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Per tutte le violenze consumate su di lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le sue ali che avete tarpato, per tutto questo: ...in piedi, signori, davanti ad una Donna!

William Shakespeare
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 27/04/2007 @ 09:12:46, in Indagini, linkato 2114 volte)

Una vicenda che spaventa, perchè si incunea in una italia in cui le donne stanno nuovamente scivolando nel baratro chiuse uso sandwich tra le orribili campagne della vendita degli ovuli alla "scienza" e quella dei Dico e dei matrimoni gay. Due campagne gestite secondo la più rigida osservanza del rito "maschilista". Risultato: l'ignoranza dilaga in Italia e la Donna sta per vivere un secondo Medioevo. L.M.

Nell'ordinanza del gip la ricostruzione della violenza da parte dei presunti pedofili
La pietra angolare dell'istruttoria è ciò che i bambini dicono ai genitori

Pelouche, narcotici e "giochi"
così l'accusa racconta l'orrore

di CARLO BONINI

ROMA - Le voci dei bambini - sedici - e i loro disegni. Il loro quadro psichiatrico. Cento pupazzi chiusi in sacchi di plastica, ammucchiati nel ripostiglio di un terrazzo. Una piscinetta abbandonata in un giardino. Molecole di farmaci "neurologico-sedativi" ("clonazepam" e "diazepam") nei capelli di due bimbe.

I referti medici dell'ospedale Bambino Gesù. "Formazioni pilifere e tracce di altre sostanze organiche" nella Fiat 500 rossa di una delle maestre (Marisa Pucci) e dvd, e cd, e cassette Vhs, e hard disk di computer fissi e portatili della cui natura dirà un futuro incidente probatorio. Le testimonianze di due agenti della polizia municipale e di una colf.

Nel perimetro giudiziario che, al momento, definisce e attribuisce le responsabilità per gli orrori della "Olga Rovere", il gip Elvira Tamburelli e il pm Marco Mansi declinano il quadro indiziario con la certezza dell'indicativo. La pietra angolare dell'istruttoria - documentano nell'ordinanza di custodia cautelare - è in ciò che i bambini riferiscono prima "ai loro genitori" e quindi nell'"esame scientifico" ("test di Roscharch, disegno della figura umana di K. Machover, questionario Ceipa, test dell'albero di K. Koch; disegno della famiglia reale di M. Porot") condotto dalla dottoressa Marcella Battisti Fraschetti, consulente psichiatra del pm.

E' nei "riscontri obiettivi" che questi racconti hanno trovato con "i luoghi dell'abuso", con "l'identificazione dei responsabili". E' in un argomento logico-deduttivo. Quel che i bambini e i loro genitori hanno detto "non può essere frutto di mitomania e fantasticheria", perché "l'abuso è fenomeno denunciato in modo analogo da nuclei familiari completamente diversi, socialmente e culturalmente". "Perché i bambini, vista la loro piccolissima età, non hanno la malizia per organizzare una versione comune".

I bambini, dunque. Per come è ricostruita, la violenza ha uno schema fisso. Durante l'orario scolastico, i bambini vengono fatti uscire in piccoli gruppi dal retro della "Olga Rovere". Invitati a percorrere a piedi un breve tratto di sterrata e quindi caricati su "un'auto rossa". Accompagnati nelle case di una delle maestre (con maggiore frequenza in quella di Patrizia Del Meglio) e quindi abusati da chi li attende. Quando questo non è possibile, le violenze si consumano all'interno della scuola. Nei bagni, nel cortile, in uno sgabuzzino che si apre in fondo ad uno dei corridoi su cui affacciano le aule. Gli abusi vengono descritti con precisione. Ciascuno ha un nome. "Il gioco della patatina"; "del dito a punta"; "della penna azzurra"; "del tavolo"; "dello scatolone"; "della mamma e dei figli"; "del dottore"; "del lupo e dello scoiattolo". Scrive il gip: "Le vittime erano costrette a pratiche sessuali spesso cruente, valendosi anche di iniezioni o inoculazione di narcotici e sostanze varie (...) Le vittime venivano riprese e fotografate". I loro carnefici "effettuavano riti di sangue e violenza con chiari richiami a pericolosi rituali di sette sataniche: maschere, vestizioni da diavoli o conigli neri, cerchi di fuoco, croci, cappucci".

Né il gip, né il pubblico ministero, né i carabinieri della compagnia di Bracciano hanno mai incontrato i bambini di Rignano. Del loro esame da parte della consulente del pubblico ministero non esiste registrazione. Il loro racconto - nei casi in cui ne è conservata traccia - è documentato dagli appunti presi dai loro genitori. In tre casi, da videoregistrazioni domestiche. Il gip avverte la difficoltà del passaggio. Scrive: "Della credibilità e affidabilità dei racconti dei genitori non è motivo dubitare. E' anzi apprezzabile il loro sforzo di rispettare il più possibile le modalità logiche ed espressive dei bambini. Né inficia in alcun modo l'affidabilità delle loro denunce la circostanza che i genitori si siano ad un certo punto confrontati su quanto andava emergendo".

Certo, resta il problema del metodo di lavoro della dottoressa Marcella Battisti Fraschetti. Ma la spiegazione che la consulente del pm fornisce è ad avviso del gip sufficiente per mettere in un canto ogni dubbio: "I bambini sono ancora nella fase acuta della disorganizzazione del pensiero e questo non ha reso possibile di poter procedere a forme di registrazione, ai cui tentativi i minori hanno opposto un deciso e netto rifiuto".

I referti obiettivi di cui conta l'istruttoria sono quelli medico-pediatrici. Uno soltanto - redatto al Bambino Gesù - documenta cicatrici nella carne ("la presenza di "setto" dell'imene" in una delle bambine), pur senza trarne conclusioni univoche ("conformazione congenita? esito cicatriziale?"). Gli altri, accertano un'infezione genitale rara ("anite rossa") o ferite profonde della psiche. "Reazione di ansia, con irrigidimento del corpo, al momento della visita ai genitali, con immediata erezione"; "balbuzie emozionale"; "aggressività inesplosa"; "ipercinetismo".
Nell'argomentare del gip, la sproporzione tra la descrizione delle violenze e l'assenza di significative cicatrici fisiche è argomento aggirabile con l'incertezza sui tempi in cui gli abusi si sarebbero consumati. Verosimilmente tra il 2005 e l'autunno dello scorso anno.

E, nell'ordinanza, l'argomento viene puntellato con l'esame tossicologico sui capelli di due bambine. Gli investigatori scelgono quelle che li hanno più lunghi, "tali da consentire una loro analisi retroattiva al 2005-2006". In quelle ciocche, i laboratori fissano tracce di "benzodiazepine". I sedativi dei racconti dell'orrore - chiosa l'accusa - I sedativi che una delle arrestate, Patrizia Del Meglio "ha negato di aver mai assunto durante il suo interrogatorio con il pm", ma che, "al contrario, dopo un ricovero per crisi depressive, acquistava in una farmacia diversa da quella di Rignano, assumeva con prescrizione medica e nascondeva in casa".

I racconti dei bambini e il loro esame medico-psichiatrico fermano il tempo dell'inchiesta al giorno in cui è cominciata - luglio 2006 - e al successivo autunno del "blitz", quando si è arricchita di nuove denunce. Dunque, cosa è accaduto in questi nove mesi in cui gli indagati sono rimasti in quotidiano contatto con le loro presunte vittime? E perché arrestarli soltanto martedì? Il gip dà atto che non molto è accaduto. Che, allo stato, non sono state trovate né foto né video degli orrori.

Scrive: "I servizi di osservazione degli indagati non consentivano un'efficace controllo per la carenza di personale dell'Arma, né risultati utili sono venuti dall'attività di intercettazione telefonica".

Quel che dunque salta fuori è questo. In un ripostiglio della casa di Patrizia Del Meglio, erano stipati in sacchi di plastica "maschere, vestiti" e 100 pupazzi che i bambini "hanno riconosciuto come quelli utilizzati durante i giochi erotici, riuscendo anche a collocarli nei diversi locali della casa". E dove, "al contrario di quel che l'indagata afferma", "i bambini venivano portati". Simona Baldoni, colf della Del Meglio dal 1999 al 2001, ricorda due singoli episodi. Aver "sorpreso" la signora, "in una occasione", rientrare da scuola con alcuni dei suoi piccoli alunni. Aver osservato sullo schermo del pc del marito, Gianfranco Scancarello, "foto di maschietti e femminucce con grembiulini rosa o celesti, che mi venne detto fossero per lo Zecchino d'oro".

Parlano anche altre due donne: Elisabetta Palamides e Nadia Di Luca, agenti della municipale di Rignano. Nel maggio-giugno 2006 sorprendono "un gruppetto di bambini della "Rovere" fuori dalla scuola". Chiedono dove se ne stiano andando da soli. Gli viene risposto: "In gita alla fattoria. Aspettiamo il pulman". "Quel giorno - scrive il gip - è stato accertato che non c'era alcuna gita alla fattoria". Parlano infine, "confermando i racconti dei bambini", i colori. Meglio, un colore: il rosso. "Rossa era l'auto Suzuki che aveva la Del meglio nel 2001". "Rossa è la Fiat 500 della maestra Marisa Pucci". "Rossa è la vasca chicco a forma di conchiglia" trovata nel suo giardino di casa.
Per il gip ce ne è abbastanza per aprire le porte di un carcere. Anche a distanza di nove mesi dall'accertamento dei fatti. Le motivazioni non prendono più di una cartella e mezzo. Indubbiamente - scrive - "non si ravvisa un pericolo di fuga", ma "i reati commessi sono gravissimi.

Esiste un concreto pericolo di inquinamento delle prove, a cominciare dai bambini, facilmente condizionabili e noti agli indagati. Il presidente dell'Associazione genitori di Rignano Flaminio, Arianna Di Biagio, e la segretaria, Antonella Paparelli, hanno subito minacce da ignoti".


(27 aprile 2007)
http://www.repubblica.it/2007/04/sezioni/cronaca/pedofilia-uno/pedofilia-uno/pedofilia-uno.html

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Di Loredana Morandi (del 20/04/2007 @ 18:14:11, in Magistratura, linkato 1774 volte)

Unità per la Costituzione

Unità per la Costituzione, con riferimento alla decisione della Sezione disciplinare del CSM del 13.4.2007, che ha ritenuto responsabili di illecito disciplinare i componenti di un collegio del Tribunale penale di Roma, osserva:

Le decisioni della Sezione disciplinare non si discutono nel merito e si rispettano per loro determinazioni!

Sorprende e stupisce, peraltro, che nella fattispecie il Giudice disciplinare sia intervenuto  censurando un collegio impegnato nella celebrazione  di un complesso dibattimento, ormai prossimo alla conclusione, prevista nel giro di due mesi.

Da un punto di vista oggettivo, al di là di qualsiasi valutazione di merito ( che non interessa in questa sede), questa decisione potrebbe  costituire un “vulnus” per la serenità dei giudici.

Ritiene Unità per la Costituzione che l’azione disciplinare dovrebbe rimanere “neutra” rispetto all’attività giurisdizionale, la quale deve seguire il suo corso senza il pericolo di condizionamenti di sorta e senza rischi di turbamenti di percorso, con conseguente violazione del principio di soggezione del giudice soltanto alla legge e possibili implicazioni sul principio del giudice naturale precostituito per legge.

Unità per la Costituzione auspica  che su tali temi, ed in particolare su quelli che investono il rapporto tra procedimento disciplinare ed attività giurisdizionale, anche alla luce della nuova  normativa, si determinino le  opportune riflessioni del CSM, nelle sue articolazioni competenti.
 

Roma, 20.4.2007.

Il Segretario Generale di Unità per la Costituzione

Marcello Matera

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Di Loredana Morandi (del 20/04/2007 @ 07:41:18, in Giuristi, linkato 1857 volte)

http://www.siatec.net/bloggersperlapace/upload/rte/abu_omar.jpgAbu Omar: Appello al Parlamento europeo
Contro la «filosofia della guerra al terrore», difendiamo lo stato di dirtitto

Per sottoscrivere l'appello inviare una mail a serpajit@yahoo.it
 
Premesso che la comunità internazionale ed i singoli Stati hanno il diritto ed il dovere di difendersi da attacchi terroristici, utilizzando efficaci sistemi di prevenzione e di punizione dei colpevoli riconosciuti tali dalle competenti Corti di giustizia, riteniamo assolutamente intollerabile il ricorso alla cosiddetta “filosofia della guerra al terrore”. Questa, teorizzando la supremazia della sicurezza sulle libertà, ha condotto ad atti politici unilaterali in contrasto con i principi del diritto bellico e del diritto umanitario e hanno determinato modificazioni delle regole delle procedure giudiziarie, considerandole solo un fastidioso ostacolo al raggiungimento dei propri obiettivi.

In questo scenario si collocano prassi totalmente illegali come le cosiddette rendition, ossia i rapimenti dei sospetti terroristi al di fuori di procedure legali: trasferimento attraverso voli “coperti” in prigioni segrete in cui non è possibile alcuna verifica delle condizioni di detenzione, tortura e trattamenti disumani e degradanti.

Ci rivolgiamo alla Commissione e al Parlamento Europeo affinché sollecitino i Governi al rispetto delle risoluzioni del Consiglio d’Europa (2006) e del Parlamento Europeo (14.2.2007) che condannano queste modalità illecite di lotta al terrorismo, obbligando i Governi a fare piena luce su queste scomode verità. Tutto ciò deve essere fatto anche in nome degli impegni sottoscritti al momento della firma della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (Roma, 4.11.1950) e della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (New York, 10.12.84).

In vari Paesi europei come Italia, Germania, Svizzera, Spagna, Portogallo etc., sono in corso inchieste giudiziarie che, in alcuni casi (come quelle condotte dalle Procure di Milano e di Monaco per i sequestri, rispettivamente, dell’egiziano Nasr Osama Mustafa Hassan detto Abu Omar, avvenuto in Milano il 17.2.03 e di Khaled El Masri, avvenuto il 31.12.03, ai confini tra la Serbia e la Macedonia), hanno portato alla identificazione di agenti della C.I.A come responsabili di tali sequestri.
Purtroppo in alcuni Paesi, come ad esempio l’Italia, si sta cercando, con ogni mezzo, di bloccare il corso della giustizia adducendo considerazioni di sicurezza nazionale. Tutto ciò sta avvenendo nonostante la deplorazione del Parlamento Europeo ed il suo esplicito invito ad esaminare rapidamente la richiesta di estradizione dei 26 cittadini americani predisposta dalla Procura di Milano.
A tutt’oggi il Governo italiano non ha ancora preso alcuna decisione in merito e, anzi, sta cercando di impedire la celebrazione del processo milanese, accusando i giudici, dinanzi alla Corte Costituzionale, di violazione del segreto di Stato.

Tutto ciò rischia di annullare l’inizio del processo previsto per il prossimo 8 giugno che vede imputati ventisei cittadini americani imputati del sequestro illegale di Abu Omar e sei italiani appartenenti ad un servizio segreto nazionale accusati di corresponsabilità.

Coloro che sottoscrivono questo appello ritengono, invece, che, pur nel rispetto delle prerogative nazionali dei singoli Governi europei, sia assoluto dovere del Governo Italiano, così come di tutti i Governi europei coinvolti in casi analoghi, compiere ogni passo idoneo per agevolare – anziché ostacolare – la ricerca della verità attraverso procedure giudiziarie pubbliche, immediate ed efficaci.

Chiediamo al Parlamento Europeo di sollecitare il Governo Italiano a inoltrare le richieste di estradizione dei responsabili dei sequestri e di evitare ogni ricorso al segreto di Stato, che è incompatibile con la tutela dei Diritti Umani.

L’unica speranza per sconfiggere il terrorismo è attraverso l’osservanza delle regole delle nostre Democrazie.
Siamo, infatti, fermamente convinti che il contrasto e la definitiva sconfitta del terrorismo internazionale saranno possibili solo se, in qualsiasi parte del mondo, sarà rispettato lo Stato di Diritto e saranno altresì rispettati i diritti dei singoli, anche di coloro che sono sospettati di attività terroristiche e ai quali devono essere comunque garantiti dei giusti processi.

Chiediamo inoltre al Parlamento Europeo che si faccia garante del rispetto dei Diritti Umani chiedendo con forza ai singoli Governi nazionali di conformare le loro azioni ai principi irrinunciabili di Civiltà e Democrazia.
Adolfo Perez Esquivel, Premio Nobel della Pace

Hanno già sottoscritto l’appello:

Mairead Corrigan Maguire, Premio Nobel della Pace
Betty Williams, Premio Nobel della Pace
Dario Fo, Premio Nobel della Letteratura
Noam Chomsky, linguista
Samuel Ruiz Garcia, Vescovo Emerito di San Cristobal de las Casas, Chapas, Messico
Antonio Cassese, Prof. Diritto Internazionale, Università di Firenze
Gianni Minà, scrittore, giornalista
Enrico Calamai, ex console in Argentina, scrittore
Michele Serra, scrittore, giornalista
Gherardo Colombo, Magistrato
Domenico Gallo, Magistrato
Baltasar Garzon, Magistrato, Juez Audiencia Nacional de Espańa
Don Luigi Ciotti, Presidente Gruppo Abele
Luis Sepulveda, scrittore
Ernesto Cardenal, scrittore
Raniero La Valle, intellettuale, giornalista
Gianni Vattimo, filosofo
Eduardo Galeano, scrittore
Lidia Ravera, scrittrice
Gino Strada, Presidente di Emergency
Giuliano Turone, Magistrato
Tullio De Mauro, Università La Sapienza
Luca Zingaretti, attore
Elena Paciotti, Presidente Fondazione Basso
Padre Alex Zanotelli
Franca Rame, attrice
Ettore Scola, regista
Julio Lancellotti, Vescovo Vicario di San Paolo del Brasile
Emilio Dolcini, Prof. Ordinario di Diritto Penale, Università di Milano
Carlo Bernardini, Dipartimento di Fisica, Università La Sapienza
Roberto Fineschi, Prof.Emerito di Fisica, Università di Parma
Giuliano Colombetti, Research Director, Istituto di Biofisica CNR, Pisa
Prof. Franca Bigi, Università degli Studi di Parma
Prof. Silvia Bozzelli, Facoltà di Giurisprudenza, Università di Milano Bicocca
Arcadi Olivares Boadella, escritor,y catedràtico de la Universitat per la Pau,
UNIPAU, Sant Cugat del Vallès, de Barcelona
Pietro Faglioni, già Prof. Ordinario di Neurologia, Università di Modena e Reggio Emilia
Daniele Archibugi, Italian National Research Council
Pier Luigi Susani, Past President Medici Senza Frontiere Italia
Francesco Lenci, Dirigente ricerca, Istituto Biofisica CNR, Pisa
Beverly Fisher, Bjt Associates, Consigliera World Center of Compassion for Chieldren (USA)
Francesco Maselli, regista
Gianni Ferrara, Professore Emerito di Diritto Costituzionale, Università La Sapienza
Eligio Resta, Prof. Filosofia del Diritto,Università Roma 3
Antonio Alberto Semi, Membro Ordinario della Società Psicoanalitica italiana
Giorgio Arlorio, sceneggiatore
Ferdinando Cordova, Prof.Ordinario Storia Contemporanea, Università di Roma La Sapienza
Claus Miller, pittore, artista per la pace
Riccardo Antonini, Consorzio Roma Ricerche
Cristiano Grandi, Coordinator Action&Passion for peace
Andrea Molino, compositore
Mariagrazia Capitanio, psicanalista
Patrizio Campanile, psicanalista, Direttore della SPI
Marco Cappato, parlamentare europeo
Nessuno Tocchi Caino
Federico Mayor Zaragoza, Presidente Fundación Cultura de Paz, Madrid
Marco Travaglio, scrittore, giornalista

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Di Loredana Morandi (del 18/04/2007 @ 18:29:23, in Estero, linkato 1819 volte)

 

mercoledì, 18 aprile 2007 4.22

ROMA (Reuters) - La Corte costituzionale ha dichiarato oggi l'ammissibilità dei ricorsi contro il processo per il rapimento di Abu Omar presentati dall'avvocatura di Stato. Lo riferiscono fonti della Corte.

Nei ricorsi, l'avvocatura dello Stato, che rappresenta il governo, afferma che il giudice per l'udienza preliminare non avrebbe potuto decidere il rinvio a giudizio degli imputati sulla base di documenti ottenuti con la violazione del segreto di Stato.

Secondo il governo, la Procura milanese, che indaga sul sequestro illegale dell'ex imam egiziano - sospettato di essere un militante di gruppi islamici eversivi, e prelevato a Milano nel 2003 da una squadra del servizio segreto Usa, secondo l'accusa - avrebbe violato le "prerogative di secretazione" dello stesso esecutivo, attingendo a materiale coperto dal segreto di Stato e intercettando agenti dei servizi.

Ora che è stata definita l'ammissibilità del ricorso, la Consulta dovrà pronunciarsi nel merito, stabilendo in concreto se annullare o meno il rinvio a giudizio chiesto dai magistrati milanesi Armando Spataro e Ferdinando Pomarici nei confronti dell'ex direttore del Sismi Nicolò Pollari e di altri 32 imputati.

Il 16 febbraio scorso, il gup Caterina Interlandi aveva rinviato a giudizio 26 agenti della Cia insieme ad altri membri dell'intelligence italiano, tra i quali l'ex direttore del Sismi Nicolò Pollari.

In quello che dovrebbe essere il primo processo europeo per un caso riguardante una cosiddetta "extraordinary rendition", gli agenti statunitensi verranno giudicati in contumacia, perché Washington ha negato l'estradizione dei 26 membri della Cia.

Il processo sul sequestro dovrebbe iniziare l'8 giugno.

Reuters.it

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Di Loredana Morandi (del 18/04/2007 @ 10:53:50, in Sindacato, linkato 1814 volte)

FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA ITALIANA
Unione Nazionale Cronisti Italiani

LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI ALLA CAMERA,
APPELLO AL PRESIDENTE NAPOLITANO
PER LA LIBERTA’ DI STAMPA

Roma, 17/4/2007
Prot. n.225

La Giunta Esecutiva dell’Unione Nazionale Cronisti Italiani rivolge un appello al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano perché ponga un argine alle ricorrenti tentazioni di limitare la libertà dell’informazione restringendo ulteriormente gli spazi del diritto di cronaca.

Il disegno di legge Mastella sulle intercettazioni all’esame della Camera, seguendo la ricorrente ondata emozionale che si determina in concomitanza con le inchieste della magistratura di tutta Italia sui più svariati temi delittuosi, modifica infatti il Codice di procedura penale e  stabilisce il divieto di pubblicare atti non coperti dal segreto istruttorio e già a conoscenza delle parti. Il dibattito nell’Aula di Montecitorio è tutto e solo dedicato a decidere a quanti mesi o anni di carcere condannare i cronisti che assolvono alla loro funzione di informare i cittadini di quanto avviene.

E questo nel Paese che ama definirsi “Culla del diritto”,  ma che già  prima delle ultime misure restrittive del Garante della Privacy  - che secondo la ‘’Information Safety and Freedom’’ sono normative “ molto diffuse in quasi tutti i regimi autoritari”  - figura al 79/mo posto delle classifiche internazionali della libertà di stampa ex aequo con il Botswana. Se passeranno le norme liberticide in discussione in Parlamento l’Italia sprofonderà al fondo delle classifiche mondiali.

Approvando il ddl Mastella senza valutarne le conseguenze in tutti i risvolti,  il Governo, il Parlamento e le forze politiche  rischiano di assumersi la pesantissima responsabilità di andare contro l’art. 21 della Costituzione e di reprimere il lavoro dei cronisti che non potranno più assolvere il proprio compito serenamente in assenza di quelle garanzie che uno Stato democratico ha il dovere di garantire agli operatori di un’informazione libera, autonoma e con  la “schiena dritta”.

Governo, Parlamento e forze politiche si assumerebbero anche la responsabilità di sottoporre alla firma del Presidente Napolitano una normativa che restringe la libertà di stampa e manda i cronisti in prigione proprio nei giorni in cui il Presidente del Messico Felipe Gonzales promulga una legge che abolisce la condanna al carcere dei giornalisti per il reato di diffamazione.


*** *** ***

Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 17 aprile ’07
Prot. n. 71/c

Il Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Paolo Serventi Longhi, ha dichiarato:

“Non condividiamo l’inasprimento delle sanzioni per i giornalisti introdotto con un emendamento del Governo al disegno di legge sulle intercettazioni. Un emendamento che sembra rappresentare una mediazione tra maggioranza ed opposizione e che si aggiunge a quanto già deciso: il prolungamento della fase di secretazione degli atti processuali. Nonostante sia stata battuta la linea dura delle minoranze, il provvedimento passa ora al Senato con un taglio repressivo. Chiediamo di poter esprimere al Parlamento e al Ministro della Giustizia la contrarietà del Sindacato dei giornalisti per un provvedimento che espropria l’organo di autogoverno deontologico della categoria, l’Ordine dei giornalisti, dei suoi poteri sanzionatori”.

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Di Loredana Morandi (del 16/04/2007 @ 17:03:34, in Indagini, linkato 1864 volte)

Sottotitolo: Web, Blog, Spazzatura e Gente Disonesta

Scopro oggi questa chicca, che coinvolge la sottoscritta e il sito web del Dizionario De Mauro, della editrice Paravia (Mondadori).

Non faccio nomi, altrimenti sarei costretta a citare i ben noti delinquenti del weblog italiano, che da sempre si spacciano e millantano di essere grandi opinionisti mentre si tratta di ometti, donnette e soprattutto nulla facenti e nulla pensanti.

Il seguente "risultato" si trova oggi al "sesto" posto su 215.000 dato dal motore di ricerca it.altavista.com. E' facilissimo ottenere un risultato come questo in quanto si fonda esclusivamente su dati numerici.

Quanti sono stati quelli che hanno cliccato sul link associato al mio nome, come pubblicato su uno dei tanti blog mondezza del web italiano? Molti, certamente, tutti utenti cerebro disfatti, poveretti avvezzi a leggere brutte MACCHIE del web e PUNTINI scopiazzati e tradotti dai blog americani, ma che ormai non pensano e han perso di già la loro dignità.

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Di Loredana Morandi (del 04/04/2007 @ 16:24:20, in Magistratura, linkato 1793 volte)

Associazione Nazionale Magistrati

Reagire ad una scelta gravissima.
Magistratura pronta a scendere di nuovo in lotta

La scelta di presentare al Senato – e non alla Camera dei deputati come era stato da più parti anticipato – il ddl Mastella sull’ordinamento giudiziario è oggettivamente gravissima.

E’ noto che l’unico obiettivo realisticamente perseguibile entro il 31 luglio di quest’anno è l’approvazione del ddl Mastella ad opera di un ramo del Parlamento e che tale approvazione è premessa per l’emanazione di un provvedimento che blocchi ulteriormente l’entrata in vigore della controriforma Castelli, lasciando aperto il processo riformatore.

La trasmissione al Senato del ddl aumenta a dismisura i rischi di ritardi e slittamenti nella discussione e nella approvazione delle nuove norme e rischia di compromettere definitivamente il percorso tracciato dal Governo e dalla sua maggioranza per sostituire alla legge Castelli disposizioni che evitino la definitiva paralisi della giustizia.

Essa rappresenta dunque un segnale di disinteresse e di indifferenza al raggiungimento di risultati che pure questa maggioranza ha sempre affermato di volere.

Segnale che l’associazione nazionale magistrati interpreta in tutta la sua valenza negativa ed a cui intende reagire chiamando la magistratura a mobilitarsi ancora un volta sulla questione ordinamento giudiziario e convocando il CDC in tempo utile per  l’assunzione di ogni iniziativa di lotta da adottare ben prima della scadenza del luglio di quest’anno.

Roma, 4 aprile 2007

La Giunta Esecutiva Centrale

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