accetto gli insulti, le critiche, tutto: l'unica cosa che non accetto è il vittimismo, che onestamente mi sembra eccessivo".

(5 ottobre 2007)

La Repubblica

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