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 '' v.i.t.r.i.o.l. ,,... di Lunadicarta
 
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In quale parte non è chiara la frase: "Quattro anni di sfruttamento in peculato d'uso dei server di Università Federico II di Napoli, ai danni dello Stato e della popolazione studentesca partenopea"?

Loredana Morandi
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Loredana Morandi (del 31/01/2010 @ 17:15:00, in Magistratura, linkato 3157 volte)

Per celebrare degnamente l'ottavo anno dalla fondazione del mio blog "Giustizia Quotidiana" ho voluto partecipare all'inaugurazione dell'Anno Giudiziario presso la Corte d'Appello di Roma, dove la manifestazione di protesta ha visto una Magistratura unita sotto i "simboli" della Toga e della Costituzione.



Animata da quella meravigliosa alchimia che consente a chi desidera "poco" per se stesso di avvicinare nella "purezza" anche i grandi uomini (e donne, naturalmente), ovvero quello stesso spirito che cancellati i timori di "ripetersi" ha animato i togati romani al seguito di Palamara, Mancinetti, Pontecorvo, Savio e  Miccio con  l'ex presidente della giunta romana Paolo Auriema e i presidenti del Gip e di alcuni Tribunali del distretto, cioé quello spirito che ha animato gli illustri magistrati milanesi o il Procuratore Caselli  che ha guidato l'emozionante protesta di Torino, me ne  sono rimasta in fondo alla sala a solidarizzare con i magistrati rimasti in piedi.



Le mie foto, purtroppo, a causa delle luci e della folla non sono venute gran bene, ma è peculiare dei miei scatti  la curiosa magia di immortalare le "sedie vuote" della protesta, con una toga di passaggio ed un foulard verde a ricreare i colori della bandiera nazionale, oppure riprendere il "fantasma" di un cameraman che volava tra le file  vuote per raggiungere la sua telecamera.



Questa di seguito è la relazione del Presidente di Corte d'Appello di Roma, Giorgio Santacroce, mentre una giovanissima magistrato ne sfoglia i contenuti raccolti nel consueto volumetto.  Anche dalla relazione d'apertura del presidente Santacroce, così come dalle parole della d.ssa Elisabetta Cesqui che in seno al CSM ha seguito le ferite vive della magistratura sotto attacco e i sette procedimenti a tutela di magistrati di questa conciliatura,  si avvertiva concreta e tangibile l'attesa per la "deflagrazione" del sistema penale con l'introduzione del "Processo Breve, meglio espresa dalla protesta della Associazione Nazionale Magistrati.



In sala ho intravisto, ma senza l'opportunità di salutarli per la distanza,  alcuni magistrati che guidarono una identica protesta nel 2004 e nel 2005. Lo faccio ora, con il rammentar loro la "profezia" di Andrea Pedrazzini , non fosse altro che sulla questione "volumi" e i carichi di lavoro pro singolo magistrato.



Per la riuscita della mia giornata ringrazio il dottor Fabio Miccio, per la cortesia con la quale mi ha presentata al dott. Marco Mancinetti, presidente della giunta romana della Associazione Magistrati, che al termine della conferenza stampa mi ha salutata gentilmente invitandomi a tornare a trovarli.  Ora sto lavorando alla sbobinatura della conferenza, ma se dovessi tardare ancor oltre per cause indipendenti dalla mia volontà  (ho l'influenza) eventualmente metterò in rete l'audio registrato, affinché non si perdano i commenti vivi della giunta romana alle problematiche della "giustizia che verrà".
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Associazione Nazionale Magistrati

 
BASTA INSULTI, SÌ A VERE RIFORME

 

BASTA ANNUNCI. CHIEDIAMO VERE RIFORME.

Le vere riforme della giustizia sono quelle che servono a rendere più celere la definizione dei giudizi e che offrono ai cittadini e alle imprese tempi ragionevoli per la risoluzione delle controversie.

Chiediamo:

- una revisione delle circoscrizioni giudiziarie, con l’abolizione e l’accorpamento dei tribunali più piccoli;

- una riforma delle procedure che elimini i formalismi inutili, che consentono alla parte che ha interesse al prolungamento del processo la possibilità di “abusare” dei diritti e delle facoltà concessi dall’ordinamento, che semplifichi i riti  nel settore civile e che riveda il sistema delle impugnazioni;

- la depenalizzazione dei reati minori e l’introduzione di pene alternative al carcere;

- investimenti sul personale amministrativo, che consentano la riqualificazione e nuove assunzioni;  

- investimenti effettivi sull’innovazione informatica;

- risorse e mezzi adeguati alla gravità della situazione.

Temi sui quali l’Anm è stata sempre impegnata e non smetterà mai di fornire il suo contributo.

BASTA RIFORME DISTRUTTIVE DEL SISTEMA GIUDIZIARIO.

Da anni assistiamo alla produzione di leggi irrazionali e prive di coerenza sistematica, pensate esclusivamente con riferimento a singole vicende giudiziarie e che hanno finito per mettere in ginocchio la giustizia in questo paese. Occorre trovare una via di uscita a questa situazione. Con la riforma dei termini di prescrizione del reato varata nel 2005 (c.d. legge ex Cirielli) il numero di processi che si chiudono con la prescrizione è balzato alla impressionante cifra di 170.000 all’anno. Ma questo drammatico risultato è nulla rispetto a ciò che succederebbe se dovesse diventare legge la proposta che introduce, in aggiunta alla prescrizione del reato, termini brevi per l’estinzione  del processo. Una riforma che ridurrebbe il processo penale a una tragica farsa, determinando una vera e propria resa dello Stato alla criminalità. Nel settore civile, nel quale l’enorme carico di lavoro ha reso praticamente ingestibili i ruoli dei magistrati, la riforma costituirebbe il colpo mortale alla possibilità di dare giustizia ai cittadini e di offrire risposte in tempi utili alle imprese.

Rispettiamo l’autonomia del Parlamento, ma è nostro dovere segnalare alla politica gli effetti e le ricadute che singoli provvedimenti legislativi possono avere sul sistema, sull’efficacia dell’azione delle forze dell’ordine e della magistratura e sulla sicurezza dei cittadini. Sentiamo, pertanto, il dovere di dire che se dovessero essere approvate anche la riforma delle intercettazioni e quella del processo penale in discussione in Parlamento, verrebbe meno ogni possibilità di contrasto efficace nei confronti di ogni forma di criminalità.

BASTA INSULTI E AGGRESSIONI.

Non intendiamo assuefarci a un costume politico che ha reso pratica quotidiana l’insulto e il dileggio. Ogni giorno siamo costretti ad ascoltare invettive e aggressioni nei confronti dei magistrati. “Cloaca”, “cancro”, “metastasi”, “disturbati mentali”, “plotoni di esecuzione” sono solo alcune delle espressioni utilizzate dal capo del  Governo e da esponenti politici di primo piano nei confronti della magistratura. I magistrati non sono parte di un conflitto e non sono contrapposti a nessuno. Per questo diciamo basta alle aggressioni e chiediamo a tutti coloro che hanno responsabilità istituzionali di contribuire a riportare il confronto entro termini di correttezza istituzionale.

BASTA FALSITA’ SUI MAGISTRATI.

Agli insulti e alle invettive si è aggiunta una “campagna mediatica” condotta da taluni organi di stampa contro i magistrati. Una campagna che si alimenta di dati e informazioni falsi e che dipinge i magistrati come fannulloni strapagati, unici responsabili del dissesto del sistema giudiziario. L’Anm ha pubblicato e diffuso dati ufficiali del rapporto della Commissione europea (CEPEJ) che smentiscono in maniera oggettiva queste menzogne. Il libro che oggi distribuiamo è il primo mattone per ricostruire la verità.

Oggi abbiamo deciso di lasciare l’aula in occasione dell’intervento del rappresentante del Ministero della Giustizia per manifestare il dissenso e il disagio dei magistrati per la crisi in cui versa la giustizia in Italia e per rimarcare, a chi ha la responsabilità costituzionale di assicurare il funzionamento della giustizia, l’urgenza e la necessità di vere riforme.




Il testo della Costituzione della Repubblica Italiana
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Il dossier: "Le verità dell'Europa sui Magistrati Italiani"
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Di Loredana Morandi (del 29/01/2010 @ 21:01:02, in Estero, linkato 1764 volte)
Nelle nullità matrimoniali,
carità e giustizia non strumentalizzazioni

Udienza di Benedetto XVI ai membri del Tribunale della Rota Romana


ROMA, venerdì, 29 gennaio 2010 (ZENIT.org).- Il processo canonico di nullità del matrimonio deve essere portato avanti sempre ricercando la verità e accertando lo stato del vincolo coniugale, senza disgiungere la carità dalla giustizia o cedere a “richieste soggettive”.

E' quanto ha detto questo venerdì Benedetto XVI nel ricevere in udienza i membri del Tribunale della Rota Romana, in occasione dell’inizio dell’Anno giudiziario.

Il Tribunale Apostolico della Rota Romana è un tribunale ordinario di appello della Santa Sede le cui origini sono da ricercare in quella Cappella Domini Papae a cui il Pontefice Innocenzo III, sin dal XII secolo, affidò il compito di istruire in suo nome le cause, inviate per la loro risoluzione a Roma.

Nel suo discorso il Papa ha parlato del compito giuridico-pastorale dei giudici a partire da una riflessione sul rapporto fra giustizia, carità e verità in cui ha richiamato quanto già affermato nella “Caritas in Veritate”.

“Occorre prendere atto – ha osservato il Santo Padre all'inizio – della diffusa e radicata tendenza, anche se non sempre manifesta, che porta a contrapporre la giustizia alla carità, quasi che una escluda l’altra”.

“Alcuni ritengono – ha continuato – che la carità pastorale potrebbe giustificare ogni passo verso la dichiarazione della nullità del vincolo matrimoniale per venire incontro alle persone che si trovano in situazione matrimoniale irregolare”.

“La stessa verità, pur invocata a parole, tenderebbe così ad essere vista in un'ottica strumentale, che l’adatterebbe di volta in volta alle diverse esigenze che si presentano”, ha commentato.

Poco prima, nel suo indirizzo di saluto al Santo Padre, mons. Antoni Stankiewicz, Decano della Rota Romana, aveva accennato a una “diffusa tendenza che relativizza la verità” avvertita soprattutto nelle dichiarazioni di nullità del matrimonio, tanto da tramutarle “in una facile via per la soluzione dei matrimoni falliti, svuotando così sia il senso della dichiarazione di nullità, sia il senso della stessa indissolubilità”.

Al Papa il Decano della Rota Romana - secondo quanto riferito da "L'Osservatore Romano" - aveva poi confessato che ogni “giudice sperimenta sovente la difficoltà di effettuare una giusta ed equa composizione tra le istanze legittime dei fedeli, che rivendicano i loro diritti presso il foro ecclesiale, e la forza vincolante dei sacri canones che disciplinano le esigenze dello ius divinum positivum et naturale sull'istituto matrimoniale”.

A questo proposito, Benedetto XVI ha ricordato nel suo discorso che l’azione di chi opera nel campo del Diritto deve essere guidata dalla giustizia e finalizzata alla “salvezza delle anime”.

Rivolgendosi in particolare agli avvocati, il Pontefice li ha quindi invitati a “porre ogni attenzione al rispetto della verità delle prove” ma anche a “evitare con cura di assumere, come legali di fiducia, il patrocinio di cause che, secondo la loro coscienza, non siano oggettivamente sostenibili”.

In caso di dubbio, ha chiarito, è necessario tenere sempre per ferma l'indissolubilità del matrimonio, che “si deve intendere valido fino a che non sia stato provato il contrario. Altrimenti, si corre il grave rischio di rimanere senza un punto di riferimento oggettivo per le pronunce circa la nullità, trasformando ogni difficoltà coniugale in un sintomo di mancata attuazione di un'unione il cui nucleo essenziale di giustizia – il vincolo indissolubile – viene di fatto negato”.

Allo stesso tempo, ha continuato, “è importante adoperarsi fattivamente ogni qualvolta si intraveda una speranza di buon esito, per indurre i coniugi a convalidare eventualmente il matrimonio e a ristabilire la convivenza coniugale”.

Tuttavia, un errore da evitare è quello di mostrarsi accondiscendenti, sulla base di “richiami pseudopastorali”, verso le richieste dei contraenti che fanno pressione “per giungere ad ogni costo alla dichiarazione di nullità, al fine di poter superare, tra l’altro, gli ostacoli alla ricezione dei sacramenti della Penitenza e dell’Eucaristia”.

“Il bene altissimo della riammissione alla Comunione eucaristica dopo la riconciliazione sacramentale, esige invece di considerare l'autentico bene delle persone, inscindibile dalla verità della loro situazione canonica”, ha osservato il Papa.

“Sarebbe un bene fittizio – ha detto – , e una grave mancanza di giustizia e di amore, spianare loro comunque la strada verso la ricezione dei sacramenti, con il pericolo di farli vivere in contrasto oggettivo con la verità della propria condizione personale”.

Infine il Papa ha sottolineato come “sia la giustizia, sia la carità postulino l'amore alla verità e comportino essenzialmente la ricerca del vero”.

“Senza verità la carità scivola nel sentimentalismo. L'amore diventa un guscio vuoto, da riempire arbitrariamente”, ha detto.

E' questo, ha concluso, il “fatale rischio dell'amore in una cultura senza verità. Esso è preda delle emozioni e delle opinioni contingenti dei soggetti, una parola abusata e distorta, fino a significare il contrario”.

http://www.zenit.org/article-21205?l=italian

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Di Loredana Morandi (del 29/01/2010 @ 14:27:04, in Politica, linkato 2635 volte)


ANNO GIUDIZIARIO: BERLUSCONI AI MAGISTRATI

 "COME SIETE BELLI
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(AGI) - Roma, 29 gen. - Silvio Berlusconi ha partecipato questa mattina all'inaugurazione dell'anno giudiziario alla corte di Cassazione. Il premier ha atteso l'arrivo di Giorgio Napolitano in un salottino e salutato il presidente e il procuratore generale Carbone ed Esposito. Ed a loro e agli alti magistrati che indossavano la toga d'ermellino Berlusconi si e' rivolto con un sorriso, osservando: "Ma come siete belli...".

Leggi anche: Berlusconi e la barzelletta su Gesù all'ergastolo

Nota: Le agenzie stanno passando tutte le "battute" del premier, pure la barzelletta di Gesù Cristo condannato all'ergastolo (se la ritrovo la posto), così i vignettisti avranno di che disegnare per l'intero 2010.
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ANNO GIUDIZIARIO: CARBONE, GIUSTIZIA ITALIANA A 156* POSTO NEL MONDO
 

(ASCA) - Roma, 29 gen - Su tempi e costi la giustizia italiana ''non mostra alcun miglioramento nella classifica della Banca mondiale per il 2010''. Lo sottolinea il primo presidente Vincenzo Carbone all'apertura dell'anno giudiziario in Cassazione. ''Tutte le nazioni hanno registrato lievi progressi, mentre in Italia occorrono ancora 1210 giorni per recuperare un credito con un costo corrispondente al 29,9% del debito azionato''. Male anche i costi della giustizia italiana, dal punto di vista del rapporto spesa/performance nei diversi uffici giudiziari: ''Delle spese dei 29 distretti, il 34% sono inutili, con prevalenza nei distretti del Sud: parliamo di 800 milioni di euro da spendere in meno o meglio''. sar/sam/bra

Al via l'Anno giudiziario

ANSA - ‎41 minuti fa‎
Cosi' il procuratore della Cassazione, Vitaliano Esposito, all'apertura dell'Anno giudiziario.Il procuratore apre al processo breve, a condizione pero' che vengano 'adeguatamente potenziate' le risorse umane e materiali per realizzare i tempi brevi. ...

«Basta conflitti tra magistrati e politica»

Corriere della Sera - ‎1 ora fa‎
ROMA - Basta ai contrasti tra magistratura e classe politica: «Non sono più tollerabili». È l'appello rivolto dal procuratore generale della Corte di cassazione, Vitaliano Esposito, nella sua relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. ...

Giustizia/ Pg Cassazione: Un lusso i tre gradi di giudizio

Virgilio - ‎34 minuti fa‎
Roma, 29 gen. (Apcom) - I tre gradi di giudizio sono un lusso. Il procuratore generale della Cassazione Vitaliano Esposito, nella sua relazione all'inaugurazione dell'anno giudiziario, sottolinea come "il sistema processuale, civile e penale, ...

"Giudici perbene,ma alcuni indegni".Pg Cassazione: "Denunciare ...

TGCOM - ‎1 ora fa‎
"La quasi totalità dei giudici è costituita da persone perbene, che esercitano le loro funzioni con scrupolo, dedizione, spirito di abnegazione, correttezza e disinteresse assoluti". Lo ha sottolineato il pg della Cassazione, Vitaliano Esposito, ...

Anno giudiziario: Pg Esposito, e' allarme Procure vuote

Adnkronos/IGN - ‎45 minuti fa‎
Roma, 29 gen. - (Adnkronos) - E' allarme Procure vuote. Il Procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito nella sua relazione in occasione della inaugurazione dell'Anno giudiziario presso piazza Cavour da' atto "della gravissima situazione ...

Giustizia/ Pg Cassazione: Danni da conflittualità tra magistrati

Virgilio - ‎23 minuti fa‎
Roma, 29 gen. (Apcom) - La "conflittualità all'interno degli uffici e/o nei rapporti con altri uffici che tanto discreto hanno arrecato e arrecano all'immagine della magistratura e all'efficienza del servizio giustizia" è uno degli aspetti posti in ...

Giustizia/ Pg Cassazione: Espellere da ordine magistrati indegni

Virgilio - ‎34 minuti fa‎
Roma, 29 gen. (Apcom) - Il procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, "invita la magistratura ad avere coraggio" ea "marginalizzare, e nei casi più gravi espellere dal suo seno, chi non è degno di svolgere l'altissima funzione della ...

Al via l'Anno giudiziario

Panorama - ‎19 minuti fa‎
(ANSA) - ROMA, 29 GEN - Si' al processo breve ma con riforme.Cosi' il procuratore della Cassazione, Vitaliano Esposito,all'apertura dell'Anno giudiziario.Il procuratore apre alprocesso breve, a condizione pero' che vengano 'adeguatamentepotenziate' le ...

Anno giudiziario, Stop a contrasti magistrati-politica

ANSA - ‎1 ora fa‎
ROMA - Stop ai contrasti "non più tollerabili, tra foro e magistratura e tra magistratura e classe politica". E' questo il richiamo contenuto nella relazione del procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, all' apertura dell'anno ...

ANNO GIUDIZIARIO: PG, SI' AL PROCESSO BREVE MA PIU' RISORSE UMANE

AGI - Agenzia Giornalistica Italia - ‎30 minuti fa‎
(AGI) - Roma, 29 gen. - Una democrazia "non puo' dirsi pienamente tale se non garantisce ai suoi cittadini, anche a quelli responsabili dei reati piu' odiosi, una tempestiva tutela dei loro diritti e un'altrettanta tempestiva applicazione delle pene". ...

Pg Cassazione: bene le iniziative contro i processi 'lumaca ...

Adnkronos/IGN - ‎1 ora fa‎
Roma - (Adnkronos/Ign) - Inaugurazione dell'anno giudiziario a piazza Cavour. Il procuratore generale: ''Rivendicare, con fermezza e determinazione, autonomia e indipendenza''. ''Politica-magistratura? Dialogo possibile''. In 10 punti 'manifesto Ferri' ...

ANNO GIUDIZIARIO: PG, SISTEMA NON REGGE; SI NEGA GIUSTIZIA

La Repubblica - ‎1 ora fa‎
"E' il sistema nel suo complesso a non essere piu' in grado di rispondere alla domanda di giustizia: e cio' sia nel settore civile sia in quello penale". Lo afferma il procuratore generale della Corte di Cassazione, Vitaliano Esposito, ...

"Stop tensione toghe-politica".Pg Cassazione: "Ok a processo breve"

TGCOM - ‎1 ora fa‎
"I contrasti tra foro e magistratura e tra magistratura e classe politica non sono più tollerabili". Così il procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, ha iniziato il suo intervento durante la tradizionale inaugurazione dell'anno ...

Giustizia/ Pg Cassazione: Si rischia paralisi in molti uffici

Wall Street Italia - ‎1 ora fa‎
Roma, 29 gen. (Apcom) - "Molti" uffici di Procura sono a rischio "paralisi". La denuncia arriva dal procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, nel suo intervento alla cerimonia di apertura dell'anno giudiziario. ...

| 25 Ore > Cronaca > Il procuratore generale della cassazione ...

RomagnaOggi.it - ‎58 minuti fa‎
Stop ai contrasti tra magistratura e politica. E' il procuratore generale della Corte di cassazione, Vitaliano Esposito a chiederlo, nella sua relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario, nella quale cita anche il presidente della Repubblica: ...

Giustizia, Pg Cassazione: Fermare tensioni tra toghe e politica

Diario del Web - ‎1 ora fa‎
Roma, 29 gen - Il procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, ritiene "non più tollerabili i contrasti tra foro e magistratura e tra magistratura e classe politica" e per questo, nella relazione all'inaugurazione dell'anno giudiziario, ...

Giustizia/ Pg Cassazione: Intollerabile numero di prescrizioni

Wall Street Italia - ‎1 ora fa‎
Roma, 29 gen. (Apcom) - Il procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, denuncia che "la pretesa punitiva dello Stato è vulnerata dall'intollerabile numero delle declaratorie di estinzione del reato per prescrizione" e questo comporta la ...

ANNO GIUDIZIARIO: PG CASSAZIONE, GIUSTO PROCESSO E' DI TUTTI

La Repubblica - ‎1 ora fa‎
Tutti hanno diritto ad avere il giusto processo. Il procuratore generale della Corte di Cassazione, Vitaliano Esposito, comincia la sua relazione sullo stato della giustizia relativa al 2009 ricordando che "la Convenzione europea vede il giusto ...

Si apre l'anno giudiziaro: si fermino le tensioni tra la ...

4minuti.it - ‎1 ora fa‎
ROMA (29 gennaio 2010) - Si apre l'anno giudiziario e il procuratore generale della Cassazione Vitaliano Esposito, nella sua relazione chiede di mettere fine a quegli scontri che non sono più "tollerabili, tra foro e magistratura e tra magistratura e ...

ANNO GIUDIZIARIO: PG, INTOLLERABILE NUMERO PRESCRIZIONI
Diritto-oggi - ‎1 ora fa‎
(AGI) - Roma, 29 gen. - “La pretesa punitiva dello Stato e' vulnerata dall'intollerabile numero delle declaratorie di estinzione del reato per prescrizione”. E' quanto denuncia il procuratore generale della Corte di Cassazione, Vitaliano Esposito, ...

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La vicenda di questa povera donna è un delirio tutto americano, su web la sua persona è associata addirittura a Osama Ben Laden di Al Qaeda. La giustizia degli "altri" l'abbiamo vista con i sequestri di personaggi del calibro di Vanunu, l'ingegnere che divulgò la notizia dell'atomica Israeliana, o nel caso Abu Omar e i servizi segreti americani. Ma questa è una madre di famiglia perseguitata dal marito stalker, ammanicato con le medesime fasce di corrotti istituzionali! Vergogna Italia !

Arrestata a Roma la madre di Liam
"Un agguato della giustizia Usa"


Manuela Antonelli, la madre di Liam Gabriele MacCarty, il bambino di otto anni conteso tra la donna, italiana, e il padre statunitense, è stata arrestata nel pomeriggio all’uscita di una udienza che si era tenuta al Tribunale dei minori per chiarire il destino del ragazzo, che la madre ha sottratto nei mesi scorsi da una casa famiglia dopo che il giudice, con una ordinanza dello scorso 18 novembre, le aveva imposto di non poterlo più avvicinare.

La signora Antonelli adesso si trova rinchiusa nel carcere di Regina Coeli. La polizia le ha notificato l'arresto "in esecuzione di una richiesta di estradizione avanzata dagli Usa", spiega l'avvocato della signora, Antonella Tomassini, che denuncia “un abuso. Ci siamo informati – dice il legale - e non c'è nemmeno il via libera del Ministero della Giustizia sull'estradizione. Chi doveva fare delle pressioni le ha fatte e gli sono riuscite bene. E’ stato un agguato, quando siamo usciti dall'aula abbiamo trovato la polizia".

Negli Usa la donna, accusata di sottrazione di minore, rischia da una multa a tre anni di carcere. "In Italia – ricorda il suo avvocato - per reati per i quali si rischiano fino a quattro anni di detenzione non si viene arrestati, quindi siamo davanti ad un abuso. Per questo, l'avvocato che segue la parte penale della vicenda farà ricorso".

L'avvocato della Antonelli, Francesco Caroleo Grimaldi, spiega: "Oggi nell'udienza il giudice si è riservato di decidere a chi affidare il bambino, che ora è custodito in luogo segreto. Al termine dell'udienza la madre italiana è stata portata in questura per essere arrestata. Manuela Antonelli non ha voluto rivelare dove il bambino è custodito".

"La donna - sottolinea Grimaldi - è disperata e la difesa inizierà tutte le procedure estradizionali alle quali ci opporremo con tutta la convinzione giuridicamente possibile e umanamente doverosa. Ritengo che questo sia un atto di folle arroganza da parte dell'autorità giudiziaria degli Usa e confidiamo nella sapienza umana e giudiziaria della magistratura italiana perché questo atto di grave sopraffazione sia immediatamente revocato"

(La Repubblica - 28 gennaio 2010)
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Giustizia, tutti i numeri per leggere controluce il dossier Anm
 

Roma, 28 gen (Velino) - Il testo che i presidenti delle sezioni dell’Associazione nazionale dei magistrati leggeranno nelle sedi dei distretti di Corte d’appello sabato prossimo per l’inaugurazione dell’anno Giudiziario le cui bozze sono circolate ieri, è ancora in fase di ‘limatura’ e non si scarta la possibilità di ‘rimodulare’, attenuandole, le accuse in esso contenute contro il governo. E ciò alla luce, anche, delle reazioni di alcuni settori dello stesso sindacato e dei partiti. Pronto è invece il dossier “Le verità dell’Europa su magistrati italiani” che ripropone in parte il rapporto biennale, 2006-2008 (il prossimo sarà pronto a settembre di quest’anno) del Cepej (commissione istituita dal Consiglio d’Europa) sull’efficienza della giustizia in Italia. Un documento che l’Anm ha sempre giudicato favorevole alla ‘categoria’ ma che in realtà non può essere preso quale parametro esatto per stabilire l’efficienza delle magistrature dei 46 paesi del Consiglio d’Europa. Troppe le differenze organizzative e troppe le differenze sulle competenze delle varie magistrature. Uno dei dati che più ‘piace’, per esempio, è quello relativo ai compensi stipendiali dei magistrati italiani rispetto a quelli di molti altri paesi. L’Anm sostiene che le retribuzioni degli italiani sono sotto la media europea, ma la Cepej invita a non trarre queste conclusioni perché nel resoconto statistico che fa la commissione non vengono inseriti dati aggregati che meglio renderebbero lo stato delle cose. Insomma il dossier che sabato il sindacato dei magistrati distribuirà nelle sedi di corti d’Appello va preso con le ‘molle’ e ciò ad avviso di chi lo ha redatto.

Comunque, la crisi del sistema giustizia è ormai giunta a livelli insopportabili: spropositati il numero, quasi 9 milioni, di procedimenti pendenti (5.425 mila civili e 3.262 mila penali) e la durata media (960 giorni per il primo grado e 1509 giorni per il giudizio di appello nel civile; 426 giorni per il primo grado e 730 per il grado di appello nel penale). Sono questi alcuni dei dati più impressionanti forniti dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, nell’ultima relazione al Parlamento sullo stato della giustizia. Eppure, come vedremo, le lievi differenze nell’entità della spesa pubblica destinata alla giustizia, nel numero dei tribunali, dei giudici, dei procuratori, e del personale non togato e tecnico-amministrativo, rispetto agli altri grandi Paesi europei paragonabili all’Italia per ricchezza, popolazione e cultura giuridica, non giustificano un divario così abissale nel numero dei procedimenti pendenti e nella loro durata. Anzi, per molti aspetti impieghiamo anche molte più risorse degli altri, ma la “produttività” del sistema è lontana anni luce. Basti pensare che, nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, lo scorso 7 gennaio, il primo presidente della Corte di Cassazione francese, Vincent Lamanda, rendeva noto che la Cassazione impiega 15 mesi per emettere la sentenza in un processo civile, mentre solo 4 mesi in un processo penale. Le corti di appello, sempre in materia civile, arrivano alla sentenza in 12 mesi, in 7 mesi i “Tribunaux de grand instance” e in 5 mesi gli altri tribunali. E la spesa pubblica che la Francia dedica alla giustizia, riferiva in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2009 il presidente della Corte di Cassazione italiana, Vincenzo Carbone, “è addirittura inferiore alla nostra (6,66 miliardi di euro per il 2009 in Francia; 7,56 miliardi di euro per il 2009 in Italia)”.

Come hanno più volte sottolineato nei loro rapporti la Banca d’Italia, Confindustria e la stessa Cassazione, la durata dei processi civili danneggia, rendendolo meno competitivo, anche il nostro sistema economico. Nell’ultimo rapporto “Doing Business 2009”, in tema di giustizia civile, l’Italia si è classificata al 156esimo posto su 181 Paesi (dopo Angola, Gabon, Guinea, Sao Tome e prima di Gibuti, Liberia, Sri Lanka, Trinidad), mentre quasi tutti i Paesi europei sono tra i primi 50: Germania al nono posto, Francia al decimo, Regno Unito al 24esimo, Spagna al 54esimo posto. Nel 2008 la durata di un procedimento di recupero di un credito originato da una disputa commerciale è stata stimata in Italia di 1.210 giorni, di 331 in Francia, di 394 in Germania e di 515 in Spagna. Da molte parti si lamenta la scarsità di risorse, ma come dimostrano i dati, relativi all’anno 2006, del secondo rapporto CEPEJ (European Commission for the Efficiency of Justice) sul funzionamento e la valutazione comparata dei sistemi giudiziari europei, l’Italia non si discosta dagli altri grandi Paesi membri dell’Ue per il numero di risorse umane e materiali impiegate dallo Stato per l’amministrazione della giustizia. Anzi, per la pubblica accusa spende di più. Il problema delle risorse “esiste, ma non si tratta di quello più grave”, considerando il confronto con gli altri Paesi europei, ammetteva anche il presidente Carbone.

Secondo la stima del rapporto CEPEJ, spendiamo per il nostro sistema giudiziario 4,08 miliardi di euro, contro i 3,35 della Francia e i 2,98 della Spagna. Spendono più di noi, in valore assoluto, Germania (8,73 miliardi) e Gran Bretagna (6,07 miliardi). In queste spese però sono inclusi i fondi per il patricinio legale gratuito, per il quale spendiamo meno di tutti. Solo 86,5 milioni l’anno. La Germania spende oltre 6 volte di più, la Francia quasi quattro volte di più e la Spagna il doppio di noi. Per non parlare della Gran Bretagna, che dedica all’assistenza legale oltre la metà del suo budget per la giustizia (3,35 miliardi su 6,07). Tolta la spesa per il patrocinio gratuito, emerge quindi che l’Italia spende meno solo della Germania. Ma scorporando le varie destinazioni della spesa tra corti, pubblica accusa e patrocinio gratuito, emerge anche che ai procuratori italiani va una spesa di 1,33 miliardi di euro, il doppio rispetto ai 670 milioni che spende la Francia per i suoi pm.

Anche calcolando quanti euro spendiamo in giustizia nel suo complesso per ogni abitante, o in percentuale del Pil pro capite, i rapporti non cambiano di molto. Spendiamo 70 euro per abitante, mentre la Francia 53 euro e la Spagna 68. Spendono più di noi, per abitante, Inghilterra più Scozia (99 euro) e Germania (106 euro). La Francia spende in giustizia lo 0,19 per cento del Pil pro capite, l’Italia lo 0,26 per cento, la Spagna lo 0,30 per cento, Inghilterra più Scozia tra lo 0,33 e lo 0,35, e la Germania lo 0,38 per cento. Togliendo però la spesa per il patrocinio gratuito (quindi corti e pubblica accusa insieme), solo la Germania spende più di noi, sia per abitante che in percentuale del Pil pro capite. L’Italia spende 68 euro ad abitante, la Francia 48 euro, Inghilterra più Scozia tra i 43 e i 52 euro, la Germania 99. La Francia impiega lo 0,17 del Pil pro capite, Inghilterra più Scozia tra lo 0,15 e lo 0,17, l’Italia lo 0,26 per cento e la Germania lo 0,35 per cento. Se poi guardiamo nello specifico la spesa per le corti, ci accorgiamo di spendere 45 euro a testa, contro i 38 dei francesi e i 28 degli inglesi. E per i soli procuratori ogni italiano paga 23 euro, mentre a un francese costano 11 euro e ad un inglese 15. Per quanto riguarda le componenti della spesa per la giustizia, ciò che emerge dal rapporto CEPEJ è che in Italia spendiamo in salari quasi il 70 per cento dell’intero budget, molto più di Francia (meno del 50 per cento) e Germania (meno del 60 per cento). Ancora scarsa la spesa per l’informatizzazione, o quanto meno la strada da percorrere per metterci sullo stesso piano degli altri è ancora lunga. Secondo la classificazione del CEPEJ, infatti, su quattro livelli (“molto alto”, “alto”, “moderato”, “basso”), i tribunali italiani si piazzano ancora a un livello “moderato” di informatizzazione, quelli francesi ad un “alto” livello, mentre quelli tedeschi, britannici e spagnoli ad un livello “molto alto”.

Oltre all’entità della spesa pubblica dedicata alla giustizia, secondo il rapporto CEPEJ l’Italia è ben dotata anche per quanto riguarda il numero di tribunali, giudici, procuratori, e personale non togato e tecnico-amministrativo. L’Italia dispone di 1.292 tribunali, più che in Inghilterra (595), Spagna (703), Francia (773) e Germania (1.136), per la quale bisogna considerare le pesanti eredità della riunificazione. In relazione al numero di abitanti, nel nostro Paese ci sono 1,7 tribunali ogni 100 mila abitanti. Più che in Inghilterra (1,2) e Germania (0,9), poco meno che in Francia (1,8) e molto meno che in Spagna (4,6). Nei nostri tribunali ci sono 11 giudici ogni 100 mila abitanti. Più che in Spagna (10,1) e in Inghilterra (7). Ce n’è solo uno in più in Francia (11,9), mentre sono molti di più solo in Germania (24,5). Per quanto riguarda il personale non togato, in numeri assoluti impieghiamo in totale 27.067 addetti, quasi il doppio dei 15.199 francesi. Da noi sono 46 ogni 100 mila abitanti. Più che in Francia (24), poco meno che in Inghilterra (48) e molto meno che in Germania (70) e Spagna (93). Ciò significa che ogni giudice francese ha a disposizione due collaboratori, quello tedesco 2,9, il giudice italiano 4,2, quello inglese 6,9 e quello spagnolo 9,1. In Italia abbiamo 3,8 procuratori ogni 100 mila abitanti. Non sono molti di più in Spagna (4,5) e Gran Bretagna (4,6). La Germania ne ha 6,2, ma la Francia solo 2,9 ogni 100 mila abitanti. Battiamo tutti invece quando si tratta dello staff assegnato alla pubblica accusa. I nostri pm hanno a disposizione 17 collaboratori ogni 100 mila abitanti, i procuratori tedeschi 14, mentre i francesi solo 8 e gli spagnoli 4.

Anche per quanto riguarda la remunerazione di giudici e procuratori non siamo da meno degli altri nostri principali partner europei. Anzi, a fine carriera li gratifichiamo un tantino di più. Lo stipendio lordo di giudici e pm italiani a inizio carriera è calcolato dal rapporto CEPEJ - ricordando che i dati sono relativi al 2006 - in 37.454 euro. Prendono invece 35.777 quelli francesi, 38.829 quelli tedeschi e 45.230 quelli spagnoli. Discorso a parte per la Gran Bretagna, dove giudici e procuratori ricevono trattamenti molto diversi. I primi a inizio carriera guadagnano 143.708 euro lordi, mentre i secondi 28.463. Ai più alti livelli della carriera i nostri giudici e procuratori sono i meglio retribuiti, con 122.278 euro lordi. Quelli francesi guadagnano 105.317 euro lordi, i tedeschi “solo” 86.478, gli spagnoli 115.498. Rimane anche a fine carriera, invece, una grande divario tra giudici e procuratori in Gran Bretagna. I primi arrivano a 233.742 euro lordi, mentre i secondi si fermano a 128.774 euro.

Dunque, da quanto emerge dal rapporto CEPEJ, non ci sono grandi differenze tra l’Italia e gli altri grandi Paesi europei ad essa paragonabili nella quantità di risorse umane e materiali che lo Stato dedica al sistema giudiziario. Eppure, nello stesso rapporto il divario nel numero delle cause pendenti al 31 dicembre 2006 ha dimensioni incredibili. Le cause civili pendenti nelle corti di prima istanza raggiungono in Italia l’impressionante numero di 3,68 milioni, molto di più delle cause pendenti in Francia (1,16 milioni), Germania (544 mila) e Spagna (781 mila) messe assieme. Ancora peggiore la situazione per quanto riguarda le cause penali pendenti nei tribunali di primo grado. In Italia sono più del doppio (1,2 milioni) di quelle in Germania (287 mila), Spagna (205 mila) e Inghilterra (70 mila) messe assieme. Forse, quindi, considerando quanto spendiamo e quanti processi rimangono pendenti, il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, potrebbe non essere andato molto lontano da almeno uno dei principali problemi quando denunciava che “dopo le 14 nei tribunali non c’è più nessuno”: “Fatto uno il rapporto tra spesa e numero di processi conclusi in Olanda, l’Italia sta a 1,4 e la Francia a 2,2. La stessa cifra spesa a Roma per decidere due giudizi basta a Parigi per farne tre”, si leggeva in una nota del ministro.
 
(Vittorugo Mangiavillani e Federico Punzi) 28 gen 2010 16:57
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Di Loredana Morandi (del 29/01/2010 @ 11:13:12, in Magistratura, linkato 1809 volte)
Associazione Nazionale Magistrati
Corte di Cassazione




Tengo a chiarire che il mancato ricorso alle forme di protesta deliberate dalla Giunta esecutiva centrale dell’ANM, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario che si terrà domani 29.1.2010 presso la Corte di Cassazione, non va in alcun modo interpretato come non condivisione della linea adottata dagli organi rappresentativi centrali, ma deve essere esclusivamente inteso come doveroso tributo di ossequio e rispetto verso il Capo dello Stato, che ci onorerà della Sua presenza.

Alfonso Amatucci      
Presidente della sezione dell’ANM
presso la Corte di Cassazione
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Di Loredana Morandi (del 29/01/2010 @ 11:02:09, in Magistratura, linkato 1854 volte)
Giustizia/ A Napoli protesta Anm
non bloccherà anno giudiziario



Corte Appello: capiamo ragioni, ma continueremo nostro compito


APCOM - La protesta dell'Anm toccherà l'inaugurazione dell'anno giudiziario anche a Napoli, ma le motivazioni dei magistrati non bloccheranno lo svolgimento della cerimonia. A dirlo è il presidente della Corte d'Appello di Napoli, Antonio Bonajuto, che ne ha parlato con i giornalisti durante la conferenza stampa che ha anticipato i dati sull'andamento della delittuosità nel distretto che saranno resi noti il prossimo sabato 30.
"Non potrò che prendere atto della protesta e continuare quello che il programma dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. Un programma - ha detto il presidente Bonajuto - che viene fissato dalla legge, dall'ordinamento giudiziario e dal Csm".
Il presidente della corte d'appello, ricordando che la cerimonia rappresenta "un bilancio delle attività rese nel passato" e "sulle leggi che sono state già approvate", ha però aggiunto: "Viviamo in un momento difficile e l'Anm ritiene di sottolineare così il proprio dissenso. L'inaugurazione dell'anno giudiziario deve essere però visto anche come un'occasione per gettare le basi per il futuro". Bonajuto ha sottolineato che prenderà atto di quanto vorranno rappresentare i magistrati "cogliendone le ragioni" ma che si continuerà "l'ordinarietà della cerimonia che avrà il suo normale sviluppo".

*la foto è di Loredana Morandi
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INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO

Anno giudiziario, Ferranti (Pd): Alfano apra gli occhi, comparto giustizia è in fibrillazione

Magistrati sono cittadini come gli altri e hanno diritto di dissentire. “I magistrati sono cittadini come tutti gli altri e hanno il diritto di manifestare il proprio dissenso nei confronti dei provvedimenti del governo e della mancata presa di coscienza dei veri problemi del sistema giustizia, tanto più se inascoltati e continuamente attaccati. Anziché provocare o chiudersi a riccio, il ministro Alfano dovrebbe cominciare ad avere un atteggiamento di ascolto costruttivo, senza pregiudizi ideologici né intenti punitivi, con tutti gli operatori che si stanno mobilitando contro l’operato del governo. Alfano apra gli occhi:  stanno protestando i magistrati, come gli avvocati, ma anche  tutto il personale giustizia è in fibrillazione per il nuovo contratto e per gli effetti negativi dei tagli ed ha annunciato per il 5 febbraio una grande giornata a difesa della professionalità e contro le politiche del governo”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti. Roma, 27 gennaio 2010



PROCESSO BREVE


Processo breve, Pd: anche vittime terremoto in fibrillazione, Alfano ritiri ddl

Ferranti: cittadini  non vogliono processi monchi, chiedono giustizia. “Anche familiari delle vittime del terremoto stanno facendo campagna elettorale e stanno seguendo le ‘improvvide’ indicazioni delle associazioni dei magistrati?” Lo chiede provocatoriamente al ministro Alfano la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti dopo che ieri il guardasigilli ha duramente attaccato la decisione dell’Anm di abbandonare la sala durante l'intervento del ministro Alfano alla prossima inaugurazione dell'anno giudiziario in dissenso sul processo breve. “La protesta di oggi dei comitati dei familiari delle vittime della Casa dello studente e del Convitto nazionale dell'Aquila – sottolinea Ferranti - è la dimostrazione che è forte e diffusa nella società italiana la preoccupazione sugli effetti devastanti sul processo breve. Quel testo va ritirato perché è una presa in giro. Il titolo del provvedimento non corrisponde minimamente al suo contenuto: non si tratta di rendere la giustizia più efficiente e veloce, quanto di gettare al macero centinaia di migliaia di processi e quindi di calpestare le legittime aspettative di giustizia delle vittime. La partecipazione del guardasigilli sabato a L’Aquila potrebbe essere l’occasione per una resipiscenza e quindi per un ritiro definitivo del ddl sul processo breve. I cittadini – conclude – non vogliono processi monchi, chiedono giustizia”. Roma, 28 gennaio 2010



MAFIE E ECOMAFIE


Mafia: Garavini (Pd), ecco il prossimo piano del governo, solo l’ennesima promessa mancata


“Il famoso piano antimafia in 10 punti che il governo si appresta a votare nel prossimo Cdm, secondo alcune anticipazioni, potrebbe rivelarsi solo l'ennesima promessa mancata”. Lo dice Laura Garavini, capogruppo del Pd nella commissione Antimafia a proposito del Consiglio dei Ministri di domani. Secondo Garavini “Si dirà che sono stati stanziati un miliardo e mezzo di soldi del Fondo Unico Giustizia: quei soldi non ci sono, sono solo stati sequestrati e non confiscati, per cui non appartengono allo Stato e tanto meno ai ministri della Giustizia e dell'Interno che non potranno pagare proprio niente con quelle somme. Si dirà che è stata varata l'Agenzia per i Beni Confiscati mentre verrà varato solo un Disegno di Legge che chissà quando entrerà in vigore. Si dirà che verranno razionalizzati i servizi di sicurezza e di controllo del territorio: nella realtà si cercherà di mascherare così i pesanti tagli a cui la sicurezza deve fare fronte. Probabilmente si vuole nascondere l'intenzione di chiudere alcune caserme dei Carabinieri o posti di Polizia. Si dirà – prosegue Garavini - che la lotta ai patrimoni è al primo punto ma non si darà il via al reato di autoriciclaggio, così come chiedono tutti gli esperti italiani della magistratura e delle forze di polizia. Si dirà che la cosa più importante è togliere i beni alle mafie ma non si approverà l'Albo degli amministratori giudiziari che, per legge, doveva già essere in vigore. Si dirà che si lavora per sconfiggere le mafie ma non si bloccherà la legge sulle intercettazioni che serve solo a sconfiggere chi le mafie le combatte veramente. Si dirà che si danno nuove risorse alla Giustizia ma nella realtà si intaseranno i tribunali col finto processo breve, che aiuterà anche la criminalità che è linfa per le cosche. Dunque, se domani il governo confermerà questi punti, almeno non continui a dire che così si fa la lotta alla mafia”.

Mafia, Pd: Agenzia nazionale beni confiscati sia strumento operativo e non ennesimo spot

Picierno: subito modifica alla norma sulla vendita dei beni. “Il Governo, proponendo finalmente l’Agenzia nazionale per la gestione dei beni confiscati alle mafie, compie un passo concreto nel contrasto alla criminalità organizzata. Ci auguriamo che l’Agenzia venga pensata e realizzata come una struttura dotata di poteri reali in materia di osservazione e analisi su beni assegnati e sull’iter di quelli da assegnare, che lavori in raccordo con le Prefetture, la magistratura e le Forze dell’Ordine, che sappia dare impulso alla destinazione dei beni, garantendo trasparenza delle procedure e accesso all’assegnazione, fornendo un supporto concreto ad associazioni, enti e operatori che prendono in gestione i beni attraverso appositi fondi di garanzia e rotazione per il sostegno finanziario dei progetti di riutilizzo. Adesso è sempre più urgente la rivisitazione della norma che consente la vendita dei beni non assegnati. Sul tema dell’Agenzia, vista l’importanza del provvedimento aldilà di ogni schieramento politico, il Ministro accetti il confronto con il Parlamento e con le associazioni che si occupano da tempo e con successo di contrasto alle mafie e riutilizzo dei beni a scopo sociale”. Lo dichiara la deputata del Pd, Pina Picierno. Roma, 28 gennaio 2010

LUMIA SVELA CONTRADDIZIONI PIANO ANTIMAFIA E LANCIA PROPOSTE ALTERNATIVE

Molti annunci, parole fumose, proposte contraddittorie e senza sostanza, a partire dall'Agenzia per la gestione dei beni confiscati. Una proposta del Pd, che da tempo giaceva inascoltata, viene riesumata proprio quando il governo decide di vendere i beni: un vero e proprio controsenso, che mortifica il riuso sociale dei beni confiscati e impedisce alla società civile di riappropriarsi delle risorse sottratte illecitamente dalla mafia alla comunità. Il codice antimafia è una buona idea, a patto che non si introducano leggi manipolatorie come quella tanto cara ai boss sulla revisione dei processi. Sull'aggressione ai patrimoni bisognerebbe partire dalle norme antiriciclaggio. L'Italia, infatti, è l'unico Paese a non averne e, inoltre, siamo agli ultimi posti sulla tracciabilità del denaro. E che dire dello scudo fiscale, che garantisce anche ai mafiosi di far rientrare i capitali in totale anonimato?
Anche per quanto riguarda le ecomafie siamo molto indietro. Spesso si hanno enormi difficoltà a riconoscere i reati ambientali commessi dalle organizzazioni criminali, ma soprattutto le pene sono ridicole. Concordo sulla necessità di assistere in maniera più efficace le vittime del racket e dell'usura, ma se vogliamo realmente sconfiggere questi fenomeni è indispensabile introdurre la denuncia obbligatoria per tutti gli operatori economici. La mappa informatica delle organizzazioni criminali è uno strumento utile. Dobbiamo in modo particolare velocizzare le procedure burocratiche affinchè gli inquirenti posso accedere con facilità e tempestività alle informazioni riservate custodite da banche, pubblica amministrazione ecc. Per combattere le infiltrazioni mafiose nel settore degli appalti bisogna introdurre il conto dedicato per le aziende, in modo da facilitare il controllo dei flussi di denaro, la provenienza delle forniture, il sistema dei subappalti, dove spesso si annidano le imprese mafiose o collegate alle mafie. Sul piano internazionale del contrasto alla criminalità organizzata siamo in forte ritardo sulla costituzione delle squadre investigative comuni europee. Si cominci da qui. In tutto questo gravano come macigni: il provvedimento sul processo breve, che di fatto garantisce l'impunità a delinquenti e malscazoni; la legge che limita l'utilizzo delle intercettazioni; la depenalizzazione di molti reati finanziari; la volontà del governo di assoggettare i pubblici ministeri, ossia coloro che conducono le indagini, proprio alle dipendenze dell'esecutivo. Ecco perché il Piano antimafia rischia di essere l'ennesimo spot propagandistico.

MAFIA: SERAFINI (PD), "DESTINARE BENI CONFISCATI AI BAMBINI DEL SUD".

"La proposta del governo sull'istituzione di un'Agenzia nazionale per la gestione dei beni confiscati alla mafia, può essere considerata  un passo in avanti solo se si modifica la  norma che consente la vendita dei beni non assegnati.  Il confronto deve quindi spostarsi in Parlamento e nel Paese". Lo afferma in una nota la senatrice del PD Anna Serafini, vicepresidente commissione parlamentare per l'infanzia "I bambini del Sud - continua Anna Serafini - hanno meno risorse, servizi e strutture che favoriscano una loro crescita serena ed è per questo che si dovrebbe destinare soprattutto al loro benessere e a finalità sociali i beni confiscati alla mafia. "Questo - conclude - è il senso della proposta  che ho intenzione di presentare nei prossimi giorni".

Mafia. Garavini (PD): tante le promesse del governo non mantenute e resta aperta questione Cosentino

“Dove sono i soldi per realizzare le belle intenzioni del governo? Da nessuna parte: il bilancio dei due ministeri interessati parla chiaro. Ad esempio, alla DIA vogliono dare compiti ancora più stringenti per il sequestro dei patrimoni ma sono due anni che gli tagliano le risorse”. Lo sostiene Laura Garavini, capogruppo del Pd nella commissione parlamentare Antimafia la quale sottolinea che “il governo ha fatto bene ad accettare la proposta del PD ed inserire il termine "'ndrangheta" nella legislazione antimafia, come pure è positivo aver realizzato immediatamente l'Agenzia per i beni confiscati: aspettiamo di vedere come verrà messa in grado di operare e, soprattutto, come interverrà sulla vendita all'asta dei beni. Le nuove norme sugli appalti sarebbero positive se, proprio oggi, al Senato, la maggioranza non avesse cercato di indebolire quelle esistenti contro mafie e corruzione. Anche il testo unico delle leggi antimafia è un'esigenza avvertita da tempo ma la proposta di oggi non è una risposta: non si tratta certo di raccogliere le diverse leggi ma di armonizzarle ed ammodernarle. Inoltre, resta aperta una questione scottante: Berlusconi dice che non ci sono collusi nelle sue liste ma il Procuratore della Cassazione chiede di arrestare un componente del suo governo proprio per aver avuto rapporti con la camorra. Ci pare, insomma, che l'unica cosa che funziona nella lotta alla mafia è quella che il governo non può bloccare: una buona magistratura antimafia e forze di polizia che si sacrificano ogni giorno nella caccia ai latitanti e ai loro patrimoni”. Roma, 28 gennaio 2010

MAFIA: FICTION TV; VITA, "BERLUSCONI SOGNA MINCULPOP"

"Silvio Berlusconi sogna il "minculpop" facendo il verso al fascismo e allo stalinismo che consideravano ovvio indicare i confini estetici dell'arte e della cultura". Così il senatore Vincenzo Vita, vice presidente della Commissione Cultura, commenta le dichiarazioni del Presidente del Consiglio sullo stop a fiction tv con al centro la criminalità organizzata. "Nella vicenda italiana - prosegue Vincenzo Vita -  all'autoritarismo si coniuga forse anche la tentazione di non far conoscere agli italiani e ai cittadini esteri la gravità dei poteri criminali. E forse è inutile ricordare al Presidente del Consiglio, proprietario di buona parte del sistema mediatico, che proprio le fiction di carattere civile, volte alla rappresentazione della realtà, sono stati i successi migliori della nostra produzione cinematografica e audiovisiva" conclude il senatore PD. Roma, 28 gennaio 2010

Ecomafie: Bratti (Pd), subito audizioni Maroni in parlamento

“Dopo le notizie relative alle nuove norme decise dal Cdm in materia di ecomafie crediamo sia opportuna una audizione urgente in parlamento del ministro dell’Interno. Il Pd chiede da tempo l’attribuzione di un ruolo maggiore alla Direzione distrettuale antimafia e misure incisive sulla tracciabilità: si tratta di questioni cruciali per la lotta alle ecomafie e per questo vogliamo capire in modo più approfondito quali siano gli esatti orientamenti del governo”. Lo chiede il capogruppo dei Democratici nella Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, Alessandro Bratti. Roma, 28 gennaio 2010



CARCERI


Carceri: Rubinato e Fogliardi (Pd), Alfano apra gli istituti costruiti e mai utilizzati

“Mentre le carceri scoppiano, 40 istituti penitenziari in Italia risultano costruiti e allestiti ma mai utilizzati. Il Ministro faccia chiarezza.” Lo hanno dichiarato i deputati del Pd Rubinato e Fogliardi che hanno presentato a riguardo una interrogazione al Ministro della Giustizia.
“Il penitenziario di Gela, il carcere di Morcone (Benevento), quello di Busachi in Sardegna e l’Istituto di Castelnuovo della Daunia (Foggia), integralmente completati, non hanno mai aperto le porte - sottolineano i deputati -. In Puglia si contano addirittura quattro istituti penitenziari costruiti, allestiti e mai inaugurati: il carcere di Bovino (Foggia) con 120 posti, di Minervino Murge (Bari), di Orsara (Foggia) e di Monopoli (Bari)
“Prima di procedere a nuovi stanziamenti, impegni ed appalti per la realizzazione di nuovi istituti - concludono i deputati - il Ministro Alfano sposti i detenuti dalle carceri sovraffollate (dove spesso sono reclusi in condizioni disumane) agli  istituti non utilizzati o quasi deserti.” Roma, 28 gennaio 2010

Carceri, Pd: siamo in emergenza, piano governo inadeguato, ambiguo e poco chiaro


Schirru: contro suicidi subito assunzione psicologi vincitori di concorso. “In un momento drammatico per le carceri italiane, dove ben sette sono i suicidi dall’inizio dall’anno, il Piano Carceri del Ministro Alfano e del neo-Commissario delegato per l’emergenza penitenziaria Ionta, illustrato ieri ai sindacati della polizia penitenziaria, si conferma assolutamente inadeguato, ambiguo e poco chiaro. Regna l’incertezza sulle annunciate assunzioni di 2.000 agenti, non è previsto nessun intervento per l’assunzione delle professionalità indispensabili a supportare le drammatiche condizioni della popolazione detenuta e per il potenziamento delle misure alternative al carcere (psicologi, educatori ed assistenti sociali) e non c’è nessun ripensamento sui pesanti tagli finanziari al sistema penitenziario. Inoltre, le decisioni del DAP di istituire un servizio di ascolto per la prevenzione dei suicidi nelle carceri lamentando la mancanza di psicologi appaiono lacrime di coccodrillo. E’ da più di un anno che il Ministro Alfano non risponde alle nostre interrogazioni per risolvere definitivamente la vertenza degli psicologi vincitori di concorsi né si esprime sulla nostra proposta di legge che intende far sì che l'assunzione dei vincitori di concorso sia garantita nel trasferimento della Medicina Penitenziaria dal Ministero della Giustizia alle ASL, salvaguardando così i diritti dei vincitori di concorso ed evitando oneri per lo Stato derivanti da altre procedure concorsuali”. Così la deputata del Pd, Amalia Schirru prima firmataria di diverse interrogazioni e proposte di legge sul tema. Roma, 28 gennaio 2010
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