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 .. mandorlo ..... di Lunadicarta
 
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Se subisci un'ingiustizia, consolati: la vera infelicità consiste nel commetterla.

Democrito
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 31/05/2009 @ 22:52:50, in Magistratura, linkato 2389 volte)
La riforma del processo civile

Più spazio ai giudici di pace. Sanzioni alle parti che puntano solo a perdere tempo. Testimonianze anche in forma scritta. Limiti precisi per i ricorsi in Cassazione. Deleghe per riordinare i riti e rilanciare la conciliazione. Sono questi alcuni dei punti della riforma del processo civile contenuti nel collegato alla Finanziaria. Ecco tutte le principali novità.

Cause civili, riforma in due tempi

di Giovanni Negri


Un doppio binario per il processo civile. Con effetti paradossali nelle aule dei tribunali: nelle stesse ore, nel medesimo tribunale, per due cause sulla stessa materia, si potrà assistere per mesi, se non per anni, all'applicazione di norme diverse e a volte opposte. La fase transitoria dell'applicazione del nuovo processo civile si presenta complessa per magistrati e avvocati, costretti a fare i conti con un pacchetto di novità che cambierà da subito le regole, ma senza cancellare la vecchia disciplina.


- Le Nuove Regole -


Processo civile, tutti i rischi della fase transitoria

Nella fase di avvio della riforma si potrà assistere all'applicazione di norme diverse e a volte opposte


Quattro novità per giudici e avvocati




Giustizia / L'abc del collegato alla Finanziaria 2009

Sentenze on line, sanzioni per chi allunga i processi, testimonianza scritta. E, ancora, riordino dei...
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Di Loredana Morandi (del 31/05/2009 @ 22:45:07, in Politica, linkato 1614 volte)
Riforma della Giustizia:
ecco i cambiamenti al procedimento penale


di F.Iannello

Il cavaliere annuncia che il governo è pronto a cambiare la Costituzione per vietare l’appellose si è assolti in primo grado.

Il Ddl approvato venerdì dal Consiglio dei ministri dovrebbe avere l’obiettivo di riformare il processo penale. I cambiamenti apportati riguardano i limiti ai poteri del Pm, maggiore autonomia della polizia giudiziaria, un ampliamento dei poteri per la difesa degli imputati e novità su giudici e competenze.

Berlusconi ha però precisato che la riforma della giustizia non sarà completata fino a quando non verrà inserito il divieto di appello dei Pm in caso di assoluzione dell’imputato in primo grado: “Se sarà necessaria una riforma costituzionale la affronteremo” ha affermato.

Il Ddl indebolisce i poteri dei Pm e potenzia quelli della difesa; obbliga il giudice ad astenersi se esprime giudizi tali da compromettere la sua imparzialità, al di fuori del processo, nei confronti delle parti; propone la revisione delle condanne definitive se la Corte di Strasburgo ha condannato l’Italia per violazione dei diritti della difesa; impone la trasmissione on line dei dati sulla produttività degli uffici ogni tre mesi. Ancora viene allargato il campo d’azione delle Corti d’assise (composte da due giudici togati e da sei popolari), che saranno in grado di giudicare anche reati come associazione di stampo mafioso o per traffico di droga, sequestro di persona, terrorismo, pure in caso l’imputato dovesse richiedere il rito abbreviato (adesso decide il Gup). La decisione riguardo le misure cautelari sarà di competenza del Tribunale distrettuale in composizione collegiale, non più del Gip, il quale continuerà a decidere se convalidare arresto in flagranza e fermo. Resta il giudizio direttissimo davanti al Tribunale monocratico, ma la misura cautelare eventualmente applicata dovrà essere confermata sempre dal Tribunale collegiale distrettuale, entro 20 giorni. Chi ha subito una condanna a non più di tre anni potrà godere dell’affidamento in prova solo se accetterà di svolgere lavori socialmente utili. Lo stesso vale per i detenuti a cui restano da scontare tre anni di carcere.

In sintesi, i cambiamenti sostanziali del processo penale riguardano:

1 Limiti ai poteri del Pm: il Pm “ non può più prendere cognizione diretta delle notizie di reato. Si limiterà a riceverle dalla polizia giudiziaria”. Quest’ultima “ godrà di maggiore autonomia, così da svolgere investigazioni anche autonome rispetto a quelle delegate da Pm”. Infine, è previsto “un maggiore controllo sulle richieste di provvedimenti cautelari formulate dal Pm” tramite il visto obbligatorio del capo dell’ufficio.

2 Polizia giudiziaria più autonoma: la polizia giudiziaria “potrà compiere tutti gli atti urgenti anche dopo che il Pm ha assunto la direzione delle indagini e svolgere di iniziativa ogni attività necessaria ad accertare reati”. Eccetto casi particolari, “ la polizia giudiziaria svolge le indagini e relaziona al Pm entro sei mesi” mentre per gli accertamenti tecnici, interrogatori o confronti con l’indagato dovrà farsi autorizzare dal Pm.

3 Diritto alla prova, impugnazioni: potere ampliato dell’imputato di far ammettere le prove a discarico. “A parziale contrappeso, si impone maggiore rigore nell’indicare la rilevanza dei testimoni”. Non più vietate le prove superflue. Entro tre giorni dalla lettura del dispositivo della sentenza, Pm, imputato o parti civili devono dire se faranno appello. Se nessuno impugna, il giudice motiva la decisione con una sentenza breve.

4 Revisione delle sentenze: sarà accettata la richiesta di revisione delle sentenze di condanna se la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per violazione del diritto di difesa. Il processo verrà sospeso se l’imputato è assente quando si procede per reati fino a cinque anni, cosiddetti a citazione diretta o sui quali è competente il giudice di pace.

5 I processi in corte d’assise: ai reati già previsti, si aggiungono l’associazione di stampo mafioso o per traffico di droga, sequestro di persona per estorsione e terrorismo. In caso di rito abbreviato per questi reati non è più competente il Gip ma la Corte d’assise. Si introducono criteri più certi per determinare il giudice territorialmente competente se non è individuabile il luogo in cui è stato commesso il reato.

6 Astensione e ricusazione: previsto “l’obbligo di astensione del giudice che ha espresso giudizi fuori dall’esercizio delle funzioni giudiziarie nei confronti delle parti del procedimento e tali da recare pregiudizio all’imparzialità del giudice”. Sarà inoltre controllata l’efficienza delle toghe attraverso sistemi di rilevamento informatici.


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Sarei proprio curiosa di sapere se i quotidiani italiani, impegnati nella questione Papi Noemi, riprenderanno o meno questa notizia importantissima.


L'orientamento emerge tra i ministri della Giustizia e dell'Interno impegnati nel vertice di Roma

Pedofilia online, l'idea di una 'blacklist' dei siti gestita dall'Interpol

Si fa strada l'ipotesi che le liste nere dei siti pedopornografici potrebbero essere gestite da organizzazioni internazionali in modo da assicurare un'adeguata prevenzione del fenomeno

Roma, 31 mag. (Adnkronos) - La creazione di apposite 'blacklist' in ambito G8 dei siti internet pedopornografici potrebbe costituire uno strumento efficace per ostacolare la navigazione verso gli indirizzi web che ospitano contenuti pornografici riguardanti i minori. E' l'orientamento che emerge tra i ministri della Giustizia e dell'Interno impegnati nel vertice di Roma.

In particolare, si fa strada l'ipotesi che le liste nere dei siti pedopornografici potrebbero essere gestite da organizzazioni internazionali come l'Interpol in modo da assicurare un'adeguata prevenzione del fenomeno.


Da notare: le assenze.

Pedofilia online, l'idea di una 'blacklist' dei siti gestita dall ...

Adnkronos/IGN - ‎9 ore fa‎
Roma, 31 mag. (Adnkronos) - La creazione di apposite 'blacklist' in ambito G8 dei siti internet pedopornografici potrebbe costituire uno strumento efficace ...

Blacklist siti pedoporno e denunce provider

ANSA - ‎30-mag-2009‎
ROMA - Una 'balcklist' (lista nera) dei siti pedopornografici e la denuncia da parte dei provider dei servizi Internet: sono alcuni degli strumenti con cui ...

G8: al bando siti pedopornografici

ANSA - ‎29-mag-2009‎
(ANSA) - ROMA, 29 MAG - Creare delle 'blacklist G8' dei siti pedopornografici gestite da organizzazioni internazionali quali l'Interpool. ...

PUNTO 1 - G8, intesa su black list dei siti web pedopornografici

Reuters Italia - ‎29-mag-2009‎
ROMA, 29 maggio (Reuters) - I ministri degli Interni e della Giustizia del G8 hanno convenuto oggi, nell'ambito del vertice in corso a Roma, di creare delle ...

G8: ALLO STUDIO UNA BLACKLIST DEI SITI PEDOPORNOGRAFICI

Asca - ‎29-mag-2009‎
(ASCA) - Roma, 29 mag - Una ''blacklist'' dei siti pedopornografici. E' una delle misure piu' concrete che potrebbe emergere dai lavori del G8 dei ministri ...

Al G8 affrontato il problema della pedopornografia online

BitCity - ‎30-mag-2009‎
I ministri degli Interni e della Giustizia del G8 hanno deciso di creare delle "blacklist G8" dei siti internet pedopornografici. ...

G8, ecco i nuovi cyber criminali

Giornale Radio Rai - ‎29-mag-2009‎
Si è parlato anche di sicurezza informatica al vertice dei G8 Giustizia-Sicurezza in corso a Roma. Criminali e terroristi, si è detto, possono facilmente ...
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Di Loredana Morandi (del 31/05/2009 @ 06:55:40, in Sindacato, linkato 1627 volte)
Queste elezioni saranno ricordate per la "guerra delle veline" tra le diverse fazioni della stampa italiana, ma proprio grazie a questo, gli italiani non saranno informati dei programmi di coloro che andranno a votare.

L'Espresso: "Mai offerto soldi"

Il Giornale: "Abbiamo le registrazioni"


Milano - "L'Espresso" dopo il nostro articolo "Pronti a pagarmi per incastrare Belusconi" passa all'attacco. A scatenare le ire del gruppo editoriale di De Benedetti il racconto di Laura Drewicka, ex concorrente del Grande Fratello, che riferisce come due giornalisti dell’Espresso fossero pronti a pagarla "per incastrare Berlusconi": 50mila euro in cambio del racconto della relazione (inventata) tra lei e il Cavaliere.

L'Espresso: "Pronti ad azioni legali" La direzione del settimanale romano, in una nota, afferma di riservarsi ogni azione legale nei confronti del Giornale e precisa: "Il 27 maggio Roberta Arrigoni, titolare dell’agenzia fotografica Unopress, contattava ripetutamente un nostro collega proponendogli un’intervista con Laura Drezwicka, disponibile a raccontare i suoi rapporti con Silvio Berlusconi. Nel corso dell’incontro, alla richiesta di denaro per rilasciare l’intervista, il collega precisava che mai sarebbe stata pagata un’intervista. Se l’agenzia avesse proposto fotografie, queste sarebbero state valutate ed eventualmente acquistate secondo una normale prassi. Le telefonate intercorse con l’agenzia fotografica e l’incontro del nostro collega con la signorina Drezwicka - conclude la nota- sono state registrate".

Il Giornale: "Confermiamo tutto, abbiamo le registrazioni" In merito all’articolo il Giornale conferma "tutto quanto riportato dell’edizione di oggi". "Abbiamo la registrazione del colloquio - continua la nota - fra Laura Drezwicka e i giornalisti dell’ Espresso. E siamo pronti a esibirla in ogni sede opportuna".

Il Giornale

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Di Loredana Morandi (del 31/05/2009 @ 03:05:50, in Estero, linkato 1522 volte)



الجمعيات الإيطالية للفنانين الرافضين للحرب

جمعية أرغون

اتحاد أساتذة القانون من أجل فلسطين

تندد شبكة الفنانين:

باستغلال مؤسسة باصّو و لويزا مورغانتيني -لأهداف انتخابية- للمشروع الذي ترعاه الشبكة، ألا وهو الإبلاغ عن جرائم الحرب الإسرائيلية أمام المحكمة الجنائية الدولية والمبادرة الإيطالية الخاصة بمحاكم القانون <الوطني دفاعا عن الفلسطينيين.

إن العمل غير اللائق وغير الشعبي لنائبة برلمانية أوروبية، التي تسيء استخدام الأموال والسلطة، من أجل حرمان المجتمع المدني من أسمى أعماله، لهو عار حقيقي أمام حركة المجتمع الدولي بأسره.

إن فرض رمز حزبي بالقوة عمل يثير الاستنكار لاسيما عندما يتعلق الأمر بحقوق الشعب الفلسطيني نفسه.

إنه عرض عام للفساد الايطالي الخالص الذي يلهث وراء مقعد في البرلمان الأوروبي، لنفسها أو لمرشحين آخرين، بينما هناك شعب يعاني من إبادة جماعية منذ 60 عاما ومن بناء جدار ارتفاعه 8 أمتار ومن كل الهجمات الحربية أحادية الجانب من قبل قوة استعمارية أجنبية.

إن تجريد المجتمع المدني من مبادراته عمل غير شعبي إذا جاء من محكمة الشعوب، ويتنافى مع الجذور الثقافية والأخلاقية والنظام الأساسي لمؤسسة ليليو باصّو.

والآثار العتيقة لمحكمة رسل Russel لن تقدم لفلسطين سوى الكلمات، كما حدث مع العراق، الأمر الذي سيؤدي إلى حدوث انقسامات بديهية في المجتمع المدني.

إن حق الشعب الفلسطيني، الذي ينبغي أن يمارس داخل قاعات العدالة الوطنية والدولية، يتطلب بدءا من اليوم أوسع مشاركة سياسية وثقافية ممكنة في إيطاليا والخارج. فهنالك حاجة لمشاركة اجتماعية تتضافر فيها التشكيلات السياسية لليسار والوسط واليمين، وإن اختزالها داخل رمز حزب واحد خطأ أخلاقي غير مقبول.

وحتى يكون هناك قاض حقيقي للشعب الفلسطيني فمن الضروري، إضافة إلى ذلك، أن يكون هناك مجتمعا مدنيا نظيفا حقا يضفي المسئولية المعنوية على جميع نوابه البرلمانيين وكذلك أبرز ممثلي الديانات الكبرى.

إن شبكة جمعيات الفنانين، التي تضم فناني إيطاليا الرافضين للحرب، شاهد واقعي داخل الوطن وخارجه على تضامنها المتواصل مع الشعوب وعلى الاحترام والدفاع عن الحريات السياسية والاجتماعية والدينية لكل إنسان.

لقد كنا أول من تحدث عن حق الشعوب في المقاومة الذي تنص عليه المعاهدات الدولية وقتما كان هذا المفهوم مجهولا في إيطاليا، غير أننا لا نرغب في أن نوصف بالحزبيين المناوئين للاكليروس: صونا لاحترام وكرامة جميع ممثلينا في إيطاليا وفي العالم ممن ينتمون لأديان مختلفة: المسلمون، واليهود الإسرائيليون، والبوذيون، والمسيحيون الكاثوليك، والبروتستانت والمورمون.

>بالنسبة لنا كل امرئ متساو مع غيره، ويتم الحكم عليه فقط على أساس أعماله ضد الآخرين.

ولا بد أن يكون الجميع سواسية أمام القانون.

موني اوفاديا: مساواة زائفة في النفاذية إلى الاعلام

إن توجيه الدعوة لذلك الفنان يعتبر استبدال شخص بشخص آخر، باسم مبدأ المساواة -غير الموجودة- في النفاذية إلى الإعلام، لم يكن متاحا للمدنيين الفلسطينيين في غزة، وذلك بغرض التغطية على استبعاد الفنانين الإيطاليين، رغم وجود علاقات سابقة وموثقة لهم مع أمانة القسم الدولي في مؤسسة باصّو.

إضافة إلى ذلك، فإن موني أوفاديا لم يوقع مطلقا على أي نداء من النداءات الكثيرة للفنانين الرافضين للحرب والتي ترجمت إلى 9 لغات، على عكس فنانين أمثال باولو بيللي، مانو تشاو و آخرين من مجموعة داريو فو.

وهو لا يمثلنا.

استبدال شخص بآخر يبدو وكأنه ذرا للرماد في العيون لخداع المحامي الفرنسي ديفرز، الممثل القانوني لجمعيتنا ولـ 430 جمعية أخرى في العالم، ولاستغلال مردود الصحافة المحايدة الذي حققته مبادرة الفنانين المناوئين للحرب في ايطاليا أمام المحكمة الجنائية الدولية.

لقد أضربت لوريدانا موراندي، المتحدثة باسم شبكة الفنانين عن الطعام.

إضراب عن الطعام سينتهي فقط من خلال توضيح عام ومتفق عليه واستعادة نهج العمل السليم من جانب مؤسسة باصّو، التي نأمل ألا تكون راغبة في أن تضع نفسها – بغير اسم الثقافة فقط- قبل الجمعيات والمنظمات غير الحكومية التي أقامت دعوى أمام المحكمة الجنائية الدولية من أجل الشعب الفلسطيني.

Network of Artists Against War Italia

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Di Loredana Morandi (del 30/05/2009 @ 06:32:19, in Politica, linkato 1381 volte)
G8, intesa su black list dei siti web pedopornografici

venerdì 29 maggio 2009 17:40
 
 ROMA, 29 maggio (Reuters) - I ministri degli Interni e della Giustizia del G8 hanno convenuto oggi, nell'ambito del vertice in corso a Roma, di creare delle "blacklist G8" dei siti pedopornografici gestite da organizzazioni internazionali come l'Interpol.

Secondo quanto riferito dal Viminale in una nota, le liste nere potrebbero "costituire uno strumento efficace per ostacolare la navigazione verso siti contenenti materiali pedopornografici".

I Paesi del G8 presenti al summit hanno inoltre stabilito di reagire al cybercrimine con risposte tecnologicamente all'avanguardia e con il consolidamento di una prassi internazionale di scambio di informazioni.

In particolare è stata avanzata la proposta di creare un gruppo di lavoro di esperti che in collaborazione con l'Interpol sviluppino misure innovative per far fronte al fenomeno.

ALFANO: CENTRALE TEMA FURTO IDENTITA'

Grande rilevanza ha avuto il tema del furto di identità, come ha sottolineato il ministro della Giustizia Angelino Alfano al termine della prima giornata del vertice, incontrando la stampa.

Come era stato chiesto in particolare da Stati Uniti e Canada prima del G8, ha spiegato il guardasigilli, l'attenzione si è concentrata "sul tema del furto di identità: ci vuole più collaborazione da parte dei social network, e maggiore collaborazione tra questi e chi svolge le indagini".
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Di Loredana Morandi (del 30/05/2009 @ 06:07:37, in Sindacati Giustizia, linkato 1472 volte)
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
SUL SIT-IN DEL 28 MAGGIO AL TRIBUNALE DI BARI




Giovedì 28 maggio, dalle ore 8.00 alle ore 11.00, i lavoratori della giustizia (come in altre città italiane), si sono riuniti in sit-in nel piazzale antistante il Palazzo Giustizia di Bari per denunciare l’insostenibilità della situazione di gravissima e perdurante carenza degli organici e delle risorse degli uffici giudiziari baresi.

La partecipazione del personale amministrativo è stata massiccia ed il coro che si è levato dalla piazza è stato unanime.

I coordinamenti regionali giudiziari, tutte le sigle sindacali, e il personale amministrativo, insieme denunciano il prossimo imminente stallo della macchina della giustizia nonché il rifiuto degli stessi lavoratori di essere additati, loro, come responsabili di questo sfacelo.

Rimandiamo con forza al mittente l’epiteto “FANNULLONI”.

All’invito al confronto pubblico hanno risposto: il Presidente del Tribunale dott. Savino, il sindaco di Bari Emiliano, il segretario della giunta distrettuale della ANM Marco Guida, Dr.ssa La Malfa componente del direttivo nazionale ANM, Avv. Emanuele Virgintino Presidente Consiglio dell’Ordine Avvocati Bari, nonché tutti i rappresentanti delle sigle sindacali.

Nei loro interventi i lavoratori hanno ribadito con forza che tra i tanti mali della giustizia non ci sono “loro”.
I problemi della giustizia si risolvono con l’aumento delle risorse: strutturali, delle piante organiche (magistratura e personale amministrativo), razionalizzazione dell’edilizia giudiziaria e non da ultimo il riconoscimento della progressione di carriera e del riconoscimento della professionalità acquisita che da anni è stata negata al personale giudiziario.

La riforma della giustizia deve vedere anche la partecipazione dei rappresentanti del personale amministrativo.
Altre iniziative seguiranno a quella odierna.

 
FP-CGIL CISL-FP UIL-PA RdB/CUB CONFSAL FLP
M. Marcone, V. De Fuoco, N. Di Tullio, S. Cutrone, F. Minore, D. Derosa

nb: sorry non ho tutti i loghi
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Di Loredana Morandi (del 30/05/2009 @ 06:04:07, in Sindacati Giustizia, linkato 2536 volte)
Organici - tribunale della serenissima

Giustizia, taglio di cancellieri: 155 in meno

Le nuove tabelle prevedono una riduzione del personale amministrativo. Sindacati in rivolta. Tribunale di Venezia, per le cancellerie nuovi tagli.


VENEZIA – «Mi auguro che il governo provveda in modo chirurgico alla revisione delle piante organiche del Veneto. Solo così i nostri concittadini potranno avere una risposta di giustizia». Con queste parole dure, pronunciate di fronte al sottosegretario alla Giustizia Maria Elisabetta Alberti Casellati, la presidente della Corte d’appello di Venezia Manuela Romei Pasetti aveva aperto l’anno giudiziario lo scorso 31 gennaio. Le speranze della presidente rischiano però di rimanere lettera morta. Nei giorni scorsi, infatti, le segreterie nazionali dei sindacati confederali hanno ricevuto le prime tabelle del personale amministrativo distretto per distretto, punitive per tutti i tribunali, compresi quelli veneti. Commessi, cancellieri, operatori giudiziari e altre figure passerebbero infatti da 2051 a 1896, con un taglio secco di 155 unità.

Piante provvisorie Il capo dipartimento dell’organizzazione giudiziaria Luigi Birritteri ha spiegato che sono «piante organiche provvisorie». Ma i sindacati non si fidano, visto che il governo da mesi sta lavorando ai numeri dei cancellieri di tutta Italia. «Si tratta di tagli meno che ragionieristici, fatti solo per risparmiare», ha commentato Cosimo Arnone, sindacalista Cgil della funzione pubblica, ieri a Mestre per la «Giornata provinciale della giustizia», organizzata dalla sua sigla sindacale.

La scopertura Già oggi in servizio ce ne sono molto meno: 1731, con tassi di scopertura che in alcune sedi sfiorano il 40 per cento. A crescere saranno invece le figure meno qualificate, tipo i commessi (da 120 a 199) e gli operatori giudiziari B1, ovvero i dattilografi (da 152 a 234), che non hanno nemmeno il potere di firma degli atti. «Al personale sarà richiesto anche ciò che non è nelle sue qualifiche, con tutto quello che ne consegue», aggiunge Maria Salvagno, cancelliera del giudice di pace di Mestre e coordinatrice provinciale giustizia della Cgil. Già oggi capita per esempio che in udienza vadano operatori che non sono nemmeno cancellieri.

A chi giova La domanda la pone il presidente dell’Anm regionale Enrico Stefani, giudice penale a Venezia. «Cui prodest? Un sistema inefficiente serve solo ai grandi debitori e ai grandi criminali – attacca – I primi sono spesso le stesse amministrazioni pubbliche, dei secondi alcuni siedono anche in Parlamento». La carenza di personale infatti blocca il sistema giustizia. «Io sono convinto che i giudici siano in numero sufficiente – conclude Stefani – Il problema è che se una sentenza non viene poi resa esecutiva dalla cancelleria, è carta straccia».

Alberto Zorzi per
Il Corriere del Veneto
29 maggio 2009
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Di Loredana Morandi (del 30/05/2009 @ 04:09:56, in Estero, linkato 1569 volte)
Mentre le grandi società di informatica, IBM e compagni, propongono contratti miliardari agli hacker più famosi del pianeta a seguito delle loro performance; e mentre il Presidente degli Stati Uniti dichiara che anche il suo sito web è attaccato dagli hacker...

L'Italia, questa sprovveduta, sembra in perfetta controtendenza mentre affronta il difficile processo dell'informatizzazione della Giustizia ed è coadiuvata da aziende, che assumono personale usa e getta imponendo la passerella dei volti nuovi negli uffici giudiziari.

L'informatizzazione è una cosa seria, anzi serissima, da gestire oculatamente e da affidare a personale realmente preparato e affidabile, meglio se consolidato e già conosciuto, oppure piangeremo successivamente. Al primo hacker di passaggio ...

Di seguito uno stralcio dell'articolo contenente le dichiarazioni di Obama.

L.M.


Obama lancia la cyberguerra.
Sfida agli hackers planetari


Uno 'zar' della sicurezza digitale coordinerà dalla Casa Bianca la controffensiva contro gli hackers planetari, per proteggere in particolare l'economia americana. E uno specifico comando militare presto sarà pronto a lanciare dal Pentagono guerre su campi di battaglia informatici. È il doppio fronte per la difesa del cyberspazio che il presidente Barack Obama ha deciso di spingere più in alto tra le priorità della sua amministrazione.

Gli attacchi di cyberterrorismo alle reti digitali sono «una delle minacce più serie alla sicurezza nazionale americana», ha detto Obama, in un discorso alla Casa Bianca nel quale ha rivelato tra l'altro che i network militari e della sicurezza statunitensi

«sono costantemente sotto attacco».

Ma non sono solo le grandi infrastrutture e le reti top secret a essere minacciate. Milioni di americani sono vittime di furti di indentità e fenomeni di hackerismo, e Obama ha raccontato, per la prima volta nei dettagli, come anche il sito della sua campagna elettorale lo scorso anno sia finito per mesi sotto attacco. Tra agosto e ottobre i pirati informatici hanno messo le mani su documenti politici e piani di viaggio.
Ricordando l'importanza che Internet ha avuto nella sua campagna elettorale, Obama ha sottolineato che l'episodio è stato «un potente promemoria del fatto che uno dei nostri maggiori punti di forza, cioè l'abilità a comunicare, poteva essere anche una delle nostre maggiori vulnerabilità».

Gli Usa, secondo il presidente, hanno bisogno di migliorare le loro difese in questo campo, per proteggere le infrastrutture civili e militari, i canali sui quali avvengono le maggiori operazioni economiche, ma anche gli strumenti di comunicazione della gente comune. «Il cyberspazio - ha affermato Obama - è un mondo da cui dipendiamo ogni giorno. È fatto dei nostri computer, del software, dei cellulari, dei Blackberry che sono diventati parte del tessuto della nostra quotidianità».

segue su L'Unità online
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Agrigento: L'Aurora della Giustizia
video interviste dal convegno


Il convegno agrigentino della giornata provinciale per la Giustizia, tenutosi presso la Casa San Filippo, è stato ripreso dalla telecamere di Telepace TR98.

Intervistati da Valentina Alaimo, hanno rilasciato dichiarazioni: Nicoletta Grieco, coordinatrice nazionale per la Giustizia della Funzione Pubblica di Cgil; Michele Palazzotto, segr. generale FP Cgil Sicilia; Rosa Salvago, Segr. Ordine degli Avvocati di Agrigento; il Dott. Adriano Scudieri, segretario della Associazione Nazionale Magistrati Sottosezione di Agrigento e Giuseppe Costanza, l'autista di Giovanni Falcone.

Nella seconda parte del video, una lunga intervista rilasciata da Alfonso Buscemi della FP Cgil di Agrigento a Chiara Mangione, per le telecamere di Telepace.

Ha partecipato al convegno anche il Sindaco di Agrigento, dott. Zambuto.

Video 1





Video 2


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